Capitolo 152

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Charter's POV

"Ho solo un po' di post-sbronza." faccio ridacchiare Sophia che si affretta a portarmi un caffè a letto. "Non c'è bisogno che mi tratti come una bambina." le lascio un bacio sui capelli mentre mi alzo per potermi vestire per la giornata. Sembra che oggi abbia deciso di piovere, rovinando tutti nostri piani del 'dormire all'aperto per il compleanno di Sophia'.

Proprio così, oggi è il suo 23° compleanno e non posso crederci che sia solo il primo che festeggia con me, insomma, mi sembra di conoscerla da molto più tempo.

"Com'è andata ieri sera secondo te?!" mi volto lentamente ridacchiando verso di lei, la trovo seduta sul mio letto con la tazza che aveva portato a me in mano che mi guarda con uno sguardo cauto.

"Bene?" faccio spallucce mentre continua a sorseggiare il mio caffè.

"Sai quello che intendo." si guarda intorno e mi fa segno di chiudere la porta. "Taila ed Harry. Ieri sera sembravano come appiccicati l'uno all'altra con della colla." mando giù la bile che mi sale in bocca.

"Quindi è per questo che il giorno del tuo compleanno mi porti la colazione in camera" ridacchio. "Perché non vuoi che abbia dei silenzi imbarazzanti con lui o quella gallina svampita." prendo dei Jeans e un maglione.

Abbassa lo sguardo colpevole. "Sono davvero arrabbiata." sospiro poi seria. "Sono arrabbiata perché lui continua a comportarsi come se tra di noi non ci fosse mai stato nulla di serio. Si presenta qui con un'altra ragazza quando sa benissimo che ci sarò anche io, e mi sento come soffocare ogni talvolta che incrocio il suo sguardo. Ieri sera, beh.."

Harry's POV

Non capisco perché non sia ancora scesa per fare colazione. Ho solo visto Sophia che si appropriava di una tazza di caffè per poi sparire, ho più di un dubbio sul fatto che sia andata a portarla proprio a lei.

Di tutto ciò mi sfugge solo una cosa, mi sfugge il perché non voglia scendere a fare colazione con tutti gli altri, come succede da ormai due mattine. Cosa c'è di strano oggi?

"Dove vai?" mi chiedono in coro Louis e Liam.

"A prendere le sigarette." invento sul momento, ho solo bisogno di starmene un po' per i fatti miei ecco tutto, ma ammetto che fumare potrebbe davvero aiutare la mia mente frustrata.

Cammino su per le scale e mentre percorro il corridoio che mi porterà alla camera che condivido con i ragazzi comincio a ripensare a ieri sera.

Per qualche strano motivo mi sento in colpa, no, lo so il motivo, so perché mi sento in colpa, mi sento così perché giocando ai strafottuti giochi di Louis mi sono ritrovato a dover baciare Taila, cosa su cui non mi sono tirato indietro, meno male che lei non c'era quando è successo.

Però poi lei ha cominciato a ballare con un altro ragazzo, e non riesco nemmeno a spiegare l'istinto omicida che mi pervade anche ora, se solo provo a pensare al modo in cui le mani del tizio si appoggiavano ai suoi fianchi. So che non devo avere più ragioni di essere geloso, perché prima o poi tutto quello che temo succeda succederà, prima o poi sarà di qualcun'altro, amerà qualcuno nel modo in cui ho cercato di amarla io. Ma non posso respingere il senso di dolore quando ci penso. L'ho già detto, vorrei che mi aspettasse, ma so che così non sarà, ed allora l'unica cosa che mi rimane da fare è guardare mentre lei ricomincia a vivere, perché è quello che sta facendo da quanto ho visto.

Sbuffo più di una volta mentre mi passo la mano nei capelli ripetutamente.

Mentre sto per avvicinarmi alla mia stanza sento delle voci provenire da quella di Charter, qualcuno ha appena chiuso la porta. Significa che è da sola? Non è possibile, metto le palle sul fuoco che Sophia è con lei, sono le uniche che mancano di sotto.

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