Capitolo 178

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"Se starnutisci di nuovo giuro che ti faccio mettere in quarantena!" Esclamo mente corro per la suite, cercando di non inciampare da nessuna parte, per poter portare, d'urgenza, dei fazzoletti ad Harry.

Per fortuna riesco a passarglieli un minuto prima che l'ennesimo starnuto lo affligga.

Mi lascio mandare sul divano, felice come non mai prima d'ora di essere riuscita ad evitare un invasione di germi in giro per la stanza.

Lo guardo mentre soffia il naso e ridacchio per la scena un po' dolce e un po' divertente.

"Non ridere delle disgrazie altrui." Mi rimprovera con voce nasale a causa del fazzoletto che ostruisce ancora le sue narici.

"Non riesco a capire dove diavolo ti sei ammalato in questo modo.." Lo indicò mentre si stringe una coperta intorno alle spalle: il naso leggermente arrossato e i capelli in tutte le direzioni. Si, questa è decisamente una delle versioni più adorabili in cui abbia visto Harry, nonché una delle mie preferite.

"Qualcuno ieri sera avrebbe potuto chiudere la dannata finestra prima di mettersi a letto" mi rimprovera con voce estremamente roca.

"Qualcuno potrebbe imparare a non dormire nudo"

Sorride di sbieco. "Tuoche" alza ed abbassa le sopracciglia. "Spera per te che mi passi prima della partenza per Los Angeles" rido mentre si soffia di nuovo il naso.

"Sei davvero adorabile Harold, sei davvero davvero carino. Mi ricordi Rudolf la renna sfigata di Stana Claus." Gli lascio un bacio sulla guancia.

"A proposito di Calus.." La sua espressione dolce viene rimpiazzata presto da una incazzata e seria. Perché lo nomina ora?! "Ieri sera, quando eravamo al club con gli altri ragazzi ti ha chiamato, non gli ho risposto e non ti ho dato il telefono per rispondere, ma spero che tu capisca." 

Sgrano gli occhi per un attimo mentre lo guardo. In effetti gli avevo lasciato il telefono, glie lo lascio sempre quando siamo in giro e io non ho una borsa con me.

"Come mai? Non capisco come mai tu non me l'abbia detto prima" faccio spallucce mentre continuo a sistemare alcune coperte spese per il soggiorno.

"Non l'ho fatto perché sembravi felice, poi c'era anche Luke in quel posto di merda, ci mancava solo Richard e la schiera dei tuoi spasimanti era al completo." Sbuffa asciugandosi di nuovo il naso.

"Harry, non voglio mettermi a fare con te gli stessi discorsi che facciamo da quando ci siamo messi insieme, non pensi che se avessi voluto che succedesse qualcosa tra noi sarebbe potuto succedere nelle tante 'pause' a cui la nostra relazione è andata incontro?!" Ridacchio mettendo a posto i cuscini. "Ad ogni modo, non gli avrei risposto comunque" sospiro sedendomi accanto a lui.

"Come mai?" Sorride per poi tirare su con il naso.

"Perché eravamo lì insieme, ci stavamo divertendo e nulla e nessuno avrebbe avuto il diritto, e tanto meno il coraggio, di distruggere la nostra felicità." Accarezzo i suoi capelli e lui appoggia la testa sul mio petto.

"Dio, ti ringrazio." Parla con la voce nasale che ha da stamattina. Ridacchio.

"Volevo portarti da qualche parte oggi." Parla con la voce più rilassata.

"Mi sa proprio che dovremmo rimanere a casa: qualcosa per il raffreddore, mangi qualcosa di caldo, che non sarò io a prepararti, perché in quel caso saresti sul serio morto, riposo.. E via, per domani sei già tutto bello pimpante pronto a fare cazzate di vario genere." Lo prendo in giro continuando ad accarezzare la cute dei suoi capelli.

Apre le braccia avvolgendo anche me nella sua coperta, estremamente calda, mi stringe a se e si sistema meglio, appoggia la testa sul mio petto e poi intreccia le nostre gambe.

"Ma ti avrei portata in uno dei posti più fighi di Londra." Parla con una mano sotto la mia maglia ad accarezzare il mio ventre.

"Sarà per un altro giorno, non ho nemmeno fatto le valigie, e contando che dovrò fare anche le tue, vista e considerata la tua pigrizia.. Non siamo affatto a buon punto." Sospiro.

"Sono felice che Russell ti abbia detto di lavorare con lui." Sospira. "Sapevo che ci speravi e te lo meriti."

"Harry" lo richiamo a voce più bassa..
"Si"
"Se io rifiutassi di continuare a farvi da fotografa, tu che cosa ne penseresti?!" Temo la sua reazione, non ho intenzione per davvero di lasciar perdere, è un lavoro molto ben pagato, adoro lavorare con loro, posso stare vicino ad Harry ed ho molti più amici quando sono con loro che quando sto a casa mia. Casa mia.. Chissà che cosa penserà di me Gemma, che sono qui da giorni e non sono ancora tornata a casa per dirle qualcosa. Non voglio trascurarla, ma a quanto pare, nella vita non puoi avere tutto, e in questo momento sto un po' tralasciando la mia amicizia.

"Penso che devi fare quello che più ti senti." Sospira tranquillo, tira su con il naso. "Ho imparato la lezione, e, credimi, la tua felicità è la cosa di cui mi importa di più adesso come adesso." Mi sento stringere il cuore, diventa così piccino e batte così forte contro la cassa toracica che non posso contenere tutta la sensazione di felicità che prende fino all'ultima cellula del mio corpo.

"Sono felice che tu la pensi così, anche se non ho intenzione di andarmene, a meno che non sia il management a chiederlo. Però voglio chiederti un favore Harry, non intrometterti, non dire nulla ad Olivia, voglio vedere che cosa pensa di me dopo tutte le assenze che ho fatto, e se davvero mi lascerà lavorare con voi, sfrutterò al meglio questa nuova possibilità."

Sospiro.

"Penso che tu sia davvero in gamba Cher, e non te lo dico solo perché ti amo, te lo dico perché lo pensò davvero. Comunque vadano le cose, troverai sempre una soluzione adeguata, perché d'altronde questo è quello che hai sempre fatto."

Per una manciata di minuti tutto ciò che riempie il nostro discorso lasciato in sospeso è il silenzio.. Un dolce silenzio rotto solo dalla pioggia incessante che continua a cadere fuori.

"Grazie." Gli dico poi lasciandogli un bacio sui capelli. Avvolgo le braccia attorno a lui e lo abbraccio. "Fai un bagno con me?!" Glie chiedo poi in un sussurro.

"Cavolo.." Ridacchia. "Dovrei dirti più spesso parole incoraggianti." Lo schiaffeggio mentre si alza liberandomi dalla sua presa. "Sei davvero bellissima, lo sai?" Si soffia il naso.

"Che nerd che sei Harry.." Lo prendo in giro mente lo sorpasso per poter andare in bagno e far riempire la vasca di acqua calda.

"Stai con me solo perché sono incredibilmente bello." Si sposta i capelli in modo poco virile.

"Lo mettevi in dubbio?" Alzo un sopracciglio facendo girare la manopola dell'acqua calda.

"Non penso di volerti vedere nuda quindi per favore evita di spogliarti davanti a me." Fa l'offeso incrociando le braccia al petto ma tendo gli occhi fissi su di me. Afferro i lembi della maglia e la tiro via. "Oh mio Dio, non posso crederci che tu lo stia facendo!" Esclama coprendosi gli occhi con una mano, in realtà vede benissimo tra le dita separate.

"Tu non sei invitato al mio bagno." Sorrido spogliandomi del tutto e mettendomi in vasca. "Rischi di attaccarmi qualche germe." Lo liquido con una mossa di mano molto menefreghista e altezzosa.

Mi immergo e lo guardo con aria divertita. "Quindi che ci fai lì impalato? Via.." Rido mentre mi raccolgo i capelli in una crocchia disordinata sulla testa.

"Che prepotente.." Sbuffa uscendo per andare a vedere chi si stato a bussare alla porta.

Lo sento parlottare con qualcuno e dopo poco è di ritorno.

"Abbiamo un record piccola." Sorride con in mano un giornale. "Quello stronzo figlio di una puttana!" Sghignazza. "Lo sapevo che lo avrebbe scritto lo stesso." Sospira mettendosi a sedere sul bordo vasca con in mano una rivista. "Quattro pagine questa volta, non una, non due.. Bensì quattro pagine su di noi." Sorride mostrandomi il la copertina di Vogue. "Me l'ha portata Marcel.. Ci accendiamo il camino?!" Sorride. "Deve essere l'articolo di quel Chip, ha detto che non avrebbe scritto nulla su di noi ed invece.."

"Ci sono anche le foto di ieri sera?" Chiedo.
Annuisce semplicemente.

"Si, dobbiamo assolutamente accederci il camino. " Sorride buttandola di lato. "Fa spazio in quella vaca, Harry Styles si è appena auto invitato in una festa in una vasca da bagno."

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