57' Capitolo

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Uno spicchio di luce arancione: ecco la prima cosa che vide riaprendo gli occhi per la seconda volta. Filtrava dalla finestra accanto alla porta, priva di tenda (se così si potevano chiamare gli stracci che avevano usato per impedire alle intemperie di filtrare all'interno della casa.

Era sdraiata su un fianco e la seconda cosa che notò fu un dolore secco alla gola: non all'interno di essa ma all'esterno. Come un bruciore non molto intenso ma continuo che potò farti venire voglia di strapparti i capelli e il cuoio capelluto con essi. Portò le dita alla fasciatura sgranando gli occhi: allora era successo davvero, non era solo un brutto sogno dal quale si era risvegliata all'improvviso nella sua stanza di dormitorio nel letto sotto quello di Felicia Warren. Provò a mandare giù un groppo di saliva solo per sentire la pelle tirare sul punto dove era stata morsa. Sentiva delle voci alle sue spalle. I tre uomini che erano con lei confabulavano ma non riusciva a distinguere ed afferrare quello che stavano dicendo.

Si mise quindi seduta a fatica sulla grossa pelliccia sotto di lei reggendosi ai gomiti, poi appoggiò le mani a terra ma emanò un roco gemito non appena la pelle dei polsi fu tirata. Dove la creatura orribile l'aveva tenuta prigioniera adesso c'erano dei leggeri tagli sufficienti a darle un dolore intenso. Serrò gli occhi prima di alzarli sulla finestra aperta. Aveva smesso di piovere, notò con un certo sollievo.

Quando guardò accanto a se, vide che Harry era lì, gli altri due in piedi su di lei. La guardavano tutti e le stavano parlando ma lei sentiva solo un lieve mormorio. Quando era un'adolescente spensierata giocava a fare un gioco sotto la doccia: infilava la testa sotto il getto poi si tappava le orecchie ed ascoltava il suono dell'acqua 'dall'interno'.. Era come essere immersi in una bolla d'acqua ed era piacevole a modo suo. Adesso si sentiva allo stesso modo, ma non era altrettanto piacevole. Quando i tre constatarono che non stava prestando loro ne attenzione ne orecchio la fecero appoggiare al muro in legno dietro di lei coprendola con altre pellicce, poi Canyon si affettò a prendere qualcosa dal grosso tavolo mentre Harry le stava accanto spostandole dei capelli e Walsh trafficava in uno dei bauli.

Una strana calma si era impossessata di lei, come se a scappare da quelle orrende creature avesse speso tutto il suo panico e terrore. La notte in cui era successo, in cui era stata attaccata, le tornava in mente a scatti mentre osservava il cielo rosso. La mancanza di sole le metteva angoscia, era così triste vedere che i tramonti poteva esistere anche senza di lui, così come la notte senza la luna e le stelle e il mondo senza loro quattro.. Poi abbassò gli occhi sul ragazzo che le stava accanto. Stava dicendo qualcosa che lei non riusciva ad udire, aveva il viso contratto in una strana smorfia di agitazione mentre le toccava una mano. Forse sta dicendo il mio nome pensò Arden mentre gli stringeva la mano in cambio. Allora provò a dire anche lei il suo in modo che lo facesse sentire più tranquillo, voluto e meno solo. Ma quando provò anche solo a lasciar uscire il nome dalla bocca le corde vocali parvero spezzarsi tanto le dolevano. Serrò gli occhi immediatamente stringendo di più la mano che Harry le offriva. I capelli le ricaddero davanti al volto.

"... niente" fu quello che comprese della frase che Harry le stava dicendo mentre la guardava preoccupato. "Capito? Arden.. Non dire niente." Le disse di nuovo. "La tua gola è in uno stato pietoso. Hai bisogno di riposarti." E le sollevò il viso verso il suo. Aveva una strana luce negli occhi, forse era il tramonto senza sole a renderli così: più verdi e luminosi. "Stai bene?" Le chiese mentre le teneva fermo il viso e le stringeva entrambe le mani in una sola delle sue. Le perlustrò il viso in cerca di qualcosa che non andasse. Mi sono già svegliata e tu c'eri pensò Arden senza poterlo dire a voce alta. Adesso sei di nuovo qui aggiunse la sua mente mentre guardava gli occhi verdi come se fossero stato l'unico porto sicuro in un mare in tempesta.

Annuì appena per rispondere alla domanda che Harry le aveva posto. No che non stava bene, ma è così che si risponde quando qualcuno te lo chiede: si sto bene, grazie per esserti preoccupato per me negli ultimi due giorni.

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