8' Capitolo

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Erano circa le otto di sera quando Harry fece di nuovo capolino nella sua stanza di dormitorio. Non fu sorpreso, giustamente, di trovarci dentro Irbel e Miles; era avanzata nella sua mente che quest'ultimo, ammesso che una stanza ce l'avesse, la usava davvero poco.

"Salve mezze-seghe.." ironizzò chiudendosi la porta alle spalle, avanzando verso il suo letto con sopra lo stesso libro che nessuno si era azzardato a toccare.

Entrambi i ragazzi a dire il vero lo stavano guardando come se avesse avuto due teste. Questo non perché non si era fatto vedere per tutto il giorno, ma perché anche Arden era stata solo nei loro pensieri, e non era difficile fare due più due ed arrivare alla conclusione che quella domenica erano spariti da qualche parte insieme.

Harry si stava togliendo il maglione e lo stava buttando sul letto per poi togliersi le scarpe: l'umore decisamente migliorato dalla giornata senza pensieri e dalla macchina di nuovo in suo possesso. Arden poteva aver influenzato il suo stato d'animo, lo ammetteva solo a se stesso.
Si accorse di come entrambi i ragazzi lo stavano guardando e sentì dei fastidiosi aloni da snob volteggiare attorno ai due.

"Che diavolo avete da guardare in quel modo?" sbuffò irritato. Miles abbassò gli occhi immediatamente.

Lui era consapevole dell'effetto che aveva sulle persone, era stato così da sempre, da quando a scuola un ragazzo molto più grande di lui aveva cercato di prenderlo in giro ma non ci era riuscito perché il suo sguardo fisso lo aveva fatto scappare.
Harry, più passavano gli anni e più si convinceva che lo sguardo fisso e inflessibile lo facesse assomigliare ad un pazzo, ecco perché metteva il terrore a tutti.

"Sei stato via tutto il giorno." Irbel lo disse come se non volesse farla risultare una cosa di grande conto, ma dentro di se stava contando i minuti che Harry impiegava ad elaborare la sua domanda e sfornare una risposta.

"Si, sai com'è.. ci sono certe cose che le persone chiamano 'affari miei' e spesso questi vengono accompagnati da 'non ti deve interessare quello che faccio'.." rise perché trovava se stesso davvero simpatico in quel momento. Si spogliò completamente e si mise un paio di bermuda neri per poi sdraiarsi a letto con il libro della prima lezione dell'indomani aperto tra le mani.

"Sei simpatico Styles. Eri in giro con Arden?"

Harry evitò di rispondere ma dentro di se sentiva accumularsi quella rabbia che spesso tentava di tenere a bada come meglio poteva. Di solito evitava gli impicci con gli altri, era per questo che aveva l'aria così intimidatoria: perché quando era confinato dentro se stesso dava l'idea che chiunque gli rivolgesse la parola sarebbe entrato a far parte di un mondo estraneo, di un modo suo.. e lì, sul suo terreno da gioco, chiunque combattendolo avrebbe perso.

"Miles- sussurrò Irbel chiudendo un quadernino sul quale lui e McMiller stavano annotando qualcosa- ti dispiace se finiamo domani, ci incontriamo in biblioteca dopo la lezione di Lyeen?!" Miles non se lo fece ripetere due volte e si alzò alla svelta, si mise le scarpe da ginnastica logore e, con un veloce saluto a tutti, se ne andò senza proferire parola. Felice di non prendere parte a quel clima così poco rilassante.

La porta della stanza si chiuse di nuovo, e, dopo il tonfo, tra i due ragazzi presenti rimase nient'altro che il silenzio. Irbel si alzò in piedi, aprì la finestra poi si mise davanti al letto del suo compagno di stanza, che lo stava fissando con un cipiglio che di solito avrebbe fatto scappare anche i più temerari.

"Eri con Arden?" chiese ancora Irbel; non avrebbe lasciato cadere l'argomento, piuttosto il disonore.

"E anche se fosse perché dovrei venire a dare conto a uno come te? Hart?" chiese l'altro mettendo via il libro ed alzandosi in piedi a sua volta. Ecco, se McMiller non se la fosse data a gambe all'invito di Irbel, se la sarebbe data a gambe in quel preciso istante.

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