~~~ STEFAN ~~~
<<Perché dovrei dirtelo?>> domanda burbera.
<<Sappiamo entrambi perché dovresti>> rispondo sicuro.
<< No Stfefan,davvero, proprio non lo so...>> insiste <<...insomma, so come l'hai trattata in queste settimane. Sai, io l'ho vista. Ero con lei ogni volta che crollava, o almeno finché me lo ha permesso. Ho visto Camilla distrutta così spesso che ogni dannato momento mi sono chiesta se mai si fosse ripresa>> continua.
<<Smettila di darmi solo colpe. Che cazzo ne sapevo io? Sfido chiunque a comportarsi diversamente dopo che la donna che amavi ti ha spezzato il cuore.>>
<<Non é una scusa, si trattava di un amore che anche se fosse realmente finito meritava rispetto.>>
<<Che avrei dovuto fare, inginocchiarmi e supplicarla di amarmi?>>
<<No, saresti dovuto solo essere gentile e chiedere il perché. Prima o poi te lo avrebbe detto.>>
<<No, non è vero.>>
<<Forse, ma avresti dovuto provarci invece di umiliarla>> questa rossa ha la testa dura.
<<Probabilmente hai ragione, ma abbiamo entrambi le nostre colpe. Ha cresciuto mio figlio senza dirmi nulla cazzo!>> alzo il tono di voce.
<<Perché, quando mai sei stato pronto o hai espresso di voler essere padre? Anzi, hai fatto tutt altro>> prosegue.
<<Cazzo rossa, questo lo pensavate voi. Ho amato quel bambino ancor prima di sapere che fosse mio figlio>> affermo.
A queste parole sussulta e tira un sospiro esasperato.
<<Lei è tornata qui per me, tu sei qui, significa che c'è ancora speranza per me e Camilla>> continuo.
<<Tu che parli di speranza?>> domanda beffarda.
<<Lei e Sammy sono tutto per me, lasciami provare. Sono passati anni ma, sono sempre io. Lo Stefan che ti prendeva in giro per la tua faccia coperta di merda varia e i chili di troppo che mettevi durante le feste natalizie...>> mi guarda con espressione nostalgia e sorride scuotendo la testa <<...non sono mai cambiato, ho solo creato un'alternativa più semplice per non soffrire più. Ma voi non l'avete mai capito e io ne ho approfittato.>>
<<Le tue parole non reggono...>>maledizione <<...ma, so che per Camilla l'unica fonte di salvezza saresti tu, così come lo sei stato per Sammy. La trovi a casa mia, si stava dirigendo lì. Prendi le chiavi>> sfila un mazzolino dalla sacca della giacca blu << penserà che sono io, a te non aprirebbe mai>>conclude porgendomele.
<<Grazie>> esclamo sincero.
Mi dirigo svelto verso l'uscita secondaria, non ho intenzione di perdere altro tempo con giornalisti e interviste indisponenti.
<<Ah Stefan>> mi chiama prima che vada via <<non farla soffrire più. É arrivato il momento di finirla di farvi del male>> annuisco e le regalo un sorriso dolce.
Corro verso l'ascensore, clicco frenetico i pulsanti, ma questa ci mette cosi tempo a salire che decido di prendere le scale. Ne scendo due a due, per un paio di volte stavo per finire con la faccia spiaccicata sul pavimento. Mentre raggiungo i parcheggi sotterranei, mi rendo conto di avere indosso ancora la divisa del carcere. A furia di pensare a lei e come trovarla ho ignorato chiunque provasse a chiamarmi, compreso Albert e qualche guardia che probabilmente rivorrà questo straccio. Me ne occuperò in seguito, ora non c'è più tempo. Devo vederla, devo baciarla.
Per evitare di attirare l'attenzione decido di chiamare uno dei miei dipendenti, qualcuno verrà pur a prendermi. Provo un paio di numeri, o almeno quei pochi che ho salvato in rubrica. Nessuno mi risponde, forse ancora convinti di avere a che fare con un criminale. Nessuno tranne, Penny, una donna sui sess'antanni che si occupa del mio abbigliamento e lavanderia. Lei sicuro rientrava tra i numeri importanti da avere salvati. Quando sente la mia voce si allarma subito, ma le spiego repentino la situazione e che se non fosse corsa a prendermi l'avrei licenziata. Ho detto alla rossa di essere sempre lo stesso uomo di sempre, ed è vero. Ma in me ci sarà sempre lo stronzo egoista ed egocentrico che farà di tutto per riavere la sua Camilla.
Entro in casa, lentamente, non facendo rumore come se fossi un ladro. Mi guardo intorno, ma noto che è tutto spento, c'è troppo silenzio.
Vado in cucina, ma non c'è traccia di lei, così come nella sua vecchia camera ormai vuota e asettica, controllo anche il bagno ma non c'è.
<<Camilla>> chiamo, ma non ricevo alcuna risposta. Riprova ancora e ancora, finché non mi rendo conto che lei non é qui.
Impreco arrabbiato e sono tentato di sbattere qualcosa per l'aria, ma non vorrei far incazzare, più di quanto non abbia già fatto, la rossa. Mi lascio cadere sul divano e poggio la testa tra le mani amareggiato. Mi sento perso, se non è qui potrebbe essere ovunque e di certo non risponderebbe alle mie chiamate o, peggio ancora, starà andando spedita all'aeroporto. Non so che fare, ancora una volta nella vita, mi sento perso e senza di lei, comprendo che lo sono stato per tutto questo tempo.
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Amami Adesso
ChickLit"L'amore è l'unico in grado di distruggerti,ma il solo a poterti salvare." Prima di conoscerlo ero solo una ragazzina timida con tanti sogni e una chiave per aprire la porta all'esperienza più bella della mia vita a New York. Stefan Howard mi è entr...
