*** CAMILLA ***
Tornare a casa non è stato per niente facile, ho dovuto lasciare New York, Sophie e Lucy, Luke, Stefan, senza avere il coraggio di salutarli. Almeno gli ultimi due. Quanto è buffo, ma quando termina una vacanza il rumore assordante dell'aereo pronto per decollare, ogni risata e lacrima versata diventano un dolce ricordo che resterà per sempre dentro di te e la nostalgia prende il sopravvento.
Ammetto che i momenti piacevoli nella mia piccola permanenza in quella grande città si equivalgono a quelli sgradevoli, e a livello di intensità uno dei due batte l'altro. Atterro a Napoli con la valigia più pesante, carica di vestiti ed emozioni ormai indelebili sulla mia pelle. Non avrei voluto che le cose andassero in questo modo, ma la vita ha voluto prendersi gioco di me nonostante sia sempre stata una persona poco incline al divertimento.
La verità è ormai salita a galla e spero solo che la mia storia non si concluderà con una grossa valanga che mi crolla sulla spalle.
Anche Sammy è molto triste, ha gli occhi ludici e credo cominci a sentire la mancanza di Stefan e delle sue nuove amiche peperine. In questo momento non posso fare a meno di sentirmi un completo disastro, ho fatto un casino e non riesco a smettere di darmi la colpa per quello che è successo. Probabilmente non sarei mai dovuta partire, o forse non avrei mai dovuto accettare l'invito alla festa o meglio...cavolo non lo so. Sono così confusa.
Dal piccolo finestrino riesco a vedere i palazzi colarti, e il verde che spopola nella nostra regione. L'aeroporto di Capodichino è sotto i miei occhi e poco alla volta diventa sempre più vicino finché l'aereo non rallenta e si ferma del tutto. Un sonoro applauso esplode dai passeggeri e molti di loro cantano un buffo coro degno di Napoli. Mi sfugge un lieve sorriso malinconico e una volta scesi a terra e respirato un po' d'aria fresca ecco che sento il dolce profumo di casa.
Mio padre ci aspetta fuori nella sua vecchia Yaris blu, con una sola portiera di colore verde scuro. Chissà mai cosa sarà successo a quella porta, me lo farò spiegare sicuramente dopo. Non appena Sammy vede il volto consumato e felice di suo nonno gli corre incontro fiondandosi come un razzo tra le sue braccia.
<<Piccoletto mio, mi sei mancato>> afferma con gli occhi lucidi. Il mio papà ha un gran cuore e ammetto che con l'età si è rammollito ancora di più.
<<Ciao papà>> esclamo stringendomi tra lui e Sammy. Mi schiocca un bacio tra i capelli e prende la valigia infilandola nel cofano.
<<Allora com'è andata questa vacanza?>> domanda sorridente. Penso che ci sono tante cose che mi toccherà raccontargli, ma per adesso lascio che questa calma mi avvolga e duri ancora un po', prima di sganciare la bomba.
<<Molto bene>> mento. Saliamo in auto, metto la cintura mentre mio padre mette in moto. <<Andiamo a casa, tua madre avrà preparato una cinquantina di biscotti per l'occasione>> aggiunge ridendo. Sorrido e lascio che la mia città, quella che sento veramente appartenermi mi scorra davanti calpestando duramente i ricordi della sua rivale piazzata decisa nel mio cuore.
Giunti a casa mia madre ci aspetta fuori la porta con indosso un grembiule macchiato di cioccolato, i capelli raccolti e il volto entusiasta sporco di farina. Quando ci vede scoppia a piangere, io e Sammy ci avviciniamo e la stringiamo tra le braccia lasciandoci sfuggire anche noi qualche lacrima.
<<Mi siete mancati così tanto>> piagnucola asciugandosi il naso con il dorso della mano.
<<Anche tu nonna>> sussurra Sammy carico di emozione. Entriamo in casa, il profumo di biscotti e del detersivo alla lavanda che la mamma usa quotidianamente è un mix perfetto per sollevarmi di morale. Ci accomodiamo in cucina, intorno al grande tavolo rettangolare in marmo grigio macchiato.
Mia madre serve i suoi gustosissimi biscotti al cacao e un bel bicchiere di succo alle mele fatto in casa, una vecchia ricetta della buon'anima di nonna Agostina.
<<Allora, voglio sapere tutto>> esclama su di giri. Boccheggio perché non saprei da dove cominciare e sopratutto perché in presenza di Sammy non posso dire poi molto. Mio padre però, per fortuna, capisce al volo la situazione così facendomi l'occhiolino chiede a Sammy di andare a giocare in soggiorno.
<<Andiamo ometto, qui le nostre donnine hanno bisogno di scambiarsi quattro chiacchiere in privato>> afferma.
<< " Ogni tanto na cosa bon a faij" >> risponde mia madre in perfetto napoletano.
<< " Ahhh, sti femmn so nu uaij " >> aggiunge papà scuotendo la testa e lasciandoci sole.
<<Tesoro, perché hai fatto quella faccia? Cosa è successo?>> riprende afferrandomi la mano e guardandomi preoccupata.
Faccio un profondo respiro e penso da dove iniziare per raccontarle tutto, ma poi capisco che mi tocca partire dal principio.
***
<<Oh figlia mia! "Mo' m'agg sfastriata, ch'ella merda l'adda pavà cara" >> grida furiosa. Per il nervoso si è divorata una decina di biscotti lasciandone giusto qualcuno per me.
<<Non importa mamma, ora sono a casa e Sammy sta bene è questo che conta.>>
<< Non basta più Camilla. Ti hanno fatto del male, di nuovo, e mia figlia non si tocca>> continua.
<<Tu non capisci mamma...>> dico preoccupata <<... quella gente ha così tanti soldi che potrebbe rovinarci e per di più, sono terrorizzata dall'idea che per ripicca volessero portarmi via Sammy>> concludo.
<<Quindi non dobbiamo fare niente? Lasciare che la passino liscia?>>
<<Si.>>
Scuote la testa contrariata e addenta l'ennesimo biscotto infilandoselo in bocca intero.
<<Perché non mi hai detto niente di Sammy?>>
<<Non volevo farti preoccupare, ma ora sta bene mamma. Il suo problema è come se fosse quasi risolto. Sono così sollevata!>> ammetto serena.
<<Non volevi farmi preoccupare? " Chi'llu piccirillo è a' vita mia, com' può pensa' che e fatt na' cosa bona a nun m' ricer nient?" >> aggiunge provata.
<<Mamma dai, l'importante che ora stia bene. Ammetto che non mi aspettavo che Stefan lo aiutasse, eppure tra di loro c'è stato una sorta di legame inspiegabile fin da subito.>>
<<Ah bambina mia, il sangue non mente. Mai. >>
<<Già, peccato che non lo rivedrà mai più...>> mi si spezza il cuore a pronunciare queste parole <<...Stefan sarà solo un amaro ricordo per entrambi. Mi sento così in colpa mamma>> confesso con le lacrime agli occhi.
<<E perché mai? L'unica colpa che hai nennella mia' è o' cor troppo grande' >> conclude con un dolce sorriso sulle labbra.
<<Quel che ne è rimasto vorrai dire>> la correggo amareggiata.
1) " Ogni tanto na cosa bon a faij" = Ogni tanto una cosa buona la fai.
2) " Ahhh, sti femmn so nu uaji " = Ahhh, queste femmine sono un guaio.
3) "Mo' m'agg sfastriata, ch'ella merda l'adda pavà cara"= Ora mi sono scocciata, quella merda la deve pagare cara.
4)" Chi'llu piccirillo è a' vita mia, com' può pensa' che e fatt na' cosa bona a nun m' ricer nient?" = Quel piccolino è la mia vita, come puoi pensare di aver fatto una cosa buona a non dirmi niente?
5)L'unica colpa che hai nennella mia' è o' cor troppo grande' = L'unica colpa che hai bambina mia è il cuore troppo grande.
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Amami Adesso
Romanzi rosa / ChickLit"L'amore è l'unico in grado di distruggerti,ma il solo a poterti salvare." Prima di conoscerlo ero solo una ragazzina timida con tanti sogni e una chiave per aprire la porta all'esperienza più bella della mia vita a New York. Stefan Howard mi è entr...
