Arden si svegliò di soprassalto. Non si era nemmeno resa conto di essersi addormentata a dirla tutta, di conseguenza non appena spalancò gli occhi scatto a sedere. Era avvolta ancora nel cappotto che aveva pescato dal cumulo di vestiti, provava leggermente freddo e un certo torpore alle dita dei piedi e delle mani, e un mal di testa che pareva voglioso di spaccarle in due la faccia e che, in fondo, era anche l'unico motivo per cui si era svegliata.
Vide solo Walsh, in piedi accanto alla finestra, e subito l'assalì il pensiero di Canyon ed Harry che uscivano insieme per andare a recuperare del cibo perché tutti potessero finalmente mangiare. "Dove sono Harry e Canyon?" chiese senza molti preamboli. Scattò in piedi e per un momento che le parve infinito la sua vista si oscurò, perse l'equilibrio e ricadde all'indietro sul divano. Walsh le fu accanto in un baleno. "Stai bene? Stiamo tutti perdendo le forze.." sussurrò l'ultima parte della frase come se fosse un pensiero ad alta voce e non altro.
"Sto bene." disse senza esserne del tutto convinta. "Dove sono.. loro? Quanto ho dormito? Avrebbero dovuto essere qui già da un po', no?" si sentiva la testa esplodere per tutte le domande che aveva e che non ricevevano risposta.
"No, i ragazzi non sono ancora tornati. E la cosa che temo di più è che là fuori sta diluviando." Walsh sprofondò sul sofà coprendosi la faccia con le mani. "Spero solo che si siano fermati da qualche parte giusto per non prendere troppa acqua, altrimenti credo che andremmo incontro a grossi problemi." e sfregò gli occhi.
"Sono sicura che sia così." sussurrò Arden cercando di rassicurarlo. Walsh era quello debole in quella situazione e lei non poteva permettersi di vederlo preoccuparsi di qualcosa che non fosse come superare la sua Paura. Quindi gli suggerì di dormire, almeno di cercare una comoda posizione che, se non il sonno, gli avrebbe favorito un giusto e meritato riposo ad occhi aperti.
Aveva dormito per circa due ore, almeno così le aveva detto il professore. Quando quest'ultimo poi si coricò sul sofà che fino a pochi istanti prima era lei ad occupare, si sentì pervadere da un sensazione tremenda che sapeva di Paura (come ogni altra cosa provata in quel luogo) e di ansia. Non poteva fermarsi dal fare su e giù per la stanza. Le armi ai suoi fianchi tintinnavano, le suole delle sue scarpe stridevano contro il pavimento sporco quando si bloccava per invertire rotta. Si sentiva come un capitano che aspetta che la sua nave vada a picco senza poter fare nulla.
Per qualche strana ragione si osservò le mani, poi guardò fuori dalla finestra. La quantità di acqua che scendeva giù dal cielo stava solo andando aumentando, di conseguenza era quasi impossibile adesso notare le particolarità del paesaggio che poche ore prima aveva ammirato: la cima delle montagne russe, la ruota panoramica.. erano tutte cose che il grigiore dell'acqua le nascondeva.
E se Canyon ed Harry fossero stati catturati dagli altri pagliacci? Se così fosse stato allora sarebbero stati in guai seri visto e considerato che avrebbero avuto loro il coltello dalla parte del manico. Sopirò mentre lanciava uno sguardo a Walsh prima di uscire dalla stanza. Il corridoio, così deserto, le metteva addosso una certa inquietudine, ma non era quella la sua Paura, e, stranamente, pensando al fatto che tutto quel terrore non fosse per lei ma per Walsh, diminuì la quantità di Paura effettivamente provata per quel luogo.
Poteva vedere la porta della stanza da letto piena di tende nella quale era stata con Harry, da lontano, e solo ai ricordi che celava si sentiva arrossire le guance; più giù c'erano la stanza piena di vestiti e quella con le molte scale alle pareti. Arden non riusciva ancora a spiegarsi che cosa era stato quel posto prima che il degrado e i timori di Walsh lo riducessero in quello che adesso effettivamente era.
I suoi passi si fermarono, quasi ad essere comandati da qualcuno, davanti alla porta alla cui maniglia pendeva la collana di Harry e le cui sicure erano tutte chiuse. Aveva lei la chiave, in una delle tasche dei pantaloni, la tirò fuori e poi l'infilò nella serratura. Prima di girarla e di conseguenza aprire la porta, impugnò una delle sue pistole, forte, preparò se stessa a qualsiasi cosa avesse trovato dall'altra parte e poi aprì. Uno spicchio di luce proveniente dal corridoio raggiunse l'interno della piccola prigione. Arden ammise a se stessa di essere parecchio sollevata per il fatto che Mr. Smile fosse semplicemente seduto contro il muro dove Harry l'aveva perquisito parecchie ore prima e non molto vicino alla porta pronto a saltarle addosso e cogliere l'occasione di scappare. La sua mente sapeva metterle più terrore della maggior parte delle Paure vere, pensò.
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The Fear
FanficLa Paura non è solo una cosa astratta. La Paura non è il mostro nell'armadio, ne il fantasma sotto al letto e tanto meno quella sensazione spiacevole dell'essere osservati da qualcuno. La Paura è qualcosa di vivo e concreto. Qualcosa che si svela a...
