*** CAMILLA ***
<<Mi dispiace. Hai ragione,non ho scuse e motivazioni per il mio comportamento da ragazzina>>esclamo.
Sophie mi guarda ancora in tralice,è arrabbiata e lo comprendo.
<<No, non ne hai>>risponde in tono.
<<Sei la mia migliore amica, e molte volte mi rendo conto di quanto sia egoista nei tuoi confronti. Avrei dovuto capirlo fin da subito che le tue intenzioni non erano cattive, ma volevo solo farmi distrarre. Ti chiedo scusa, lo farò per sempre.>>
<<Per sempre? Sai, dovrai farlo in ginocchio e forse, un giorno, ti perdonerò.>>
La guardo perplessa e lei scoppia a ridere.
<<Avanti, vieni qui!>>afferma aprendo le braccia.
Ci stringiamo in un forte abbraccio e piango, questa volta per la gioia e un senso di liberazione.
<<Mamma?>>sussurra con voce roca Sammy. Si stropiccia gli occhietti assonnati e sbadiglia. Stringe forte a se il piccolo pupazzo arancione.
<<È ora di andare a letto. Buonanotte tesori, vado nella mia camera che la mia bella mi aspetta impaziente>> esclama salutandoci.
<<Amore, sto arrivando>>mi sistemo a fianco de mio bambino e lo stringo forte al petto, finendo così per addormentarci.
Il giorno seguente sembra cominciare piuttosto bene. Il sole è cocente e il profumo d'aria fresca priva di smog riempie i polmoni. Il mio cattivo umore, e anche il mio aspetto, sembrano essere migliorati entrambi. Anche Sammy è molto felice questa mattina, spero proprio che la giornata non si rovini via dicendo.
Apro le finestre e lascio entrare la luce naturale che rende questa stanza ancora più bella, anche se a guardarla meglio è piuttosto in disordine. Mi armo di stracci e secchi d'acqua e do una rassettata alla camera e al bagno mentre Sammy si diverte a giocare con le solite macchinine.
Questa mattina mi sento come Cenerentola rinchiusa in soffitta e intenta a passare le giornate a pulire e rassettare la casa, vittima della cattiveria della matrigna. Nella mia storia però il principe azzurro è il carnefice e non esiste nessuna matrigna, bensì ho una mamma speciale che merita tutte le attenzioni del mondo.
Prendo il cellulare dal comodino e telefono a miei genitori. Sentire le loro voci di tanto in tanto mi fa bene, e sono certa che faccia piacere anche a loro. Chiacchieriamo del più e del meno, evito di raccontare tutto ciò che riguarda Stefan e il posto dove ci troviamo adesso o mi verrebbero a prendere subito. Anche Sammy li saluta dicendogli che si sta divertendo un mondo e che vorrebbe stare qui per più tempo possibile. Allontano il telefono dal suo viso appena in tempo, prima che spifferasse tutto.
<<Siamo felici che tu stia bene tesoro. Continua a divertirti, e vivi spensierata nella città che tanto amavi>>esclama mia madre prima di staccare la telefonata.
*Toc toc*
<<Arrivo.>>
*Toc toc*
<<Sto arrivando, un attimo>>affermo. Apro la porta e vedo Sophie carica di energia e sistemata di tutto punto.
<<Quanto sei bella questa mattina. Dove vai di bello?>> chiedo curiosa.
<<Vorrai dire...dove andiamo>>continua entusiasta.
<<Non credo proprio. Ho intenzione di passare la giornata in giardino con Sammy. Ieri si è divertito molto è un po' d'aria fresca non può fargli che bene.
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Amami Adesso
Literatura Feminina"L'amore è l'unico in grado di distruggerti,ma il solo a poterti salvare." Prima di conoscerlo ero solo una ragazzina timida con tanti sogni e una chiave per aprire la porta all'esperienza più bella della mia vita a New York. Stefan Howard mi è entr...
