*** CAMILLA ***
Dopo essere stata ancora per qualche oretta a casa dei miei decido che è giunto il momento di tornare nel nostro piccolo appartamentino e darmi da fare con le pulizie disperate. Scommetto che ci sarà tanta di quella polvere in giro che dovrò camminare con la mascherina per giorni, solo a pensarci mi vengono i brividi.
Apro la porta d'ingresso e l'odore di chiuso mi invade le narici, accendo le luci d'entrata e raggiungo il salone tirandomi la valigia alle spalle. Sammy saltella felice nella sua stanza, e la malinconia di New York sembra essere svanita. Almeno uno dei due sembra sentirsi meglio e sono felice che quello sia lui.
Poggio la valigia sul divano e la apro osservando scoraggiata la montagna di vestiti disordinati da lavare. Molti sono ancora sporchi, ammetto di non aver dato molto peso a fare la lavatrice in America.
Sono quasi le due del pomeriggio, siamo atterrati questa mattina presto e già mi sembra essere passato un mese dall'accaduto. Per fortuna la mamma non ci ha fatto rimanere a stomaco vuoto, preparandoci un bel piatto colmo di pasta al sugo e polpette giganti. Non dimentichiamo la foglia di basilico finale come decorazione, anche se ammetto che mi piace così tanto che ne mangerei a quintali.
Senza lasciarmi scoraggiare comincio a darmi da fare, infilo i panni nella lavatrice e imposto la centrifuga con tanto di detersivo profumato alla vaniglia. Spalanco le finestre e lascio che la casa respiri e prenda un po' d'aria fresca. Dopo essermi armata di spray sgrassante e uno straccio da una vecchia maglia di Sammy do il via allo spolveramento più intenso di tutti i secoli.
Nel frattempo il mio piccoletto si è steso sul suo lettino addormentandosi, la stanchezza e il pranzo pesante stanno dando i suoi frutti. Una volta terminato arriva finalmente il momento della pausa relax e caffè italiano o meglio, per essere più precisi, napoletano.
Prendo la vecchia macchinetta ereditata da mia nonna e vi aggiungo dentro il caffè e l'acqua, metto sul fuoco e aspetto che poco per volta il suo profumo intenso invada la cucina.
Mentre attendo do' un' occhiata al cellulare, ammetto di aver cercato in tutti i modi possibili di ignorarlo per evitare di commettere qualche sciocchezza e rispondere alle chiamate insistenti di Stefan. Mi domando come stia o cosa stia facendo in questo momento, se mi sta pensando o se ancora sta dormendo.
Confesso che ancora mi sento frastornata per mia del fuso orario, ma è questione di abitudine e ho così tanta confusione nella testa che quello è l'ultimo dei miei pensieri.
Apro la chat di whatsapp e invio un messaggio a Sophie per informarla che siamo a casa e che stiamo bene. Le mando anche una buffa emoticon a forma di gatto con due cuori luccicanti al posto degli occhi. Mi ricorda Brioche, mi manca anche lui con quella sua grande pancia pelosa e il muso continuamente macchiato di cibo.
Di Stefan, invece, non c'è più nessuna traccia. Probabilmente si sarà stufato e avrà capito che non ne vale la pena, almeno è quello che pensa la mia mente contorta. Figuriamoci, la parte più testarda ritiene che sia tornato con Kelly ma non voglio pensarci o questa volta finisco davvero dritta al manicomio.
Sbuffo scocciata e poso il telefono sul tavolo, prendo una tazzina dalla piccola cristalliera accanto il frigo e verso del buonissimo caffè profumato. Lo bevo come se fossi una disperata in astinenza o meglio ancora come un americano che giunge per la prima volta a Napoli e assaggia una vera pizza. Sono in estasi ed è a dir poco ridicolo vista la situazione pessima in cui galleggia la mia vita.
Cancello per un attimo tutti i pensieri riguardanti la breve permanenza a New York e telefono al medico di base di Sammy per prendere un appuntamento. Ho bisogno che lo visiti per sentirmi più sicura che realmente stia bene, non che stia sottovalutando il lavoro del medico che l'ha operato ma lui l'ha visto crescere e conosce tutti i suoi progressi passo passo. Chiamatelo " scrupolo materno", credo che solo dei genitori possano capire le mie preoccupazioni anche quando magari non ce ne sono. Mia nonna Agostina lo diceva sempre a mia madre, e lei lo ha ripetuto a me continuamente, " i figli' chiu' crescn' e chiu' aumentano i pnsier'. Adda' arriva' o' mument' ca' rimpiangerai quann' i viriv nda' connl e chiagnevn'. "
Cavolo, se aveva ragione.
I nostri anziani sono sempre più saggi e sono certa che continuano ad esserlo anche da lassù, in effetti ogni tanto immagino mia nonna che mi guarda con un grosso binocolo, sulla sua sedia a dondolo in legno che tanto le piace, commettere errori di giorno in giorno e gridare "ma una cos' buona a saij fa?"
Sorrido all'idea e lascio scorrere il tempo in questo modo, sognando momenti che non avverranno mai. Questa è la vita, vogliamo ciò che non possiamo avere senza averlo mai apprezzato quando fino a ieri l'abbiamo avuto.
Siamo stupidi e questa è la nostra condanna più grande, dannati a non accontentarci mai poiché incapaci di apprezzare le piccole cose.
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Amami Adesso
ChickLit"L'amore è l'unico in grado di distruggerti,ma il solo a poterti salvare." Prima di conoscerlo ero solo una ragazzina timida con tanti sogni e una chiave per aprire la porta all'esperienza più bella della mia vita a New York. Stefan Howard mi è entr...
