Fu Canyon ad interrompere il lungo silenzio che avvolse tutto come un'enorme bolla d'aria. "Mai. Se noi ti lasciamo andare tu e i tuoi ci farete fuori uno dopo l'altro come se fossimo tessere del domino." Era controllato, tutto sommato, perché nella sua mente quella di dare la libertà a Smile era un'idea così ridicola che non la prendeva nemmeno seriamente.
"Non cambierò idea. O mi lasciate libero oppure tutte le altre cose che ho chiesto prima.. Altrimenti i miei ragazzi resteranno qui con me fino a quando non vi stuferete.. o fino a quando non mi stuferò io e chiederò loro di attaccarvi comunque." Rise sprezzante guardando negli occhi Walsh così profondamente che quest'ultimo sembrava paralizzato. Arden temette che avesse addirittura smesso di respirare.
"Chi ci dice che dopo averti liberato non ci attaccherai insieme a tutti gli altri? Alla fine è questa la ragione per cui sei qui, per ucciderci." Disse Arden. Ci fu un movimento accanto a lei: era Harry che sgattaiolava via per potersi mettere di fronte al pagliaccio e di conseguenza fargli togliere lo sguardo da Walsh. Il clown lo guardò male, il labbro superiore si arricciò facendogli scoprire tutti i denti piccoli e fitti, segretari come quelli di uno squalo.
"Nessuno." Rispose alla domanda di Arden. "Ma posso dirvi che io non sono qui per uccidere tutti voi; solo uno." E tutti loro erano sicuri che, se Harry non fosse stato d'ostacolo, i suoi occhietti neri sarebbero caduti di nuovo su Walsh.
"Non ti lasceremo andare." Concluse Harry guardandolo diritto negli occhi. "Non m'importa nulla se tutti i tuoi amici del cuore si aggregano a noi. Possono fare quello che credono giusto. Magari qualcuno di loro sa fare il clown meglio di come lo fai tu.. Per Dio!- esclamò poi facendo trattenere il respiro alla maggior parte del suo pubblico- qualcuno di loro potrebbe addirittura farmi ridere." Ed Arden vide gli angoli della sua bocca piegarsi in un ghigno malvagio mentre fissava la faccia contorta del clown.
"Ti farò soffrire, come non ho mai voluto far soffrire qualcun altro prima di te." Sussurrò il pagliaccio a denti stretti.
"E tu chi saresti?" Ridacchiò Harry, ma serrò forte i pugni lungo i fianchi, attorno alle pistole.
"Io sono la Paura, quella che ti mente, ti usa, ti manipola, ti terrorizza (anche quando non c'è), ti fa impazzire, ti duole.." Ridacchiò. "E quella che, se per un attimo solo abbassi la guardia..- sussurrò- ti si rivolta contro con la furia dei titani!" E detto questo diede una testa con il retro del capo a Canyon che istintivamente mollò la presa dal pagliaccio (certo non senza prima avergli inferto un colpo abbastanza preoccupante al collo).
Mr. Smile si allontanò ridacchiando benché dalla sua bocca e dal suo collo il sangue scorresse come se fosse un fiume in piena. Harry afferrò il polso di Arden e la trascinò indietro, verso il corridoio, accanto a Walsh. Canyon li seguì indietreggiando piano.
"Bene, adesso che sono libero e che voi non avete scampo.." Ridacchiò "Le regole per la mia libertà le detto io: la ragazza e el chucho - si riferì ad Harry- vivi, al mio cospetto. Così per Holly. Sentitevi liberi di divertirvi con l'altro biscottino prima di portarmelo." E batté le mani, segnale che tutti i suoi interpretarono come il suono di un corno di guerra. Cominciarono però ad avanzare lentamente, tanto loro quattro non avevano scapo, e sorridevano, ghignavano.. Si sentivano i padroni di quel posto: perché effettivamente lo erano.
Arden sentì la mano di Harry stringerla più forte mentre sentivano i loro passi indietreggiare piano piano, fino ad arrivare a toccare con le spalle la finestra al muro.
Smile rideva come il pazzo che era: i denti sguainati come se fossero spade, la faccia tagliata a metà da una smorfia che gli allargava troppo la bocca già larga.. Camminava quasi in modo gobbo, come se facesse fatica a restare dritto adesso che era zuppo di sangue. Eppure questo non sembrava infastidirlo ne indebolirlo. Arden poi si accorse della vena (quella grossa come un verme) che continuava a pulsare sotto la sua pelle. Canyon non aveva reciso quella, di conseguenza il clown era ancora più che pimpante: come se non avesse bisogno di sangue per vivere.
Infondo lui non è nemmeno umano pensò Arden guardandolo emergere dalla folla.
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The Fear
Fiksi PenggemarLa Paura non è solo una cosa astratta. La Paura non è il mostro nell'armadio, ne il fantasma sotto al letto e tanto meno quella sensazione spiacevole dell'essere osservati da qualcuno. La Paura è qualcosa di vivo e concreto. Qualcosa che si svela a...
