«Candy, potresti coprire la luce? Vorrei dormire.» esclamò Franny con il suo tono serio.
Presi un panno e coprii la lampada.
«Sì, scusami...»
Era notte e stavo cercando di scrivere una lettera ai miei amici, chissà se stavano tutti bene, lo sperai vivamente. Intinsi la penna nell'inchiostro e cominciai a scrivere.
Vi prego di perdonarmi per avervi fatto preoccupare. Ora mi trovo in America, arrivare qui è stata una vera e propria avventura. Per ora non posso dirvi i dettagli, comunque sappiate che sono ufficialmente un'infermiera apprendista alla scuola Mary Jane. Mi impegnerò a fondo e spero ci rincontreremo presto. Vi scriverò a breve altre lettere.
Candy
Chissà come avrebbero reagito, di sicuro Stear avrebbe voluto sapere tutto. Annie e Patty probabilmente sarebbero rimaste sconvolte. Invece Archie... non credevo avrebbe approvato. Spensi tutto e mi misi finalmente a letto, il giorno dopo sarebbe stato ufficialmente il mio primo giorno di lavoro lì.
Il viso sorridente di Terence, quel sorriso che rivolgeva solo a me, mi tornò in mente. Non potevo neanche scrivergli una lettera, chissà come stava e cosa stava facendo. Ma ero sicura che ci saremmo incontrati di nuovo.
E Albert e la sua simpatica puzzola, Popi? Saranno stati ancora in Africa, non avevo sue notizie da molto. Sarei diventata un'infermiera di cui sarebbero potuti entrambi essere fieri.
«Come vanno le cose, infermiera sbadata?» sobbalzai e dei batuffoli di cotone mi caddero a terra.
Era il mio primo giorno, e sarà stata la decima volta che la direttrice mi chiamò in quel modo.
«Signora direttrice! La prego di non chiamarmi più in quel modo, o i pazienti non si fideranno di me!» esclamai e sentii delle risatine dai letti dietro di me.
«Se vuoi essere rispettata, almeno impara ad indossare il cappello!» disse con voce imperiosa, e mi accorsi di aver messo il cappello al contrario, sbuffai e lo misi a posto.
La direttrice cominciò a camminare tra i letti e a sistemare per bene i pazienti.
«Tutti subito a dormire, altrimenti non guarirete mai! E copritevi bene!»
Sembrava un'altra persona rispetto al nostro incontro per strada. Pensavo fosse una vecchia scorbutica, ma invece avevo notato che teneva molto alla salute dei pazienti. E avevo anche capito perché lei e Miss Pony erano amiche... sembravano molto diverse, ma per certi versi si assomigliavano. Erano entrambe gentili, solo che lo manifestavano in modi diversi. Chissà a quali delle due sarei assomigliata di più... forse a nessuna delle due.
Uscii dalla stanza e mi incamminai per il corridoio, in una sala sentii Franny urlare, così mi fermai per capire cosa stesse succedendo.
«Quel paziente ricoverato nella suite è davvero insopportabile!» la sentì esclamare. «Per quanto sia ricco, non può permettersi di fare ciò che vuole!»
«Non hai scelta, sei stata assegnata a lui perché sei la migliore.» replicò un'altra infermiera, aveva il naso adunco e dei capelli rossicci.
«Comunque quanto è ricco, esattamente?» chiese curiosa un'infermiera paffuta, sempre più o meno della mia età.
Franny alzò gli occhi al cielo e rispose seccata.
«Non ne sono sicura, ma pare che venga da una famiglia molto influente. Possiede una villa sul lago, e anche altre case.» spalancarono tutte gli occhi stupite, compresa me.
Una famiglia influente, la villa sul lago, e se fosse...
«Fatto sta che mi ha proprio stancata! Nemmeno i suoi famigliari vengono più a fargli visita! Non lo sopportano neanche loro.» ricominciò a sbraitare Franny. «E poi si lamenta sempre di qualsiasi cosa. Vuole che lo chiami Signor William... ma eviterò il più possibile quel vecchio pazzo!»
Mi portai le mani alla bocca, sconvolta. Proprio come pensavo! Eravamo così vicini e non ne avevo idea...
Sorridendo e con le lacrime agli occhi entrai nella sala.
«Franny, ti prego, lascia che mi occupi io di quel paziente!»
«Ma sei solo una novellina!» esclamò la ragazza paffuta. «Persino Franny sta avendo delle difficoltà con quel paziente.»
«Capisco i vostri dubbi, ma vorrei davvero potermi occupare di questo paziente. Ve ne prego, lasciatemelo fare.»
Franny mi guardò con sguardo inquisitore.
«Sembri molto determina, non sarà mica per via del suo ingente patrimonio?»
«Non è assolutamente questo il motivo!» replicai piccata.
Mi fissò per lunghi istanti, stavo sudando freddo, sperai dicesse di sì.
«E va bene, se è questo che vuoi...» rispose infine. «Ma sappi che è una persona arrogante e piena di sé.»
«Sono preparata, grazie mille Franny!» esclamai contenta.
«Informerò io la direttrice.» mi fece sapere, le altre due la guardarono scioccate.
Non ci potevo credere, finalmente avrei conosciuto lo zio William! Avevo aspettato così tanto quel momento, chissà com'era fatto. Forse assomigliava al capitano Niven e aveva una lunga barba bianca... o magari sarà stato severo e rigido come la zia Elroy. Mi chiesi come avrebbe reagito al nostro incontro, sarà stato senza dubbio sorpreso, almeno quanto me. Chissà se aveva ricevuto la mia lettera, potrebbe non essere stato a conoscenza del fatto che avevo lasciata la scuola a Londra, in tal caso sperai mi perdonasse. Avrei sudato sodo e sarei diventata un'ottima infermiera.
Era da quel giorno, quando fui adottata dalla famiglia Andrew, era da allora che desideravo con tutto il cuore di incontrare lo zio William per dirgli grazie. Quei magnifici giorni passati a Lakewood nei meandri della villa Andrew, e quelli passati a Londra... se erano stati possibili era solo grazie a lui e alla sua generosità. E in un quel momento lui era così vicino, in quell'ospedale. Avrei fatto ciò che era possibile per aiutarlo.
Scusate il capitolo un po' più corto del solito. Comunque volevo dirvi solo una cosa: non lasciatevi ingannare dalle apparenze.🙈💓
-giuro solennemente di non avere buone intenzioni.
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White roses & freckles
RomanceAmerica, primi anni del Novecento. Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padron...
