La notte dormimmo così sul divano ma io alle tre mi svegliai perché ero scomoda e mi faceva male il ginocchio. Cercai di alzarmi, senza far rumore, per non svegliare i ragazzi, ma ovviamente mentre cercavo di prendere le stampelle che Niall mi aveva prestato caddero e fecero un rumore assurdo e io, come la cretina, per prenderle da terra caddi e urlai perché appoggiai il ginocchio.
I ragazzi sobbalzarono e si svegliarono.
L: Sharol ma che fai lì?
Io: volevo dormire sul pavimento.
N: dai non fare la cretina, che è successo?
Io: mi sono svegliata perché mi faceva male il ginocchio e mi volevo alzare. Ma per prendere le stampelle sono cadute e io per raccoglierle da terra ho perso l'equilibrio.
N: vieni qui.
Niall si avvicinò, mi prese in braccio e mi poggiò sul divano vicino a lui.
H: piccola stai bene?
Io: si mi fa solo un po' male il ginocchio.
N: ti porto il ghiaccio se vuoi.
Io: no non ti preoccupare.
Li: voi avete ancora sonno?
H: forse un po'.
Io: vogliamo vedere un film?
Tutti: si
Io&li: Disney?
H&n: no
Io: e dai?! *feci gli occhi dolci.
H: non se ne parla.
Io: dai ci vediamo Peter Pan!
L&Li: sii!
N&H: nooo!
H: Louis sa le battute a memoria e le anticipa, non voglio sentirlo.
Io: allora che ne dite di street dance?
Tutti: ok.
Mettemmo il film e lo guardammo, ci addormentammo quando stava quasi per finire.
Dopo sentimmo aprire la porta e ci svegliammo.
Io: Nì chi è?
N: oddio ci siamo scordati oggi venivano tutti i nostri genitori. É domenica ragazzi.
Li: è vero.
Io: ma che ora sono. *dissi stropicciandosi gli occhi*
L: le nove.
Aprirono la porta e vidi tutti i loro parenti entrare. I ragazzi andarono a salutare le loro mamme.
Mamma di Nì: chi è questa bella ragazza Nì?
Io ero piú che arrossita anche perché avevo solo un maglione lungo.
N: è la mia ragazza mamma.
Mamma di Harry: di chi sono le stampelle?
H: di Sharol.
Mamma di Lou: tu saresti Sharol! Che bel nome.
Io: grazie.
Mamma di Lì: che ti sei fatta?
Io: sono caduta.
Tutti si stavano alzando dal divano e Niall mi aiutò a sollevarmi e a prendere le stampelle.
Io: grazie.
N: di niente piccola.
N: noi ci andiamo a cambiare, arriviamo subito.
Tutti: ok
Andammo nella camera di Nì e io mi misi il pantaloncino, la camicia e la benda nei capelli che mi ero portata da casa. Andai in bagno, mi lavai, mi truccai e mi pettinai e infine mi vestii.
Uscii dal bagno e Nì era già pronto. Quando andammo di là erano tutti pronti i ragazzi.
M. Di Niall: allora che ci raccontate ragazzi. Non ci vediamo da un po'.
H: io volevo sapere perché sono venute solo le mamme, lottie e Gemma.
M. Di Harry: perché gli altri stavano giocando al parco.
Stavamo tutti in salone e per fortuna stava andando abbastanza bene. Ma dopo un po' mi squillò il telefono, ma non riuscivo a tirarlo fuori dalla tasca.
Io: Nì mi aiuti?
N: certo.
Prese il telefono e lo guardò. Me lo passò sbuffando e dicendomi che era Damon.
Io: non cominciamo di nuovo.
Risposi e Damon mi chiese come stavo perché sapeva che mi ero fatta male. Parlammo un po' e poi staccai.
N: che voleva?
Lottie: Niall lasciala stare. Vieni qui, parla con noi ragazze.
Mi alzai presi le stampelle e andai da Gemma e lottie.
Gemma: allora come stai con i ragazzi?
Io: benissimo, sono dolcissimi.
Lottie: comunque noi siamo l...
Non la lasciai finire.
Io: tu la sorella di Lou e Gemma la sorella di Harry.
Gemma: directioner?
Io: si.
Lottie: ah che dolce.
Io: ragazze vi devo chiedere un favore.
L&G: dicci.
Io: ci dobbiamo sedere, per favore.
Loro: certo.
Ci sedemmo e cominciammo a parlare. Dopo un po', sentii delle labbra sul mio collo e un caldo respiro. Capii che era Nì.
Io: Nì, siediti con noi.
N: ok.
Si sedette e mi cinse la vita.
Lottie: ma quanto siete dolci.
Pian piano ci raggiunsero tutti.
M. Di Niall: dai vogliamo sapere come vi siete conosciuti!
Io: ehm.
N: è caduta e io nel frattempo stavo passando con la macchina e l'ho portata qua per aiutarla e disinfettarle la ferita, poi le ho messo il mio numero nella sua felpa e abbiamo cominciato a messaggiare e sentirci ed eccoci qua.
M. Di Nì: il mio piccolo principe.
N: mamma.
Dopo un po' mi squillò di nuovo il telefono e risposi. Era mamma.
Mi chiese come stavo e parlammo un po'.
Quando staccammo mi accorsi che dovevo fare un cosa.
Io: Nì mi potresti accompagnare in bagno? *gli sussurrai all'orecchio*
Lui ridacchiò e mi accompagnò.
Arrivammo in bagno.
Io: lo sai che mi devi abbassare il pantaloncino!?
N: vieni qui.
Mi sbottonò il pantaloncino e mi abbassò gli slip.
Feci pipì, mi asciugai, mentre lui era girato e poi mi aiutò a rialzare slip e pantaloncino.
Tornammo di là e cominciai a parlare con le mamme dei ragazzi.
M. Di Harry: allora, quanti anni hai?
Io: 14. Sto in primo liceo.
M. Di Nì: ah sei piccolina?!
Io: si.
M. Di Lou: e che musica ascolti, visto che qui ce ne intendiamo.
Io: loro, ed, i coldplay, le little mix, le fith harmon, i 5sos e molti altri.
M. Di Liam: ah, bene. Ma come sei caduta? Se posso chiedere.
Io: certo, sono caduta a danza mentre facevo un salto.
M. Di Nì: da quanto fai danza?
Io: da 9 anni.
Tutti: wow.
M. Di Lou: vedi lottie, prendi esempio.
Lottie: mamma!
Dopo un po' che stavamo parlando bussarono alla porta e andò ad aprire Liam. Era arrivata mia mamma con Rufus.
Li: buongiorno signora.
M: ciao Liam.
Io: mamma che ci fate qui?
M: sono venuta a vedere come stava la mia piccolina.
Venne in salone e cominciò a presentarsi.
Io: fermatela.
M: ma amore mi sto presentando.
Io: ma al telefono ti avevo detto che stavo bene.
M: e io sono sono venuta a vedere di persona.
Io: mio dio.
Si sedette con noi, e parlammo di tutto, da quando io ero piccola fino a quando ero caduta.
Io: mamma smettila.
M: ma amore sto raccontando di te.
Io: appunto, mi metti in imbarazzo.
M: eh va bene. Io me ne vado. Ciao piccolina. È stato un piacere conoscervi.
L: tua mamma è come te.
Io: no Lou, così mi offendi, mia mamma è pazza.
Li: ma non è vero, è così simpatica!
Io: voi non la conoscete ancora.
Lottie: Sharol hai fratelli?
L: lottie tu sei fidanzata, ricordalo!
Lottie: era solo una semplice domanda.
Io: comunque si, ho un fratellastro. Si chiama Riccardo.
Lottie: vedi quando uno è gentile, Lou.
M. Di Lou: la smettete voi due. Siete abbastanza grandi da non fare piú queste scenate. Soprattutto tu Lou.
L: io non sono grande.
Io: l'abbiamo notato Lou.
Mi avvicinai a lui e gli scompigliai i capelli.
M. Di Harry: allora, come ti trovi a vivere con loro.
Io: no ma io non vivo con loro, sono venuta qui per qualche giorno perché loro non hanno le scale per salire in camera. A casa mia sarebbe stato difficile arrivare in camera. Comunque sono fantastici.
H: lo sappiamo.
Io: fai poco lo spiritoso, che solo Liam mi aiuta a mettere a posto, voi create solo disordine.
Li: mamma si fiera di me.
Risero tutti. Erano come dei bambini, ma erano talmente dolci che non si poteva resistere.
A ora di pranzo mangiammo e ci sedemmo tutti a tavola. Sembrava una cena di Natale, con tutti i parenti. Era bellissimo stare tutti insieme. Io mi stavo per alzare per prendere l'acqua che era finita.
M. Di Harry: tu stai ferma là, va Harry. Come fai ad alzarti e prendere l'acqua?!
Io: ma non vi preoccupate. Harry se ti alzi da quella sedia ti faccio vedere Peter Pan con Lou. Vado io.
M. Di Nì: se ti alzi ci offendiamo, facciamo andare uno dei ragazzi.
N: va bene, ho capito vado io.
Io: dai Nì non ti alzare, ce la posso fare.
N: amore se cadi ti fai male e io non ti porto in ospedale.
Io: ti odio.
N: non è vero. *mi diede un bacio sulla guancia e andò a prendere l'acqua*
Quando finimmo di mangiare ci sedemmo sui divani del salone.
Io: arrivo subito, vado a prendere una cosa di là.
N: amore non ti alzare, vado io. Che ti serve.
Io: amore mio, tesoro, se fai ancora così, come se non mi potessi muovere, la stampella te la rompo in testa. Ok?
N: va bene. Ma se cadi io non ti aiuto.
Io: me la cavo da sola.
Mi alzai e presi le stampelle. Andai di là e presi il caricabatterie. Stava filando tutto liscio. Ma quando uscii dalla camera, per chiudere la porta, caddi. Stavo diventando proprio una polpetta, prima riuscivo a farmi tutta la casa, piú le scale, su una gamba. Chiamai Nì.
Io: NIALL! Mi aiuti ad alzarmi.
N: che c'è, sei caduta. E adesso resti lì.
Io: e dai non fare lo stronzo, aiutami.
N: non avevi detto me la cavo da sola?
Io: Niall alza il tuo bellissimo culo irlandese e vieni ad aiutare la tua ragazza.
Tutta questa conversazione l'abbiamo fatta a 50 metri di distanza, quindi abbiamo urlato e tutti ci avevano sentito.
Niall venne da me e mi prese per le braccia, mi raccolse le stampelle da terra e andammo di là.
H: piccola stai bene?
Io: si haz sto bene, se il tuo amichetto fosse venuto subito, sarei stata meglio.
N: tu avevi detto che ce la facevi da sola.
Io: tu non prendermi mai in parola. Adesso ti devo chiedere un favore.
N: dici.
Io: devi mettere a caricare il telefono.
N: va bene. Dammi qua.
Gli diedi il telefono e lo mise in carica.
N: ti è arrivato un messaggio da Damon.
Io: dopo lo guardo. Non provare ad aprirlo.
Niall non mi ascoltò proprio e lesse il messaggio, perfino ad alta voce.
E c'era scritto...
SPAZIO AUTRICE
Ragazze spero che questo capitolo vi piaccia. Vi ano.
Una ragazza ossessionata da Horan.
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My hero
FanfictionMi chiamo Sharol brooks. Vivo a New York con mia mamma, Samantha e il suo nuovo marito, Rufus, visto che mio padre se ne è andato quando io ero piccolina e adesso non lo vedo spesso. Rufus ha un figlio di nome Riccardo, io lo considero come un frate...
