32' Capitolo

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"Beh, era ora che ti facessi vedere da queste parti, Arden Ibsen. Non so se ti ricordi ma è questa la stanza che ti è stata assegnata qui ad Harvard." salutò Cora una volta che Arden entrò in stanza nel tardo pomeriggio. Dopo aver svolto studi, compiti per il Crimson e tante altre cose noiose che mai avrebbe immaginato avrebbero impegnato così tanto la sua vita. Aveva i piedi a pezzi, non sopportava più tutto il peso della borsa che portava sulle spalle e voleva togliersi i jeans e sostituirli subito con qualcosa di più comodo, altrimenti sarebbe scoppiata in un pianto isterico.

"Scusami." disse solamente in tono sfinito mentre appoggiava la pensate borsa sulla scrivania e si lasciava andare sulla sedia. Solo allora Cora alzò gli occhi dalla sua rivista per poterla guardare, capendo che non era proprio il momento delle ramanzine.

"Accidenti.. sembri proprio intenzionata a rubare il posto a Coco Chanel e Frida Kahlo." ridacchiò mentre Arden si toglieva le scarpe.

"Che?" rise a sua volta.

"Cosmopolitan le mette tra le dodici donne più di successo al mondo, prime anche ad Hillary Clinton e Sheryl Sanderberg." annuì mentre guardava l'amica.

"Cora, la tua indole femminista sta prendendo il sopravvento. Dico sul serio. Ma, ti ringrazio per giudicarmi una persona che aspira così in alto."

"Che vuoi che ti dica? Sarei più che felice di dire in giro che ero la tua compagna di stanza ad Harvard se mai dovessi diventare famosa e ricca." si strinse nelle spalle facendola ridere. "Che mi dici di ieri sera? O devo semplicemente farmi gli affaracci miei?" ed accese una sigaretta guardandola.

"Dico che sei una vera amica, ecco cosa dico. E ti ringrazio per non essere andata in giro a dire a tutti del mio comportamento pazzo-"

"-rifallo altre due o tre volte e Ruthie cambia stanza." intervenne Cora.

Risero.

"Beh, si, Miles mi ha detto che non hai detto nulla. Quindi grazie. Credo che non ti sia difficile dedurre dove io sia andata."

"No, infatti. Ho dedotto benissimo. E ti rimprovero per una cosa simile. Ma, ehi, io sono una femminista, ti rimprovererò sempre se nei tuoi momenti più deboli cercherai un maschio." le sorrise senza nessuna malvagità. "Scherzo lo sai. A me andrà bene tutto quello che farà stare bene te." e sbuffò una nuvola di fumo. "Hai una spetto terribile, comunque."

"Ti ringrazio. Ma posso dire che le tue sopracciglia così sfatte ti fanno assomigliare un sacco a Frida, viso che l'hai citata tu stessa."

"Davvero?" Cora spalancò gli occhi mettendosi davanti allo specchio. "Oh Dio, finalmente. Sto cercando di ricrearla."

"Cioè, vuoi diventare come Frida?" Chiese Arden togliendosi i vestiti e prendendo degli asciugamani perché si potesse fare una doccia.

"Certo."

"Beh, pensaci bene. La vita di quella poverina non è stata proprio delle più facili."

"Tu potresti impersonala meglio? E' questo che cerchi di dire?" risero entrambe prima che Arden fosse fuori dalla porta.

Sapeva di doverle chiedere quello che Walsh aveva loro suggerito: ovvero di trovare delle persone che potessero tenere d'occhio Pogar durante il loro 'Gioco'.. ma non le sembrava mai il momento giusto, e forse perché mai lo era. Così non glie lo chiese quando fu di ritorno dal bagno, nemmeno quando si vestì e tanto meno quando si misero a chiacchierare tra una sigaretta e l'altra di Cora.

"Vieni a mangiare con Felicia e me?" chiese quest'ultima.

"Non credo proprio. Mi dispiace, sarà per un'altra volta." si strinse nelle spalle mentre vedeva la sua amica scattare in piedi ed infilarsi le scarpe.

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