81' Capitolo

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Qualcuno bussò piano alla porta di legno dello studio di Mr. Walsh. Lui sollevò gli occhi sull'orologio alla parete, segnava mezzanotte passata, e corrugò la fronte chiedendosi chi dei ragazzi poteva aver bisogno di lui ad un'ora così tarda. Nessuno di loro, poi, doveva essere ancora sveglio dopo tutto il vino che avevano bevuto. Appoggiò il libro che stava leggendo sul ripiano di mogano e si tolse gli occhiali da lettura.

"Avanti." disse con voce più certa di quanto avesse mai pensato. Lo studio era illuminato da un luce soffusa che proveniva da due diverse lampade poste alle spalle di Walsh, per rendere migliore la sua lettura e l'interminabile lavoro che svolgeva ogni notte chino sui libri di Harvard; perciò, quando la figura che aveva bussato entrò nella stanza mostrò un certo stordimento per via del cambio di luce tra corridoio e studio. Walsh si accorse con meraviglia che sulla soglia sostava Katarina Kowalski. "Come posso aiutarla, Miss. Kowalski?" le chiese sistemandosi meglio sulla sedia. La donna chiuse la porta alle sue spalle e poi lo guardò senza mostrare la minima emozione sul volto.

"Mi scusi se la disturbo a quest'ora. Ma tutti i pivelli nell'altra stanza sono crollati a dormire come bambini." rise stringendosi nelle spalle.

"I pivelli nell'altra stanza sono miei studenti."

"Non credevo che Gabe e Canyon studiassero ancora." continuò lei agguerrita prendendo a leggere i titoli dei vari libri. Il gatto arancione di Walsh le soffiò contro svegliato dalla sua voce.

"Perché è qui, Miss. Kowalski?"

"Perché i suoi studenti- enfatizzò la parola con una risatina- mi hanno pagata per la mia presenza, perché se no?"

"Intendevo nel mio studio. Non sono di grande compagnia la avviso, e io, dal canto mio, non ho richiesto la sua.." si strinse nelle spalle.

"Non è molto gentile.."

"Non lo sono mai con chi non conosco. E questo non è un bel periodo." sbuffò lasciandosi andare contro lo schienale imbottito della sua sedia.

"Pare non essere un buon periodo per nessuno sotto questo tetto. Eccetto me, ovvio, per me è sempre un buon periodo." sorrise mettendosi seduta su una delle due sedie di fronte alla scrivania di Walsh. Non sembrava avere cattive intenzioni, era solo annoiata.

"Se è venuta qui aspettandosi che io le spieghi il comportamento dei miei studenti, di Harry ed Arden intendo, allora si sbaglia.." rise l'uomo passandosi una mano sulla faccia.

"Nessuno di voi pare voler parlare di quei due. Cosa avranno mai di tanto speciale oltre al loro struggente amore?"

"Un amore struggente mi pare già qualcosa di parecchio prezioso da possedere, lei non crede?" e la guardò con rimprovero per quello che aveva detto.

"Sono qui perché mi incuriosisce il suo personaggio, buon uomo, insomma.. infondo lei condivide questa casa con i suoi migliori studenti, e non solo.. lascia fare loro qualsiasi cosa vogliano."

"Loro non fanno qualsiasi cosa vogliano in casa mia, Miss. Kowalski."

"La mia presenza qui dice il contrario." insisté lei.

"La sua presenza qui non fa che confermare il fatto che questo è un periodo nero per noi tutti. Nulla di più. Inoltre lei non conosce me come non conosce i miei studenti.. non vedo perché mai possa arrogarsi il diritto di giudicare chiunque in questa casa." e si rimise gli occhiali da lettura, prese di nuovo in mano il suo libro ma non cominciò a leggere.

"Io non le piaccio Walsh, questo è chiaro, ma mi sfugge il perché.." sorrise lei mentre si spostava i capelli biondi.

"Mi ricorda una persona." rispose lui semplicemente.

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