*** CAMILLA ***
Vengo svegliata di soprassalto dagli innumerevoli messaggi, prima di addormentarmi avevo tolto il silenzioso.
Sbatto ripetutamente le palpebre e poggio una mano sulle tempie per il forte mal di testa.
È come se fossi in una campana che continua a suonare senza sosta. Mi giro verso il comodino con i capelli gonfi e scompigliati che mi ricoprono il viso, prendo il cellulare e noto che è ancora notte fonda. Lo schermo continua a illuminarsi mostrano l'arrivo di altri messaggi da parte di Stefan, socchiudo gli occhi per via del fastidio che mi provoca la luce forte del telefono.
Apro le notifiche sull'icona della nuvoletta è una sfilza di parole sconnesse e disperate si alternano nell'inquadratura.
- " Rispondimi."
- " Perché non vuoi parlarmi? "
- " Voglio solo sapere come stai... "
- " Cazzo, mi sento una merda! "
- " Perché non mi hai detto mai niente? "
- " Credo di essere ubriaco, ma nemmeno l'alcool è capace di scacciarti via dai miei pensieri. "
- " Ti desidero. Ho bisogno di te. "
- " Ti prego, rispondi..."
Nonostante sia tardi non smette di inviarne altri, passo il pollice sulle sue parole come se riuscissi a toccarlo, ma credo che questo non accadrà mai più e questa volta per davvero.
Gli rispondo con un'unica frase, quella che spero capisca davvero.
- " Non distruggerti per me, continua a vivere la tua vita e io farò lo stesso. "
Spengo il cellulare e mi stendo supina guardando il soffitto, spero proprio che questa notte mi porti consigli decenti e che mi dica come comportarmi perché io proprio non lo so.
Il giorno seguente mi sveglio peggio ancora, l'emicrania non è passata e non ho il coraggio di accendere il cellulare. Raggiungo la cucina come se fossi uno zombie, Lucy e Sophie sono già sveglie e sfogliano un catalogo di torte nuziali guatandosi del buon caffè caldo. Ridono e ogni tanto si danno qualche bacetto, le invidio molto perché so che non potrò mai avere la loro spensieratezza.
<<Hey...buongiorno tesoro, come stai?>> chiede dolcemente Sophie venendomi in contro, mi abbraccia e poi sfiora leggermente il livido violaceo sotto l'occhio. Prima di vedermi davanti allo specchio ho sudato sette camicie, temevo che quello che avrei visto mi avrebbe amareggiata e in effetti così è stato. Anthony si è impegnato parecchio per lasciare un segno anche sulla mia pelle.
<<Non bene, credo...>> sussurro. Anche Lucy mi raggiunge e senza dire nulla mi stringe forte carezzandomi i capelli, qualche lacrima sfugge al mio controllo e mi rendo conto di essere così esausta di piangere sempre.
<<Sediamoci>> intima la mia amica con una delle sue solite maschere di bellezza spalmata sul viso. Ci accomodiamo vicino al tavolo, Lucy mi porge una tazza di caffè e per un attimo sembra esserci uno strano silenzio intorno a noi. << Mi ha chiamata Stefan...ma tranquilla gliene ho dette quattro>> continua Sophie fiera.
<<Cosa ti ha detto?>> domando curiosa.
<< Assolutamente niente, ha staccato subito>> annuncia soddisfatta, come se fosse stato suo il merito. Anche se dubito che Stefan abbia attaccato solo per timore della mia amica.
Annuisco e sorseggio il mio caffè silenziosamente.
<<Cos'hai intenzione di fare?>> interviene Lucy attirando l'attenzione di tutte.
Faccio un profondo respiro e dico con il cuore spezzato quello che ho intenzione di fare.
<<Non posso più restare qui, ho bisogno di tornare a casa...>> sospiro mentre osservo le loro espressioni deluse <<...ci ho pensato molto questa notte e non credo di riuscire a sopportare di restare qui. Non ci riesco>> ammetto con le lacrime agli occhi e un tremolio inusuale alla voce.
<<Vuoi andartene prima del matrimonio?>> domanda Sophie in procinto di piangere.
Deglutisco forte e annuisco non avendo il coraggio di parlare. Cala un silenzio assordante in cucina e ho ancora molto altro da dire.
<<Questa notte, dopo essermi svegliata non sono più riuscita ad addormentarmi e...>> inspiro <<...ho prenotato il volo per l'Italia tra quattro ore>> concludo dispiaciuta.
<<Non puoi farmi questo...>> comincia a piagnucolare la mia amica <<...gliela faremo pagare a quel verme e tu sarai finalmente libera>> continua provando a convincermi inutilmente. Prima di venire qui ho sperato che le cose andassero diversamente ma non di certo in questo modo, la situazione è degenerata e l'unica speranza che ho per non crollare definitamente e allontanarmi da questa città. Non ho intenzione di far vendetta su nessuno, quella gente si sta rovinando con le sue stesse mani e non mi va di perdere ulteriore tempo a cominciare una lotta dove sono certa che ne uscirei da perdente. A quanto pare questa volta il destino per me ha commesso una grande sciocchezza.
<<Mi dispiace, vorrei tanto che capissi ma so che nessuno potrebbe farlo...>> ammetto con le lacrime che mi rigano il viso <<...un giorno ci rivedremo, ma non sarà domani ne al vostro matrimonio per questo...aspettate un attimo>> mi alzo e raggiungo rapida la mia camera e prendo il pacchetto che nascondevo segretamente sotto al letto.
Ritorno da loro e posiziono la scatola infiocchettata sul tavolo.
Mi guardando confuse e ferme aspettando che parli.
<<Questo è il mio regalo di nozze per voi, non è molto ma credo che vi piacerà>>ammetto sincera. Sophie si asciuga il naso con il dorso della mano e comincia a scartare tremolante il pacco.
Quando lo apre sgrana gli occhi e poi scoppia a ridere, non posso fare a meno di sorridere anche io.
<<Sai, mi mancavano cinque barattoli di miele>> ammette sornione. Lucy invece alza la sua tinta per capelli blu e mi guarda confusa.
<<Ho pensato che al tuo matrimonio avresti dovuto fare un colore speciale e il blu è perfetto per il tuo viso>> commento sincera. Mi ringraziano entrambi ma le sorprese non sono finite qui.
<<Guardate bene, c'è dell'altro>> affermo indicando la scatola.
Le due ragazze si guardano e poi infilano le mani nel cartone scostando gli infiniti coriandoli che ho infilato all'interno per afferrare entrambi le estremità della piccola busta bianca.
Sophie mi lascia uno sguardo sorpreso e dopo aver visto il contenuto spalanca la bocca e scoppia a piangere.
Anche Lucy questa volta non riesce a trattenersi e segue a ruota la sua fidanzata . Le stringo forte entrambi e sussurro <<avevo già intenzione di rivedervi, solo che questa volta toccherà a me ospitarvi a casa mia.>>
I due biglietti per l'Italia spiccano sul ripiano di legno e non posso essere più soddisfatta del mio regalo. Ho sempre pensato un giorno di farle visitare la mia città, e quale momento migliore se non dopo il suo matrimonio. Sophie è la mia migliore amica, non potevo andarmene sapendo che non l'avrei più rivista. Ho sbagliato una volta, non lo farò di nuovo e questa volta tornerò a casa più libera e consapevole che l'amore tra me e Stefan non morirà mai, perché in questa piccola vacanza ho capito molto di lui e tanto di me.
L'amerò per sempre senza poterlo vivere mai, è questo il nostro destino.
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Amami Adesso
ChickLit"L'amore è l'unico in grado di distruggerti,ma il solo a poterti salvare." Prima di conoscerlo ero solo una ragazzina timida con tanti sogni e una chiave per aprire la porta all'esperienza più bella della mia vita a New York. Stefan Howard mi è entr...
