Un rumore di metallo che sferragliava la svegliò dal sonno.
Non si era mossa durante la notte. Ma Harry non era più alle sue spalle.
Sbatté gli occhi ripetutamente prima di aprirli del tutto. Un raggio di pallida luce grigio-argento filtrava da una delle finestre poiché lo straccio che la copriva era stato scostato da un freddo vento invernale. Dove la luce passava si poteva intravedere il pulviscolo galleggiare a mezz'aria. Arden si chiese se non fossero Anime anche quelle.
Quando si giro sulla schiena constatò per certo che Harry non era più lì accanto a lei e questo la fece sentire in un modo strano che non sapeva spiegarsi.
Si mise a sedere e subito, accorgendosi del freddo, si portò la pelliccia sulle spalle e la sistemò mentre si guardava attorno. Walsh era dietro il grande tavolo e stava affettando qualcosa col coltello. Canyon era seduto proprio accanto alla porta (il che, notò Arden, era un grande passo avanti) ma non poteva vedere Harry.
"Oh, buongiorno una seconda volta Dolce Daisy." Sorrise Canyon accorgendosi che si era alzata. "Abbiamo una buona e una cattiva notizia per te stamane, quale vuoi per prima?"
Il modo in cui lo disse ricordò alla ragazza il film Garfield. Sbuffò. "Spero la bella notizia non sia: 'guarda ho ritrovato la lingua e la voglia di infastidirti'." Sorrise guardandolo.
La ignorò: "La bella notizia è che Gatsby ha trovato del cibo, la brutta è che, sempre Gatsby, è di un umore che mi fa sperare che non torni molto presto dalla sua ritirata di caccia." E, tenendosi al muro di legno come farebbe un vecchio o un bambino dalle gambe instabili, avanzò fino al tavolo poi si mise a sedere su uno dei bauli.
"Buongiorno professore." Parlò Arden. "È vero?"
"Che Harry era di cattivo umore? Si, temo di sì." All'improvviso lei si sentì come un killer che aspetta l'inevitabile: che i suoi crimini vengano scoperti. Il suo crimine in questo caso era che Harry aveva la luna storta a causa di quello che era stata lei a causare.
"No, intendevo il fatto che ha trovato del cibo." E si avvicinò piano alla superficie di legno massiccio del tavolo. C'erano quelle che sembrano radici, alcune di quelle che sembravano enormi bacche: di un rosso intenso perfettamente sferiche, dalla superficie liscia, della grandezza di una mela. Poi c'erano quelle che sarebbero state noci giganti dal guscio nero come la pece.
"A quanto pare." Parlò Walsh mentre faceva del suo meglio per aprire le noci. Il loro contenuto era di un rosa pallido bellissimo. "Credo possiamo fidarci. Nel caso ti stia chiedendo se sono mortali, avvelenate o cose simili. Credo che le Anime lo abbiamo guidato un po' verso questi gioielli."
"E.. - esitò, si accorse dello sguardo di Canyon su di lei- dov'è adesso?" Chiese mentre si metteva seduta sull'altro baule, accanto a Canyon.
"Lá fuori da qualche parte, credo." Si strinse nelle spalle quest'ultimo. "Visto che sei tu, vedi di fargli tornare il buonumore."
Avrebbe tanto voluto dirgli che era proprio a causa sua che l'aveva perso, il buonumore. Ma rimase zitta e colpevole. Si passò le mani sul viso.
"Prego, prendete qualcosa e mangiate. Non so come si chiamino queste cose ma di sicuro hanno un buon sapore." Parlò Walsh mentre porgeva una metà del frutto rosso ad Arden ed un'altra metà a Canyon. L'interno era altrettanto rosso, senza semi. Aveva una consistenza che poteva essere leggermente più solida e compatta e meno acquosa di quella dell'anguria, ed era buonissima: un sapore dolce ed agrumato esplose nelle papille gustative mentre Arden chiudeva gli occhi ed assaporava quel dolce sapore. Non mangiava da giorni, almeno in quella dimensione: ed era un piacere enorme poter mettere di nuovo qualcosa sotto i denti.
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The Fear
Fiksi PenggemarLa Paura non è solo una cosa astratta. La Paura non è il mostro nell'armadio, ne il fantasma sotto al letto e tanto meno quella sensazione spiacevole dell'essere osservati da qualcuno. La Paura è qualcosa di vivo e concreto. Qualcosa che si svela a...
