Capitolo 132

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Harry's POV

Non lo so perché mi sento così, come se ci fosse qualcosa che non va, come se mi fossi lasciato alle spalle qualcosa di troppo importante che non riuscirò a rivedere per molto tempo. Questo è uno di quei stati di angoscia che non riesci a spiegarti, come quando non riesci a goderti appieno tutto quello che stai vivendo e ti senti come se il mondo volesse vedere fino a che punto resisti. Che ti succede Harry?

Sbuffo una nuvola di fumo bianco e denso mentre mi perdo a guardare il cielo freddo e cupo di New York.

Mi succede che ho bisogno di fermarmi, di osservare tutto quello che sto vivendo da un punto di vista esterno per poter capire quanto sono fortunato a fare quello che faccio, con chi lo faccio e per chi lo faccio. Ma c'è qualcosa che mi trascina indietro, qualcuno, lei. I giorni passano lentamente, non finiscono mai, per non parlare delle notti. Non è tanto per il fatto che sia lontana, perché siamo stati lontani altre volte, è più il tutto, è la mia sensazione di star facendo le cose in modo errato, non so dove sto sbagliando, ma lo sento che qualcosa andrà male.

Magari la chiamo.. Ma in Inghilterra sono solo le 2 di mattina, non voglio svegliarla, non voglio nemmeno risultare paranoico, ma se non la sento all'istante penso che diventerò pazzo.

Prendo il telefono e mi sdraio a letto, uno squillo, poi due, poi tre.. L'idea di lasciarla in pace mi passa per l'anticamera del cervello più e più volte, ma poi per fortuna (o sfortuna visto che non saprò cosa dirle) mi risponde.

"Harry.." la voce impastata dal sonno, e solo l'idea che sia in un letto a dormire da sola senza di me, mi rende un po' più depresso. Andrò a dormire con Niall.. me lo sento. Sempre se non ha già compagnia.

"Scusami se ti ho svegliata." parlo mentre mi corpo con il piumino, ho lasciato la finestra aperta, ma mi sento subito troppo pigro e lascio perdere mentre mi concentro su di lei.

"Sei perdonato.." sospira, sorride? Lo spero. "Sei strano." dice dopo un lungo lasso di tempo silenzioso.

"Come fai a dirlo? non ti ho detto nulla." ridacchio.

"Io lo sento quando qualcosa non va.. avanti parla."

Sospiro. Le dico dei miei problemi ora?

"Ascolta se mi hai svegliata per nulla, attacco il telefono e non ti rispondo più." Ride.

"Sono solo molto stressato, da tutto quanto, mi manchi.. ma andrà tutto ok. Non è nulla di preoccupante. Ce la faremo." Perché l'ho detto così?

"Non mi piace come lo hai detto.. non mi piace affatto." si allarma, sento il sonno che la lascia andare.. mi sento in colpa. "Harry, qualcosa non va? Ti prego dimmi le cose per come stanno." parla in ansia mentre mi metto a sedere di colpo sul letto , passo una mano tra i capelli, frustrato.

Il punto è che non c'è qualcosa che non va, è solo il tutto che va un po' male.. non lo so, stress? Lontananza? Che ti devo dire Cher? Non lo so nemmeno io che cos'ho e tu di sicuro lo capiresti se fossi qui, se ti lasciassi guardarmi l'anima.

"È che il tempo non passa mai.." parlo poi assorto nei pensieri, nei mille perché interni, nel non trovare risposte che potrebbero farmi star meglio. "E certe volte ho voglia di tornare indietro." avere assaporato il sapore di una vita quasi perfetta accanto a te, questi sono gli effetti collaterali, che poi la mia vita normale non mi sembrerà più la stessa.

"Vorrei solo che fossi qui.. sicura che non vuoi più lavorare per noi?!" Sto esagerando con le domande.

"Harry.. Non voglio parlare di questo così con te, al telefono.."

"Allora parlami di qualcos'altro, mi piace sentirti parlare e mi manca la tua voce, ti chiederei di parlarmi quando da te è giorno, ma non ho mai tempo.." sospiro mentre mi metto di nuovo sdraiato sul letto. La porta della mia stanza si apre ed entra il ragazzo biondo, Niall. Avevo programmato di invadere la sua stanza ed invece è lui che ha invaso la mia, si mette sdraiato sull'altra metà di letto. Capisce che sto parlando con lei, sembra assorto dai pensieri, e fissa il soffitto super decorato dell'hotel in cui alloggiamo.

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