*** CAMILLA ***
<<Non puoi dire sul serio>>mormoro sconvolta. Anzi,terrorizzata.
<<E invece si. È mio figlio,che ti piaccia o no>>insiste.
<<È un bambino,non voglio che soffra per causa tua>>ammetto sincera.
I nostri sguardi si incrociano e fanno a gara a chi lo distoglie per primo. Ma non cederò,non adesso.
<<Quanto sei ipocrita Camilla. Tu sei la regina della sofferenza,eppure,ti preoccupi del male che potrei fare a mio figlio>>sbotta nervoso.
Comincia ad arrabbiarsi,le narici gli fremono e sembrano cacciare fumo.
<<Proprio non capisci. Sei così egoista. Ho fatto un errore,non sarei dovuta venire qui. Non sarei mai dovuta venire a New York>>continuo in preda al panico. Non riuscirei a sopportare di vedere Sammy soffrire,ci sono errori che non vanno ripetuti una seconda volta e io sono ancora in tempo per salvarci.
Mi alzo e faccio per andarmene,ma avrei dovuto non dimenticare che Stefan Howard non ammette essere piantato in asso proprio mentre sta parlando di una discussione importante. A dir la verità,a lui non piace in generale e basta. Anche se stesse dicendo la ricetta di come si preparano dei pancake.
<<Il cancello si apre solo con la chiave,quindi non te ne andrai finché non lo dirò io>>aggiunge tranquillo,mentre io provo invano a far scattare la serratura.
<<Maledizione>>borbotto rassegnata. Torno indietro con la coda tra le gambe e mi risiedo scocciata il più lontano possibile da lui.
Per fortuna,l'odore di salsedine è così forte da sovrastare il suo profumo evitando di confondermi e soggiogarmi con il suo dolce retrogusto alla menta e liquirizia. Ovviamente,senza dimenticare la fragranza fresca di un Dior dell'ultima uscita.
<<Cosa immaginavi ti avessi detto una volta qui?>>domanda serio,senza alcun sarcasmo.
<<Non lo so in realtà>>affermo sincera. <<Anche se mi sarei aspettata più un "non ne voglio sapere niente" che...questo>>aggiungo.
<<E sarei stato così stupido da scomodarmi? Ti facevo più intelligente Camilla.>>
Ignoro le sue parole,sembra che ogni scusa sia buona per offendermi e screditarmi. Giuro,non ne posso più. <<Quello che ora mi domando allora è cosa ti aspettavi da me. Dei soldi,per caso?>>chiede.
<<Cooosa...assolutamente no!>> sbotto offesa sobbalzando dalla sedia. Questo non doveva dirlo,nemmeno per scherzo. <<Non voglio nemmeno un centesimo che provenga da te e dal cognome che ti porti,fiero,dietro ogni santo giorno>>ho alzato così tanto la voce,da sembrare un brusio squillante e fastidioso.
<<Wow Camilla. Ce l'hai così tanto con noi Howard da farmi credere che di averti fatto qualcosa. Peccato però,che so esattamente che razza di persona sei e non mi farò abbindolare di nuovo.>>
Se solo sapessi Stefan,quanto male ho dovuto reprimere per amor tuo non saresti così cattivo con me.
<<Senti Stefan,sono disposta a farti trascorrere del tempo con Sammy ma non di più. Ma sappi che tra non molto torneremo in Italia e allora non ci vedrai più,continuerai la tua vita insieme alla tua futura moglie e noi faremo lo stesso>>concludo decisa.
Sophie aveva ragione,sto mettendo in gioco i sentimenti di mio figlio e non posso permettergli che lo distrugga,anche a costo di essere odiata da lui quando sarà più grande e scoprirà tutto.
È un rischio che sono disposta a correre.
<<Mi hai preso per un coglione insensibile?>>domanda arrabbiato. <<E poi,chi cazzo ha parlato di matrimonio?>>continua su tutte le furie.
Non dico niente,come una stupida mi sono lasciata sfuggire qualcosa che non avrei dovuto sapere e che in preda alla rabbia e tanta gelosia non mi sono limitata di trattenere.
<<Allora?>>incalza alzandosi e sistemandosi di fronte a me. È così imponente,e bello, da farmi da ombra e liberarmi la visuale dal sole pungente. Alzo lo sguardo e lo osservo in silenzio.
<<Sai Camilla,questa posizione e quel tuo sguardo da gattina impaurita l'avevo immaginato in una situazione diversa>>allude con voce roca. Si china e mi sussurra languido all'orecchio <<io completamente nudo e tu con la bocca spalancata intenta a succhiarmelo a dovere.>>
Ho la salivazione azzerata e sto per avere un infarto,devo riprendermi. Sono certa che il suo sia solo un modo per ammaliarmi e convincermi a fare come dice. È bravo in questo,lo è da sempre.
<<Mi dispiace tanto ricordartelo,ma non sono la tua ragazza. Non sono niente per te>>mi alzo di scatto e lo fronteggio per quel che posso,visto che mi sovrasta di qualche centimetro. Lo guardo con aria di sfida,mostrandogli che non basta portarmi nel posto dove sono stata sua per la prima volta per farmi cedere. Non sono una stupida,e deve capirlo una volta per tutte.
<<Il "niente" è una prova troppo grande per essere pronunciata da te>>continua.
<<Allora è questa la tua vendetta per me?>>domando. Mi guarda confuso sbattendo più volte le ciglia. <<Portarmi via mio figlio.>>
<<Come ti ho già detto una volta,non ho intenzione di portartelo via. Ti ricordavo più brava in inglese,mi sa che ti sei arrugginita un po'.>>
<<Credi che non sappia che se Sammy scoprisse la verità su di te non vorrebbe lasciarti andare?>>continuo. <<Non è facile lasciarti alle spalle Stefan.>>
<<Eppure lo hai fatto>>incalza.
Chiudo gli occhi e tiro un respiro esasperato. Non sono qui per discutere di questo,dovevamo parlare di Sammy e lo stiamo facendo nel peggiore dei modi.
<<Le mie condizioni sono quelle...>>affermo cambiando discorso. <<Prendere o lasciare.>>
<<Prendo,ma solo perché sono certo che dopo sarai tu a non volermi lasciare di nuovo>>conclude,poi incurante di aspettare la mia risposta si allontana.
Suppongo che sia arrivata l'ora di tornare a casa e invece va dritto verso il mare.
Comincia a togliersi la camicia facendola volare in aria,poi è il turno dei pantaloni e infine del mio buon senso e autocontrollo perché come una disperata lo ammiro incantata.
<<Chiudi la bocca,ti sta uscendo della bava>>si beffa di me e senza perdere altro tempo si getta in acqua.
La sua pelle illuminata dalle luci calde del tramonto sembra scintillare e questo lo fa sembrare il Dio del mare,talmente è perfetto.
Senza sapere esattamente cosa diavolo stia facendo mi avvicino all'acqua. Lascio che mi bagni i piedi e chiudo gli occhi inspirando il profumo d'estate.
Fa caldo,ho la pelle appiccicaticcia e non mi importa se Stefan è in acqua,desidero provare la sensazione piacevole dell'acqua che ti avvolge e ti rinfresca.
So che sto per fare una pazzia,ma fingo che sia sola nell'unico posto che mi è rimasto dentro da cinque anni e comincio ad abbassare la piccola cerniera del vestito. Lo sfilo e lo lancio lontano per evitare che le onde lo bagnino.
Lentamente raggiungo Stefan,che sembra essersi bloccato per guardarmi.
<<Che stai facendo Camilla?>> domanda roco.
<<Quello che fai esattamente tu. Il bagno. E ora lasciami godere questo momento>>affermo.
<<Abbiamo due concetti di godere diversi,ed il mio è migliore del tuo>>esclama. In due bracciate è di fronte a me. Ha il respiro corto e qualche goccia che gli riga sul viso e sulle ciglia.
Schiudo le labbra per prendere un po' di ossigeno,quello che in questo momento mi manca.
Ecco,mi sto già pentendo di aver commesso una simile idiozia.
<<Stai lontano da me. Non ricordi di avermi lasciata sola e nuda dopo aver fatto sesso,solo perché non sopportavi la mia presenza?>>domando sperando che si allontani,perché io non ci riesco.
<<Ricordo tante cose Camilla,e tra queste c'è quella che più detesto>>si fa più vicino,molto vicino. <<Ed è quanto è buono il sapore delle tue labbra.>>
E mi bacia.
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Amami Adesso
ChickLit"L'amore è l'unico in grado di distruggerti,ma il solo a poterti salvare." Prima di conoscerlo ero solo una ragazzina timida con tanti sogni e una chiave per aprire la porta all'esperienza più bella della mia vita a New York. Stefan Howard mi è entr...
