44' Capitolo

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Il tavolo da cucina era pieno zeppo dei fogli, dei quaderni e dei libri più disparati. Da una parte, poi, si trovava il portatile e poi vi erano penne sparse ovunque come naufraghi in mezzo ad un mare di parole.

"No, no.. Miles. Ho bisogno che tu me lo mandi entro oggi via fax o per mail, non posso fare quello che ti serve se non mi fai avere la pagina per oggi." Arden teneva il telefono di casa tra la spalla e l'orecchio mentre trafficava per controllare se aveva tutto il necessario per la revisione del giornale, motivo per il quale Miles l'aveva chiamata.

"Arden, non posso adesso. Ho da fare con la Stone, non posso dare buca alla direttrice perché ti serve la pagina principale." urlò il ragazzo dall'altra parte.

"Non ti sto dannatamente chiedendo di dare buca alla stramaledetta Stone, okay, ma se vuoi che il Crimson abbia la sua pubblicazione in tempo ho bisogno della prima pagina."

"Come credi che dovrei fare?" chiese il ragazzo sbuffando.

"Oh mio Dio, McMiller!" Arden lasciò andare la penna. "Sei tu il direttore, sei tu quello al campus, a Boston, trova un modo. Chiedilo a Cameron o ai tuoi dannati tirapiedi. Fallo fare a Cora se proprio non riesci a trovare nessuno."

"Non lascerò che Cora metta le mani sulla prima pagina del giornale."

"Mi sto spazientendo." sbuffò Arden mettendosi una mano nei capelli. "Sai che potrei farlo anche in altro giorno se fossimo in una situazione migliore. Ma tu hai la men che minima idea di quante tesine devo preparare per la fine del mese, Miles? Diciannove. Non due, non tre, non dieci: diciannove. Studiarle fino a saperle a memoria. Quindi comprendi la mia situazione incasinata e mandami la pagina entro stasera." sospirò abbassando la voce. In quel momento entrarono in cucina Mrs. Hollister e Mrs. Dumont, con i loro caffè in mano si appoggiarono al bancone a scambiare due chiacchiere a bassa voce.

"Ci proverò. Ci sei domani vero?" chiese Miles dall'altra parte del telefono.

Tirando un sospiro di sollievo Arden si rilassò un poco prima di cominciare a riordinare sul tavolo per permettere alle due donne di sedersi. Si scusò con loro con un sorriso quando furono sedute.

"Cosa c'è domani?" sbraitò il ragazzo dall'altra parte del telefono. "Cosa.. Dimmi che stai scherzando."

"Non sto scherzando. Dimmelo oppure attacco, ho già abbastanza grane per conto mio senza che ti ci debba mettere anche tu." e portò gli occhiali sulla testa ripassandosi gli occhi.

"Il Phoenix! Arden. La festa per eccellenza di tutta Harvard."

"Io non faccio parte del Phoenix." ricordò lei sbuffando non appena comprese che non era una cosa grave.

"Già, Arden, non fai parte del Phoenix." lo disse con un tono come a rimproverarla. "Ma io si, e io sono il direttore del Crimson e in quanto a vicedirettore tu devi esserci perché lo dico io."

"Non verrò a quella festa di gente in mocassini che si ubriaca con un bicchiere di punch cubano, Miles. Mi dispiace per te." ripeté categorica.

"Io dico che devi esserci e ci sarai, intesi. Ma voglio che parliamo d'altro."

"No, non di quello. Chiunque di voi mi abbia chiamato mi ha chiesto solo di quello che è successo prima che venissi qui e io non risponderò a nessuno di voi."

"Ad alcuni di noi non rispondi nemmeno al telefono."

"Miles, fatti gli affari tuoi. E se vuoi stare dalla parte di.. dalla sua parte, allora fallo, sei suo amico e non m'importa. Ma non venire qui a cercare di fare da catalizzatore tra noi due, perché non ne sai nulla."

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