Capitolo ottantaquatro

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~~~ STEFAN ~~~

Non é facile andare avanti quando sai che ti manca qualcosa, passi le tue giornate con un vuoto dentro che ti consuma. Brucia e fa male da morire.
Sono passate due settimane dell'intervista, e in cuor mio speravo che le mie parole l'avessero toccata a tal punto da ritrovarmela fuori la porta con un bambino tra le braccia e un sorriso stampato sul viso. Ma così non é stato e la parte spaventata di me ha lasciato perdere tutto.
Non è stato facile riprendere il controllo dell'azienda, ora che appartiene solo a me ho dovuto far fronte a molte difficoltà alle quali non ero preparato. Molti mi guardano scettici e qualcuno ha anche pensato che licenziarsi fosse un'idea migliore che lavorare per me e per il cognome che porto.
Ho faticato molto, ma dovevo riprendere il controllo della mia vita e fortunatamente, in poco tempo, ci sono riuscito.
I nostri prodotti hanno ottenuto la meglio in un convegno fatto a Londra e ora verrà spedito un prototipo di modello in ogni negozio di New York, Londra, Messico, Italia e Germania.
Questo é solo l'inizio del successo, ne sono certo.
Ah dimenticato, ho messo in vendita la casa dei miei genitori che mi ha fatturato qualche milione, mia madre ha deciso di lasciar marcire mio padre in galera da solo e di scappare non so dove con qualche riccone conosciuto subito dopo il processo.
Di certo si sarà fatta scopare da qualche vecchio con le palle mosce pur di tenere il culo appoggiato in una porsche.

Per il resto la mia vita prosegue così, tra serate in club a bere champagne e giornate rinchiuso nel mio ufficio.
La cosa più assurda é che non sono capace nemmeno di fottere una donna, non nego, ci ho provato una volta ma proprio mentre questa mi aveva afferrato l'uccello il mio cervello ha cominciato a pensare a lei e tutto è andato a puttane.

<<Signor Howard?>> bussa la biondina alla mia porta. É Mary, una delle nuove segretarie che ho assunto. Un bel bocconcino senza dubbio, ma a quanto pare ha una sfacciata cotta per Luke.

<<Dimmi>> rispondo serio.

<<Le volevo dire che due modelli sono appena stati venduti. Uno in Messico e l'altro in Germania>> continua.

<<Perfetto, contatta subito i negozi e chiedigli se sono disposti ad acquistare almeno dieci dei nostri prodotti>> esclamo.

<<Vado subito, se rifiutano?>>

<< Dici che troveremo un altro negozio pronto a vendere i nostri prodotti e che verranno tagliati fuori dal nostro commercio>> continuo.

<< Va bene, ora vado. Buon proseguimento>> conclude e ritorna sculettando nel suo ufficio.

Nel frattempo, ritorno a firmare le numerose scartoffie di consenso alla produzione e a rispondere a qualche offerta inviatami sulla mia mail.
Dopo qualche ora, con la testa che mi scoppia chiudo il PC, prendo la mia ventiquattr'ore, spengo le luci, torno a casa.

Con gli ultimi accenni delle luci del sole, le strade non troppo affollate e la brezza leggera che mi scompiglia i capelli sfreccio con la mia auto pensando a quanto questo vuoto che ho dentro mi stia consumando.
Mi manca Cami, il suo sorriso, le sue labbra e quel profumo dolce che emana la sua pelle liscia,  solo a pensarci mi viene l'acquolina in bocca.

Proprio mentre giungo sotto casa suona il mio telefono, è un'email.
Ignoro pensando che si tratti di lavoro e  mi dirigo dentro, lancio la valigetta sul divano e vado dritto in bagno a fare una doccia per scrollarmi tutto lo stress di dosso.
L'acqua bollente è un toccasana, chiudo gli occhi cercando di rilassarmi ma il suo volto ricompare nella mia mente e allora non posso far altro che soddisfare il mio desiderio. Lascio scivolare la mano lungo il mio corpo, fino ad arrivare al mio cazzo tremante che comincia ad avere dei piccoli spasmi vogliosi. Lo afferro tra le dita e scivolo la mano su e giù, prima lentamente e poi sempre più veloce. Immagino che sia lei a toccarmi, a stringere il mio membro con quella pressione perfetta da farmi sentire l'orgasmo montare in ogni cellula del mio corpo.
Sempre più veloce.
Ansimo, e poggio l'altra mano contro la parete perché so che ci sono quasi.
Camilla mi sta facendo venire. Nella mia immaginazione.
Dopo qualche movimento ecco che lo sperma schizza ovunque e il mio corpo si lascia andare a dei brividi che si placano dopo qualche secondo.
Apro gli occhi per tornare alla realtà, mi sento un ragazzino disperato ma questo è l'unico modo che ho per svuotarmi le palle e provare un po di piacere.
Finisco di lavarmi, metto l'asciugamano e senza nemmeno asciugarmi come si deve, prendo il cellulare e mi lancio su una piccola poltroncina che ho in camera da letto.
Mentre scorto tra le notifiche mi rendo conto che l'email arrivatami prima é stata mandata da Sophie. La rossa.
Curioso la apro e noto che è un invito al suo matrimonio che si terrà la settimana prossima.
Stranito e del tutto sorpreso ad essere sincero, leggo il messaggio che mi ha scritto sotto.

" Questa é la tua sola occasione per rendere la mia amica felice. So che ti ama e sono certa che lo stesso sia per te. Camilla ha detto che verrà, ovviamente non sa che ci sarai anche tu ma spero tu sappia questa volta come riconquistare la sua fiducia e riprenderla.
Lei e Sammy meritano un uomo vero al loro fianco, non dico che tu lo sia, ma sei l'unico che potrebbe riportare un po' di serenità nelle loro vite.
Non farmene pentire.
Ah, la tua intervista non ha fatto cosi schifo. Forse è stata una delle migliori.
Da Sophie per Stronzo. "

Resto basito, non mi aspettavo tanto da lei. Un tempo mi voleva veramente bene poi le cose sono cambiate eppure adesso sta facendo questo per me.
Per noi.
Devo pensare a qualcosa, rivoglio la mia donna e mio figlio.

Amami Adesso                                                    Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora