Capitolo 181

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Il mattino solitario è uno dei miei preferiti. Insomma, a me personalmente, piacerà sempre quella sensazione di svegliarsi con estrema lentezza, girandosi e rigirandosi tra le lenzuola, guardando il sole alto nel cielo, come una palla di fuoco che illumina tutto quanto. Sbatto le palpebre un paio di volte per poi decidere di tenere gli occhi definitivamente chiusi. Sto troppo bene qui, in questo letto che profuma tanto di lui. Di Harry.

Mi stendo nel letto, stando attenta a non svegliare Ruth, che dorme beato accanto a me, nella parte di letto che di solito sarebbe il suo padrone ad occupare. Gli faccio qualche carezza e poi decido che dovrei seriamente prende in considerazione l'idea di alzarmi dal letto. Sono già le 11:00, ed Harry ha già inviato un messaggio di buongiorno.

Cammino fino al bagno, mi assicuro di spalancare tutte le finestre di casa, visto e considerato che siamo quasi ad Aprile, e fuori fa abbastanza caldo.. finalmente una pausa dalla monotona pioggia londinese. Mi lavo la faccia e i denti e poi ritorno di là.

Decido che il mio pigiama (composto da solo una maglia dei Parkers, come sempre) è troppo comodo per poterlo cambiare con qualsiasi altro indumento.

Lascio Ruth nel letto a dormire e faccio il lungo corridoio del primo piano passando davanti a tutte le innumerevoli porte che ci sono in questa casa, per poi arrivare alle scale.

Non so di preciso come si svolgerà la mia giornata ora che sono qui, nel senso, tra poco mi raggiungeranno le nostre famiglie, ma nei due giorni in cui sarò da sola che cosa si suppone io faccia?! Magari potrei chiedere a qualcuno di uscire? No, idea stupida, non conosco nessuno eccetto Ruth, ma portare un cane a spasso viene definito da alcune persone come un'attività molto rilassante, quindi voglio mettermi alla prova e vedere se seriamente è così bello come dicono.
Nel caso non fosse poi così divertente, vedrò di godere meglio di tutti gli svaghi che offre questa reggia.

Canticchio una canzone, Shake it off, di Taylor.. mentre guardo il telefono, la noia mi portata a distrarmi su Twitter, ma non trovo nulla di particolarmente interessante quindi mi dirigo a passo più svelto in cucina, per potermi preparare una colazione super mega abbondante.

Continuo a canticchiare sottovoce quando mi trovo davanti a quello che può essere o un grande casino o un grande malinteso.. nel dubbio lo deinisco solo come un grande uomo, letteralmente, piazzato in mezzo alla cucina, con le braccia al petto e lo sguardo fisso non so dove.

"Gesù Cristo!" esclamo portandomi la mano al petto ed indietreggiando ritrovandomi contro il frigorifero. "Chi sei? E Che diavolo ci fai in casa mia?" lo guardo con più attenzione. Il sangue fluisce molto di più alle gambe, giusto nel caso dovessi essere pronta a correre o a difendermi da sola. Rimpiango di non aver svegliato il cane; un Labrador può decisamente fare qualcosa in più di me contro un uomo di una stazza simile. Vorrà farmi del male? Vuole rubare?
Ma allora perché cavolo sta fermo, lì, in mezzo alla cucina, come se fosse uno spaventapasseri?! Prendo un padella.. e la stringo forte a me.

Occhiali da sole, pantaloni stile militare, neri, t-shirt attillata nera, auricolare all'orecchio.. fermi tutti.
No, non può essere quello che penso.

"Si tranquillizzi signorina Lenson, non sono qui per farle del male." si toglie gli occhiali ed avanza porgendomi la mano.

Sono in mutande, davanti ad uno sconosciuto, con una padella stretta al petto.. cavolo, se mi avessero detto che un giorno sarebbe accaduto non ci avrei creduto, nemmeno morta.

Guardo la sua mano, sospesa a mezz'aria, con timore, anche se credo di aver capito chi sia e che cosa ci fa qui..

"Io sono Daniel Cooper, uno degli uomini della sicurezza personale del signor Styles, lui stesso mi ha chiesto di prendermi cura di lei nel breve periodo in cui si ritroverà da sola in una casa così grande. Alle persone piace rubare, e non ha idea fino a dove si possono spingere per avere qualcosa di prezioso." sbuffa. Ha una voce roca, molto profonda, si addice molto al suo metro e novanta.

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