Capitolo ottantotto

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~~~ STEFAN ~~~

Ho atteso questo giorno da tanto, io che non sogno da tempo, ogni notte mi addormentavo sapendo che l'avrei rivista nei mie desideri. Sono settimane che il suo volto viene a farmi visita nel sonno e molte volte ho desiderato non svegliarmi per poter stare con lei in qualche modo, anche se non reale.
La rossa mi ha dato un'occasione e non ho intenzione di sprecarla, per questo non l'ho rincorsa quando è fuggita fuori con Sammy.
Quanto cazzo mi erano mancati!
So che è spaventata e non rivedermi era l'ultimo dei suoi pensieri, ora la capisco e mi biasimo per non averle almeno dato un briciolo di possibilità quando è ritornata. Sono stato uno stronzo e merito tutto questo, ma permettere di lasciarla andare senza almeno averci provato significherebbe passare il resto della mia fottuta vita con il rimorso.
La rivoglio. Voglio baciarla, stringerla forte e possederla continuamente e una parte di me desidera essere un buon padre, perché ormai anche quel bambino ha un posto nel mio cuore e loro sono tutto ciò che di più bello potessi mai trovare.

Esco fuori, prendo una sigaretta dal taschino e l'accendo. Inspiro a fondo e lascio che il fumo invada i miei polmoni per permettermi di rilassarmi. Ho i muscoli tesi e sento dolore ovunque per il forte bisogno di correre da lei e portarmela via.
Tutti gli invitati sono intorno alla coppia felice, lanciano riso, petali e ridono rumorosamente.
Io sono in disparte, poggiato vicino a un piccolo muretto isolato dagli altri.
Vedo anche lei, che resta immobile a fissare la scena gioiosa con Sammy tra le braccia, lo stringe forte come se qualcuno potesse strapparglielo via e trova conforto in lui poggiando la testa sulla sua.
Ha uno sguardo misto tra terrore e angoscia, ogni tanto mostra un sorriso finto per poi ritornare a perdersi nel vuoto.
È meravigliosa, una cazzo di dea, il suo magnifico corpo è fasciato da un bellissimo vestito azzurro che mette in risalto ogni curva del suo corpo. Il trucco è talmente lèggerò che sembra non esserci, e questo la rende ancora più pura.
Un angelo.
So che mi ha visto, ma sta cercando in tutti i modi di non incrociare il mio sguardo e anche se vorrei fissarla più di quanto non lo stia già facendo fingo di essere interessato anche ad altro.

<<Grazie a tutti per essere qui...>> grida la rossa<<...adesso vi invito a spostarvi al ristorante dove vi aspetta un piccolo rinfresco di benvenuto. Ci vediamo dopo>> conclude andando via con sua moglie insieme ai fotografi.
Prima però di raggiungere l'auto va da Camilla e le dice qualcosa di alquanto sconvolgente da farle scuotere la testa e ripetere continuamente un no che riesco a decifrare anche da qui.
Poi viene da me, tutta spedita con quel suo modo duro.
<< Congratulazioni >> affermo appena ce l'ho di fronte.
<< Grazie, sapevo saresti venuto>> esclama.
<<Bhè, mica potevo perdermi il tuo matrimonio>> rispondo sarcastico.
<<Il solito pezzo di merda. Comunque, per l'ennesima volta sto facendo qualcosa in tuo favore e sono certo che a fine giornata mi darai un regalo più che importante...>> continua <<... Camilla è venuta con me in auto stamattina, ma adesso andrò a fare le foto e quindi avrà bisogno di un passaggio visto che purtroppo tutte le altre auto sono piene>> aggiunge. So che non è vero, ma lo sta facendo per noi.
<<Mi raccomando Stefan, non farmene pentire o giuro che questa volta ti uccido con le mie mani>> conclude per poi andarsene regalandomi un lieve sorriso.
Ormai sono andati quasi tutti via, getto la cicca e provo a cercare Camilla che sembra essere sparita. Merda.
Corro a prendere l'auto e cammino per qualche metro finché non la vedo insieme a Sammy avvisarsi verso la fermata del bus.
La raggiungo, abbasso il finestrino e la chiamo.
Non si volta, mi ignora del tutto, cosa che non posso dire di Sammy che mi sorride e prova a richiamare l'attenzione di sua madre.

<<Avanti Camilla sali, il ristorante è lontano da qui e dovresti prendere più di qualche bus diverso per raggiungerlo>> dico.

<<Non importa, in qualche modo ci arriverò non preoccuparti>> risponde senza guardarmi.
Nel frattempo le auto dietro cominciano a suonare i clacson per la mia lentezza, ma me ne fotto.

<<Non me ne vado senza di te.>>

Si volta dietro e credo che qualcuno dica anche qualche parola poco carina, tant'è che la vedo fermarsi e sbuffare e aprire la portiera dell'auto e salire senza voltarsi nemmeno per sbaglio verso di me.
Sorrido e sfreccio veloce verso il locale.

<<Hey ometto, come te la passi?>> domando sfiorandogli con le dita le guanciotte rosse. Lui mi sorride e comincia a fare dei versi strani, suppongo gli piaccia molto la mia auto.

<<Grazie per quello che hai fatto per me>> aggiungo d'un tratto riferendomi a quello successo in tribunale.
Non risponde subito, temevo quasi non mi avesse sentito.

<<Ho fatto ciò che era giusto, niente di più, niente di meno.>>

<<Avresti potuto non fare nulla e lasciarmi lí a marcire, infondo me lo sarei meritato>> ammetto sincero.
Le mie parole sembrano colpirla abbastanza da farla girare e incantarmi con i suoi occhi blu.

<<Non sono questo tipo di persona Stefan.>>

<<Lo so. Ho bisogno che tu mi capisca Camilla, che comprenda tutti i miei atteggiamenti di merda.>>

<<Non ho mai detto di non capire. So che potrebbe essere stata dura per te sentirti abbandonato, ingannato su Sammy, ma non c'è stata una sola volta che tu non abbia provato a chiedermi una spiegazione in maniera normale.>>

<<Perché me l'avresti detto?>>

<<Probabilmente no. Le mie parole avrebbero potuto distruggere la tua famiglia, come potevo fare una cosa del genere?>>

<<Potevi farlo per noi.>>

<<Non sarebbe bastato, sei sempre stato sicuro sulle tue convinzioni che non mi avresti creduto.>>

<<Mi dispiace>> ammetto sincero. Queste sono le scuse più facili e sentite che abbia mai fatto in tutta la mia vita.

<<Ti perdono Stefan, ma questo non cambia le cose. Questo è l'ultimo giorno che ci vedrai.>>
Sento il mio cuore spezzarsi e frantumarsi in mille pezzi, non rispondo ne dico altro.
Restiamo in silenzio per tutto il resto del tragitto, fatta eccezione di Sammy che ogni tanto se ne esce con un macchina brum brum.
È ferita, ma se pensa che basteranno queste parole per fermarmi si sbaglia.
So che mi ama, proprio quanto la amo io da sempre e non mi arrenderò finché non lo ammetterà anche lei.
Camilla è mia, e lo sarà per sempre.

Amami Adesso                                                    Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora