Capitolo settantuno

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~~~ STEFAN ~~~

Guardo le strade trafficate della mia città, da quel poco che riesco a vedere dai vetri scuri noto donne che ridono allegre mentre passeggiano sui lunghi marciapiedi, uomini che chiacchierano davanti una birra nonostante siano solo le dieci e un quarto del mattino, ma ciò che mi colpisce di più è una famigliola felice che dal mondo in cui ridono e muovono le labbra deduco stiano cantando in auto il loro pezzo musicale preferito. Sui seggiolini posteriori, proprio al centro, è seduta una bambina che sorride spensierata. Resto incantato e penso a Sammy, mio figlio, un piccoletto così bello e pieno di vita. Mi manca, sento così tanto la sua mancanza da avere un buco al posto del cuore. È strano, perché l'ho conosciuto da poco, ma l'affetto che sento è immenso e non credo si possa spiegare.

<< Devo svoltare a destra?>> domanda il ragazzo alla guida.

<<No, altri trecento metri dritti e poi giri sulla ventitreesima>> risponde l'altro.
Mi sfugge un risolino fastidioso, questi due imbecilli non sanno nemmeno qual'è la strada e poi si permettono anche di prendermi per il culo.

<<Che diavolo ti ridi?>> domanda incazzato Rick.

<<A quanto pare, sono ancora libero di ridere e ... si! Voi mi fate ridere. Ma chi cazzo vi ha assunto?>> contraccambio beffardo.

<<Attento a te detenuto. E per tua informazione, sicuramente qualcuno con più potere di te caro Howard>> risponde Martin.
A quanto pare il mio cognome mi precede, di nuovo.

<<Bhè, allora a dire a quel qualcuno di non bere più durante il lavoro>> continuo.

<<Tu, brutto pez...>> ruggisce ancora Martin. Fa per afferrarmi, quando Rick lo ferma.

<<Eccoci, siamo arrivati>> annuncia sollevato.
Almeno qualcuno lo è, io ho il cuore che pompa come un forsennato e la cosa peggiore che noto è la folla di giornalisti pronti a immortalare questa giornata del cazzo. Merda.
Ci fermiamo davanti la folla, ma per mia fortuna vedo Albert, il mio avvocato, vestito tutto d'un pezzo con uno dei suoi completi da quattro soldi, ma di buon gusto c'è da dire, avvicinarsi all'abitacolo.

<<Agenti. Signor Howard...>> saluta << il mio cliente deve essere accompagnato all'ingresso sul retro>> aggiunge.

<< E chi lo dice?>> chiede scocciato Martin. Maledizione, quest'uomo mi sta rompendo proprio i coglioni.

<<Lo dico io...con il consenso del giudice ovviamente. Se ha qualcosa da controbattere, possiamo andare insieme e domandarglielo di persona>> risponde rapido e sicuro.
Osservo Albert fiero, solo per questo provvedimento che ha preso, per via di questi parassiti con le telecamere, merita tremila dollari in più.

Rick sbuffa, e Martin con un gesto furtivo della mano lo incita a proseguire e fare il giro della struttura.
<<Che palle, proprio a me doveva capitare un miliardario pronto per andare in galera. Certo, fa scoop ma che fregatura per noi agenti>> insiste Martin. Altri due secondi e giuro che lo affogo con le manette a...Martin, ovviamente.
Una volta fatto il giro e scesi nel parcheggio sottostante coperto, abbiamo raggiunto una piccola porta situata nella zona che va da  B3 e B20.

<<Forza scendi>> afferma Martin, aprendo la portiera e tirandomi per il braccio fuori dal furgoncino.  Sto per rispondergli a tono ma la porta si apre e altri due agenti, molto più grossi e seriosi di questi due incompetenti, ci osservano senza nemmeno salutare pronti a prendere il nuovo prigioniero disperato da portare in tribunale. Chissà quanti ne vendono al giro, sono certo che la mia faccia sarà dimenticata una volta varcata la soglia.
Mentre vengo affidato ai due energumeni sento Rick sussurrare al collega alle mie spalle << finalmente, che ne dici se andiamo a liberarci di tutta questa frustrazione?>> in modo piuttosto languido.

<<Hai voglia di succhiarmelo Rick?>> chiede eccitato l'altro. Mi volto disgustato di scatto, e vedo la mano di Rick sfiorargli il cavallo dei pantaloni, facendo sembrare la scena del tutto indifferente e diversa da quella che sta realmente accadendo. Avete capito i due agenti seriosi? Un sorriso malizioso mi illumina il viso, perché cazzo questo lo userò contro di loro una volta uscito da qui dentro ma, per adesso,  mi limito a pregare che questo accada realmente.

Amami Adesso                                                    Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora