"Andrà tutto bene." sussurrò Harry con il viso così vicino a quello di Arden che i loro nasi si toccavano.
"Smettila di mentirmi." fu la risposta di lei mentre sentiva gli occhi diventare lucidi e caldi e il peso di Harry su di se cominciare a sparire dato che lui si stava sollevando per permetterle di alzarsi a sua volta. Ma Arden non lo fece, rimase sdraiata a terra a fissare il vuoto sopra di se. Niente cielo stavolta, qualcosa che diceva che non sarebbe riuscita a vederlo.
Sopra di se poteva scorgere un soffitto alto alto, così elevato che a lei sembrava di essere infinitesimale sotto un secondo cielo di vetro smerigliato. Era qualcosa di bellissimo, da togliere il fiato. Non era piatto come ci aspetterebbe da un soffitto in vetro, era lavorato in modo da formare arcate grandissime e spettacolari, cupole di dimensioni così vaste e ben lavorate che Arden era più che sicura che nella Dimensione Terrestre nessun umano sarebbe mai stato capace di concepirle e, tanto meno, costruirle. Dal soffitto poi scendevano delle colonne dalla forma squadrata, piene di dettagli che le circondavano e le decoravano, sempre in vetro.. Non sapeva dire quanto fossero alte, sembravano infinite. Mettendosi a sedere, con le ginocchia che le tremavano per le vertigini che le erano venute guardando in su, si meravigliò di cosa la aspettava attorno a lei. C'erano statue, statue tremende e bellissime allo stesso tempo.. e le ricordarono, le confermarono senza più dubbio alcuno, che quella era la sua paura.
Le colonne erano di un vetro così opaco da sembrare quasi marmo, era stato lavorato in modo tale da dare forma a dei corpi, erano corpi di donna e di bambino, alternati, avevano tutti il volto coperto da un velo di vetro che pareva così reale da farti credere che se solo allungavi una mano per toglierlo allora avresti potuto vedere il volto delle statue, il loro vero volto. Le statue delle donne erano protese verso di loro, loro quattro, e reggevano nelle mani un cuore umano, e la cosa più spettacolare di tutte era che da quel cuore, così perfettamente inciso anche nei dettagli, colava qualcosa che doveva raffigurare il sangue, ma in realtà era trasparente come l'acqua.. come vetro fuso, ma freddo.. non faceva in tempo a toccare il pavimento che spariva nel nulla. Tutte le statue erano nude, ad eccezione nel velo che portavano sulla testa. Quelle che raffiguravano le donne erano altissime, come la statua di un Titano, arrivavano a metà delle colonne.
Ma le statue dei bambini, benché leggermente più piccole di quelle delle donne, erano molto più terrificanti: il velo che copriva la loro testa nascondeva il volto, certo, ma all'altezza della bocca prendeva una strana curva, cosa che lasciava intravedere un urlo silenzioso, la bocca spalancata ma senza poter lasciar uscire nulla.. Le loro mani erano paffute, così come i piedi e le gambe, ma erano serrate così saldamente che le fossette che si formano di solito nelle mani dei bambini erano del tutto sparite, le dita dei piedi contratte per il dolore che la statua doveva star provando..
Ma le statue non provano dolore... le statue sono solo.. statue; pensò Arden senza riuscire a crederci davvero.
Si mise a fatica in piedi e si guardò attorno in modo frenetico: le statue in tutto erano dodici, sei donne e sei bambini, disposte in modo tale da formare un cerchio attorno a loro quattro che adesso stavano in piedi a fissare quello spettacolo architettonico senza fiato. Tutto sommato però non erano proprio posti al centro del cerchio che formavano le statue: il pavimento era scavato in modo da formare una superficie più bassa nel cerchio formato dalle statue, e al centro di quel cerchio vi era un letto, un enorme letto a baldacchino che ricordò ad Arden ed Harry il posto dove si erano amati.
Ma guardandolo con attenzione aveva solo una cosa in comune con il letto che si trovava nella casa infestata del Luna Park: i bellissimi drappi bianchi che scendevano dal dall'altissimo soffitto fino a coprire e scoprire in un gioco di vedo non vedo il letto, con una struttura dello stesso vetro di cui erano fatte le colonne e delle lenzuola di seta bianca che erano disordinate ma non in modo spiacevole. Per il resto era solo molto più grande di un qualunque letto matrimoniale.
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The Fear
ФанфикшнLa Paura non è solo una cosa astratta. La Paura non è il mostro nell'armadio, ne il fantasma sotto al letto e tanto meno quella sensazione spiacevole dell'essere osservati da qualcuno. La Paura è qualcosa di vivo e concreto. Qualcosa che si svela a...
