~~~ STEFAN ~~~
Che giornata di merda!
Sono arrabbiato con me stesso e con il mondo e di uscire fuori dalla mia stanza per vederla proprio non mi va.
Kelly,oltretutto, continua a lamentarsi di quanto odia questo posto fatto di verde e negozietti da quattro soldi.
Giuro che se non la smette la faccio fuori, magari dopo una bella scopata curativa.
La cosa che mi fa più incazzare è che solo dieci minuti fa abbiamo provato a divertirci. Ero certo che in quel modo avrei dimenticato quello che è successo con Camilla nel pomeriggio, ma niente. Non mi si è nemmeno alzato, e questo rende la situazione ancora più grave di quel che è.
Perfino il mio cazzo ora, dopo averla provata, ne vuole ancora e, maledizione, vuole solo la sua figa.
<<Senti, non so che ti prende oggi. Vado a fare un po' di yoga, ho i nervi tesi>> sbuffa imbronciata.
Indossa la sua tenuta da zoccola sportiva ed esce dalla stanza.
A volte è così fastidiosa, con quel suo carattere altezzoso e da riccona viziata. Un tempo, le ragazze come lei le avrei evitate come la peste.
Tolgo la maglia,comincio a sudare. Mi stendo sul letto,incrocio le braccia dietro la testa e chiudo gli occhi. Ho bisogno di riposarmi,di smettere di pensare.
Ma,ahimè,questo non mi è possibile visto che il mio amico ha deciso di rompermi il cazzo proprio adesso.
Entra senza bussare due volte e si stende sul letto accanto a me come se nulla fosse.
<<Cosa vuoi Luke,non è momento>>affermo scontroso.
<<Devo farti una domanda...>>comincia.
<<Proprio ora?>>sbuffo.
<<Ammettiamo tu avessi scoperto una cosa molto seria che riguarda una persona a cui vuoi bene,ma allo stesso tempo ti rendi conto che questa persona ti sta nascondendo la verità,gliela diresti?>>continua in un monologo noioso.
<<Ma che cazzo di domanda è?...Che ne so,ultimamente non so più niente>>ammetto sincero.
Mi osserva in un modo strano, come se capisse come mi sento realmente e allo stesso tempo mi guarda ferito.
<<Forse hai ragione>>afferma beffardo<<è una domanda del cazzo...ti lascio riposare amico>> si alza e fa per uscire ma aggiungo prima di lasciarlo andare quello che penso realmente.
<<Non lo so come mi comporterei. Quando nascondiamo qualcosa lo facciamo per tre motivi: colpa,paura e dolore. Se questa persona non mi avesse detto la verità perche questa lo fa star male allora capirei e aspetterei che sia lei a parlarmene>>mi sorride compiaciuto e si dirige verso la porta <<ma...se avessi scoperto qualcosa di importante che la riguarda e che merita di sapere allora gliela direi>>concludo.
Per un attimo il suo sguardo ha vacillato,come se si sentisse colpevole di non so che.
Ma non importa,non ho la testa per pensare anche a lui e ai suoi problemi. Ho già i miei da risolvere, sempre se ci sia una soluzione.
Finalmente solo provo a dormire,sperando che il sonno faccia da riparatore alla mia anima dannata.
10 AGOSTO 2014
È passato troppo tempo da quando Camilla è andata al bagno. Sempre se l'abbia trovato.
Sorrido al pensiero di lei che vaga come una principessa in giro per casa alla ricerca disperata della toilette.
È così bella,quel vestito blu le mette in risalto il celeste dei suoi occhi e la sua pelle lucente e olivastra.
<<Signori vogliate scusarmi,vado alla ricerca della mia bella>>affermo. Do un colpetto sulla spalla a Piere, nostro amico di famiglia francese e vado di sopra.
<<Mamma,hai visto Camilla?>>chiedo incrociandola per le scale.
<<No tesoro, forse sarà qui in giro a chiacchierare con uno degli ospiti>>esclama guardandosi intorno.
So che non vede di buon occhio la mia donna,ma va bene. Lei è sempre stata così, fredda e calcolatrice in grado di donare un finto affetto solo per tornaconto personale e, Camilla, di certo non può offrirti gli nulla che possa garantirle per lungo tempo la vita sfarzosa che svolge.
Il punto però, è proprio questo, a lei non fa nulla ma a me dona tanto. L'amore di Camilla è la mia ancora in questo mare in tempesta che impedisce alla nave di stabilizzarsi da sola.
Ho bisogno di ascoltare il suo respiro per stare bene e sentirmi sereno.
Continuo a cercarla, raggiungo il bagno degli ospiti ma non c'è. Stranito torno di sotto,controllo in tutte le stanze qui presenti ma non riesco a scorgere il luccichio dei suoi occhi.
Non c'è nemmeno nei bagni principali, quelli che usiamo solo noi Howard. Comincio a sentire l'aria mancare,una strana sensazione mi invade il petto. Prendo il cellulare dalla tasca e compongo il suo numero,ma dopo tre squilli parte la segreteria.
Faccio un altro giro per la casa,cerco come un pazzo disperato l'amore della mia vita ma non la vedo.
Esco fuori,sperando che forse sia uscita a prendere una boccata d'aria.
<<Deve andare via signor Howard?>> domanda Homer per sapere se deve andare a prendere la mia auto al parcheggio.
<<No,stavo solo cercando una persona>>esclamo.
<<La ragazza che è venuta con lei,signore?>>domanda.
<<Si,Homer. Per caso l'hai vista?>>chiedo speranzoso. Conoscendo Camilla potrebbe essere in giardino ad ammirarne la bellezza.
<<È andata via con un taxi qualche minuto fa>>afferma.
In un attimo,mi è cascata la terra sotto ai piedi.
In preda alla preoccupazione corro verso l'auto,sento mia madre in lontananza che mi chiama ma la ignoro. Metto in moto e sfreccio a tutto gas verso quella che,ultimamente, è diventata la nostra casa.
Provo a telefonarla ancora,ancora e ancora ma sembra non volerne sapere di rispondere.
Perché mai?
Cosa è successo?
Queste domande mi circolano nel cervello continuamente,fino a quando non arrivo di fronte la piccola aiuola verde della graziosa casetta in legno.
Busso alla porta,una,due,tre volte sempre con più insistenza eppure nessuno viene ad aprire.
<<Camilla>>grido<<amore mi apri?...Mi sto preoccupando>>insisto.
In preda a una crisi di nervi faccio qualche passetto indietro,e corro rapido verso la porta tenendo il braccio ben teso.
Questa si sfonda,causandomi un forte bruciore al braccio.
<<Camilla>>continuo.
Tutto è buio,la casa è vuota. Lei non c'è. Corro di sopra,nella stanza da letto e noto che il suo armadio è aperto e vuoto.
È sparita ogni cosa,non c'è alcuna traccia del mio amore.
Provo a richiamarla,giuro lo faccio così tante volte che mi si blocca il cellulare.
È andata via.
Lentamente prendo atto che è scappata via da me.
Il cuore sembra frantumarsi nel letto,gli occhi bruciano e mi pizzicano e solo quando li sfioro con le dita mi rendo conto che sto piangendo.
Io,che mi ero ripromesso di non piangere più per nessuno dopo mio padre,sono qui a penare per una persona che mi ha mentito.
Se mi amava davvero non sarebbe andata via.
Non mi avrebbe lasciato solo sapendo quanto avessi bisogno di lei.
Torno di sotto amareggiato e arrivato nel corridoio calpesto una nostra foto. Quella allo stadio e la sua faccia buffa sporca di gelato.
La raccolgo e la stringo forte a me.
La amo troppo per odiarla in questo momento,e l'amo tanto per non farlo domani.
E così è stato.
OGGI
Mi sveglio di soprassalto in un bagno di sudore. Speravo di dimenticare invece non ho fatto altro che ricordare quanto la mia vita sia patetica da quando c'è lei.
Un tempo è stata la mia luce, oggi l'oscurità.
Ma non importa, so che passerà anche stavolta.
Ho vissuto per così tanto al buio che,anche un solo spiraglio di sole fa male agli occhi.
Brucia. Forte.
Proprio come il mio braccio,che ebbe dei grossi lividi violacei per una settimana,quando distrussi in mille pezzi la porta di quel paradiso che tanto amavo.
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Amami Adesso
Romanzi rosa / ChickLit"L'amore è l'unico in grado di distruggerti,ma il solo a poterti salvare." Prima di conoscerlo ero solo una ragazzina timida con tanti sogni e una chiave per aprire la porta all'esperienza più bella della mia vita a New York. Stefan Howard mi è entr...
