Capitolo novanta

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~~~ CAMILLA ~~~

<<No, non puoi volermi adesso>> rispondo con il fiato corto <<... la verità è che ora mi vuoi solo per capriccio, perché hai capito che tutta la tua vita è stata un disastro e scoprire che sono stata l'unica che non ti ha ingannata ti dá il diritto di pensare di potermi riavere>> concludo con l'affanno.
Sono arrabbiata, cavolo se lo sono.
Niente va per il verso giusto e per di più sono al matrimonio della mia amica e invece di divertirmi e gustare l'ottimo cibo, sono qui fuori con Stefan di fronte e l'umore a pezzi.

<<La mia Camilla sta cacciando le unghie>> esala soddisfatto.

<< Ti sbagli. Non sono più tua Stefan.>>
Lentamente, come il più abile dei predatori, si avvicina verso di me. Indietreggio fino a sbattere contro l'albero e ritrovarmi bloccata tra il pezzo di legno e le sue braccia poggiate su di esso ai lati della mia testa per impedirmi di fuggire.
I suoi occhi scuri non distolgono l'attenzione nemmeno per un attimo dal mio viso. Ho il cuore che pulsa rumorosamente nelle orecchie e il respiro corto. Anzi, non riesco a capire se stia respirando o meno.

<<Dimmi che non mi vuoi almeno un po' di quanto ti desidero io e ti lascio in pace. Me ne andrò via all'istante e non mi rivedrai più, se non per permettermi di essere almeno un padre per mio figlio>> afferma con voce roca.

<<Avanti Camilla, dillo>> insiste.

<< È troppo tardi.>>

<< Non è ciò che ti ho chiesto...>> si avvicina ancora di più da permettermi di sentire il suo respiro diventare più rumoroso.
I miei neuroni cominciano ad emanare scintille e non farmi ragionare più...<<e poi, non è mai troppo tardi finché il tuo cuore non smette di battere e se non ci fosse questa maledetta musica giurerei di sentire il tuo scoppiarti nel petto, proprio come il mio>>.

<< Adesso basta Stefan, vedo che l'arroganza continua a non mancarti>> rispondo a tono cercando di non dargli la soddisfazione di capire quanto siano veritiere le sue parole.

Sorride, un sorriso così bello e...maledizione ancora.

<<Allora ammetti ciò che è reale, potremmo riavere tutto ciò che credevamo di aver perso>> continua.

<<Ho perso tante cose in questi anni, ma non la dignità per me stessa e se questo è il prezzo che dovrò pagare per tenermi quel briciolo di amor proprio che mi è rimasto allora te lo dirò.>>

<<Sarei io il prezzo da pagare?>> domanda confuso.

<< Si, non posso dimenticare i tuoi atteggiamenti.>>

<<Non ti sto dicendo di dimenticarli, come io non posso dimenticare di essere stato in una fottuta prigione insieme a pazzi squilibrati che volevano massacrarmi o tantomeno quella merda di uomo che mi ha messo al mondo ma sopratutto...>> fa un altro passo ancora più vicino, adesso sento il suo fiato caldo sul viso e con molta lentezza si abbassa e comincia a sfiorarmi il collo con il viso. Inspira profondamente e lascia un lieve bacio su di esse mandandomi una scarica di brividi in tutto il corpo <<...non posso dimenticare il sapore delle tue labbra, il profumo della tua pelle e il piacere del possederti fino a prosciugarti>> sussurra a un soffio dalla mia bocca.

<Non ti ho mai dimenticata sei sempre stata dentro di me.>>

Blackout. I miei neuroni hanno fatto i bagagli e se ne sono andati chissà dove, lasciandomi sola in balia dell'uomo che più desidero al mondo.
Non è giusto.

Fortunatamente qualche santo è venuto in mio soccorso, impedendomi di prendere decisioni sbagliate.

<<Camilla, dentro stiamo cominciando a mangiare non vorrei che si freddasse il cibo>> interviene la vicina di Sophie.
Stefan si allontana di scatto e io senza nemmeno guardarlo raggiungo la donna ringraziandola per il dolce pensiero, ritorniamo in sala al nostro tavolo e con lo stomaco chiuso in una morsa comincio a mangiare ciò che sembra un primo ottimo ma che a me da solo una forte nausea.

Amami Adesso                                                    Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora