~~~ STEFAN ~~~
<<Senti mamma,lascia perdere>>esclamo prima che cominci a dire qualsiasi cosa. Ho bisogno di bere. Apro il cassetto sotto il frigo e afferro una lattina di birra ghiacciata,ero certo che quel bastardo di mio padre avesse la sua scorta nascosta qui sotto. La apro e faccio un lungo sorso permettendo al liquido ambrato e amaro di aggiustarmi la bocca cancellando il sapore ferroso del sangue che mi sono fatto uscire a furia di digrignare i denti.
<<Non lascio stare proprio niente! Cosa diavolo ti è saltato per la testa? Il nostro nome per colpa tua è ormai rovinato>>sbotta furiosa. Scuoto la testa e mi lascio sfuggire un risolino nervoso.
<<Colpa mia? Ti rendi conto di quello che ha fatto tuo marito?>> domando duro. Mi guarda dalla testa ai piedi e non muove un muscolo alla mia domanda come se quanto accaduto non la toccasse affatto.
<<So perfettamente cosa è in grado di fare Anthony,proprio per questo ho faticato molto per tenere nascosto questo lato di se e ora, per colpa tua, tutto è andato a monte.>>
<<Si può sapere di che cazzo stai parlando?>> domando. <<Maledizione, perché sono l'unico a non saperne niente di questa storia?>> aggiungo. Ingollo l'ultimo sorso di birra e stringo la lattina talmente forte nel palmo della mano da stritolarla.
<<Smettila di usare questo linguaggio con me Stefan...>> dice dura. A volte, più la guardo più mi rendo conto di quanto questa donna sia fatta di pietra e mi somigli. La signora Howard, nonostante l'imbarazzo e l'umiliazione per la serata, continua a emanare una tale sicurezza e fierezza da mettere in imbarazzo. <<...ci sono cose che non era necessario che tu sapessi>> continua.
<<Quindi stai dicendo che non era importante che io fossi a conoscenza del fatto che mio padre è un molestatore pervertito?>> chiedo beffardo.
<<Esattamente, il tuo compito è occuparti dell'azienda e...>> ora basta, sul serio. Non ascolterò più un'altra parola uscita da quella bocca.
<<Sta zitta>> sbotto. <<Tu e papà siete stati talmente occupati a pensare a voi stessi da non aver notato quanto io sia cambiato adesso, non sono più il ragazzino ingenuo che veniva schiaffeggiato e piangeva in silenzio sotto il letto e, giuro, che una volta scoperta la verità, se questa non dovesse piacermi, vi spedirò dritti all'inferno e resterò inerme a guardarvi bruciare>> concludo. Spalanca la bocca sconvolta e non dice nulla. Mi allontano con un lieve ghigno di soddisfazione stampato sulle labbra e prima di andarmene del tutto sgancio l'ultima bomba. <<Ah dimenticavo, non ci sarà più nessun matrimonio o fidanzamento, io e Kelly ci siamo lasciati>> termino e vado via, sentendo il calice che stringeva in mano infrangersi sul pavimento.
Questa volta mi dirigo verso casa mia,quella dove sono certo non mi disturberà nessuno e sarò solo.
Ho bisogno di pensare, ma il mio essere così istintivo non mi permette di farlo. Almeno non prima di telefonarla, di sentire la sua voce e sapere come sta.
Prendo il cellulare mentre sono alla guida e so che è sbagliato e che è pericoloso, ma non ho tempo da perdere. Digito il numero di Camilla e aspetto con il batticuore che risponda, ma gli squilli aumentano sempre di più e la sua voce comincia a farsi sempre più un'illusione. Riprovo altre due volte ma di lei nessuna traccia,controllo l'ora, sono le undici e mezzo e probabilmente starà dormendo ma sono certo che non sia così a meno che la stanchezza non abbia avuto la meglio.
Ricordo improvvisamente di avere però anche il numero della rossa,così senza troppi pensieri provo a telefonare anche a lei che, stranamente, mi risponde dopo qualche squillo.
<<Senti pezzo di merda, coglione che non sei altro non ti azzarda...>> stacco prima che possa proseguire. Sophie non ha alcuna intenzione di aiutarmi e non sono nemmeno in vena di giocare a botta e risposta con gli insulti.
Decido di lasciar correre e tornare a casa, ignorando il forte impulso di fare inversione e andare da lei. Ma so che ha bisogno di un po' di tempo per stare da sola e forse vedermi o anche solo sentirmi possa farla soffrire. Sbuffo ripetutamente e sbatto le mani contro il volante facendo qualche volta suonare il clacson, qualche passante si volta curioso ma ignoro tutti. Sono in un vortice dove probabilmente non ne uscirò più.
Cazzo.
Parcheggio l'auto ed entro in casa spedito al mio solito posto,afferro una bottiglia di whisky dalla mensola e ne bevo a quantità industriali. Mi lascio cadere sul divano e in preda a una crisi di nervi getto un urlo così forte da far tremare le pareti.
Finisco la bottiglia e ne afferro un'altra,bevo e prendo il cellulare. Apro i messaggi e comincio a inviarne a quantità industriali a Camilla.
Ne mando così tanti che temo le si possa inceppare il telefono,ma sono ubriaco e la stanchezza comincia a farsi sentire.
Nonostante ciò non ricevo alcuna risposta, sbuffo contrariato e getto il telefono dall'altra parte del divano.
Chiudo gli occhi e lascio che il silenzio calmi il mio spirito inquieto e dia spazio ai pensieri,finché non mi addormento.
Mi sveglio di soprassalto,è stata una notte travagliata e posso dire di aver dormito meglio quando ero in ospedale dolorante piuttosto che ora,almeno sapevo che lei era vicino a me.
La mia mente non ha smesso di riprodurre nemmeno per un attimo la scena spregevole che ho visto ieri sera, Camilla in lacrime ricoperta di lividi e mio padre che prova a toccarla.
Raramente sogno, anche quando dormo il mio colore non smette di essere il nero eppure questa volta il dolore ha scelto di perseguitarmi anche nei sogni.
Probabilmente è quello che merito.
Mi allungo e afferro il cellulare per controllare se mi ha risposto alle chiamate di ieri, ma niente,a differenza di Kelly e Luke che mi hanno tempestato di chiamate.
Finché non scorgo una notifica tra i messaggi,apro l'icona e mi si para davanti una sfilza di frasi sconnesse che le ho mandato prima di dormire ma delle quali non ricordo assolutamente nulla.
- " Non distruggerti per me, continua a vivere la tua vita e io farò lo stesso. "
Rileggo ripetutamente questa frase, e penso che almeno già il fatto che mi abbia risposto sia una nota positiva. Spero.
Vado di sopra strusciando i piedi sul pavimento, mi sento uno straccio e ho un mal di testa allucinante. Devo smetterla di bere così tanto ogni volta, ma mi sembra sempre l'unica soluzione più rapida e indolore.
Mi getto sotto la doccia e cerco di impiegarci il meno tempo possibile, afferro l'asciugamano l'avvio intorno alla vita e ingurgito un'aspirina presa dal mobiletto del bagno affianco lo specchio.
Indosso dei semplici jeans e una t-shirt, questa mattina non ho tempo per andare a lavoro. Mando un'email alla mia segretaria per avvisarla della mia assenza e corro verso la Lamborghini.
Metto in moto e sfreccio veloce lasciandomi una cappa di fumo alle mie spalle.
Parcheggio dalla parte opposta della strada, a quanto pare qualcuno mi ha preceduto e faccio dei profondi respiri per evitare di dare di matto.
Quel coglione di Luke sembra non aver perso tempo per raggiungere Camilla e approfittare della situazione. Stringo i denti e ignoro il prurito alle mani,salgo le scale a due a due e mi fermo davanti la porta con scritto sopra il nome della rossa.
Busso ripetutamente e aspetto impaziente che apra, ma quello che mi si para davanti è peggio di quello che potessi immaginare e capisco che non riuscirò a resistere così a lungo prima di prendere a pugni qualcuno. Di nuovo.
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Amami Adesso
Romanzi rosa / ChickLit"L'amore è l'unico in grado di distruggerti,ma il solo a poterti salvare." Prima di conoscerlo ero solo una ragazzina timida con tanti sogni e una chiave per aprire la porta all'esperienza più bella della mia vita a New York. Stefan Howard mi è entr...
