La guardo e inizio a notare un comportamento diverso dal solito.
-Mamma.. possiamo parlare due secondi..- dico alzandomi da tavola, facendole gesto di avvicinarsi.
-Dimmi tutto tesoro..- dice rimanendo seduta, con la mano intrecciata a quella di Daniel.
-Ehm io intendevo..-
-Oh tolgo il disturbo. Sparecchio e intanto vi lascia parlare..eh.- dice Daniel sorridendo, prendendo i piatti uno a uno, e ammucchiandoli per poi portali a lavare, in un lavandino di qualche metro più in là.
-Cosa vuoi?-
-Ascolta. Scordati che chiamerò Daniel "papà", quindi evita di fare tutte ste scenate..-
-Oh Nat non ti voglio obbligare solo che lo sai che ci tengo..-
-Ma lo conosci da pochissimo tempo!-
-Non è vero. Lo conosco da un po' di tempo e lui è un brav'uomo.-
-È la stessa cosa che pensavi di papà e guardati ora..- le faccio notare, per poi far finta di niente dopo che Daniel ritorna da noi.
-Prendo solo i bicchieri..-
-No no.. tranquillo. Resta.. Me ne vado io..- dico per poi alzarmi e andare in camera mia.
-Ma che gli è preso.. ho fatto qualcosa di male?- sento mormorare.
-Non lo so.. è fatta così.. non è colpa tua.. tranquillo tesoro.- aggiunge mia mamma.
Sbuffo e entro in camera.
La presenza dello specchio alla mia destra mi blocca.
Mi avvicino e dopo essermi girata su un fianco, segno i contorni della piccola pancia con la mano.
-Ti prometto che la mamma sistemerà le cose. Okai?- sussurro.
-Io non prometterei cose che saprei di non riuscire a mantenere.-
-Holly. Sei la solita guastafeste..-
-Ascolta. Diciamoci la verità. Vuoi davvero che alla tua età sia tutto un continuo litigare, non parlarsi, fare pace e poi tutto da capo. Stai anche per avere un bambino.. andiamo Nat. Se vuoi, menti a te stessa ma non a lui.. o lei o qualsiasi cosa sia..-
-Io continuo a pensare che comunque le cose si aggiusteranno e saremo felici.-
-..e vissero per sempre rincoglioniti e deficienti..-
-Holly..- alzo lo sguardo per più buttarmi sul letto.
Mi siedo con le gambe incrociate e aspetto di parlare finché anche lei non è seduta davanti a me.
-Andiamo.. sei ridicola..-
-Non sono ridicola. Sono solo realista.-
-E come farai a parlargli?-
-Appena torno a Bellevue, gli parlo.-
-Scommetto che non ci guadagnerai nulla..-
-Okai. Scommettiamo.-
-Cosa?-
-Bhe non so. Cosa ci può guadagnare uno spirito?-
-Ascolta. Fantasma o no. Dove sono io ci sono dei negozi favolosi.. e a quanto pare, non sono neanche nuda.. quindi..-
-Scordati qualunque mio vestito..-dico.
-Vabbhe dai, pensiamo prima a risolvere con lui.. poi vediamo..-dico dandogli la mano, per poi sorridere e buttarmi all'indietro con la schiena.
-La vedo dura..- sussurro, girandomi da un lato.
-Se dici così sai già di perdere..- aggiunge lei.
-Ah vedremo..- Sorrido.
--
-Oh ma Andiamo. Ma seriamente?!- dico prendendo la mia borsa.
-Che c'è non ti piace l'idea?-
-Bhe, dato che fuori ci saranno dieci gradi, non ho voglia di bagnarmi e poi è pieno di alghe..-
-Oh Nat. Sei la solita. Perché ho avuto una figlia così..-
-Bhe tale padre, tale figlia..-
-Bhe si, hai ragione..- sorride per poi uscire di casa prima di me.
Daniel chiude la porta e ci porta in un sentiero fino ad arrivare a un piccolo laghetto. Attaccata a una spessa asse di legno, c'è una barca, non troppo piccola ma neanche enorme.
-Dai, sali.- Mi dice, picchiettando sulla barca, su cui sta salendo, con affianco i remi.
-Oddio.. tienimi.- dico facendo un lungo passo per poi allungare la mano, alla ricerca della sua.
-Avanti. Non aver paura. Ci divertiremo..-
Mi giro verso mia madre e la osservo disfare il nodo dall'asse.
-Aspetta ma tu non vieni?- chiedo sorpresa e terrorizzata.
-Ah no. Io non vengo. Soffro a stare li sopra.-
-Ah ecco perché mi hai praticamente costretto.. tanto tu non saresti venuta..- la fulmino con lo sguardo.
Daniel prende I remi e comincia a remare e sotto lo sguardo sorridente di mia mamma, ci allontaniamo piano piano, fino ad arrivare in un punto, dove i rami degli alberi sono talmente bassi, da poter arrampicarsi.
-Bhe, allora.. Natalie..-
-Mh?-
-Come ti sembra.. tutto questo..-
-Oh il paesaggio è magnifico..-
-No aspetta. Ho sbagliato. Io intendo..-
-Ah.. okai. Ehm..-
-Non ti piaccio vero? Bhe, non sarebbe una novità. Sono troppo noioso per voi ragazzi..-
-Ma no.. sei solo.. capitato nel momento sbagliato.-
-Bhe, potrei sapere il perché.. così iniziamo a conoscerci meglio no?-
-Oh si, bhe, ho litigato con il mio ragazzo e bhe.. lo sai in che condizione sono e..-
-Sì.. tua mamma mi ha raccontato tutto.. ma io vorrei sentire da te. La tua storia. Come la pensi e cosa vorresti fare in futuro.. lavoro eccetera..-
-Oh Ehm.. okai..- lo osservo mentre continua a parlare.
-Ecco lo sapevo. Troppe domande. Allora.. -
-No ma tranquillo.. io penso che comunque sia carina questa cosa.. il tuo interesse verso di me eh.. eccetera..- Finisco la frase, cercando di imitarlo.
Fa una piccola risata e mi fa spuntare un sorriso.
-Va bhe. Dimmi quello che vuoi.-
Inizio a raccontare alcuni miei sogni e progetti per poi finire a parlare di Austin.
-Bhe..ora.. tocca a te.-
-Bhe, non so se sai il mio cognome ma è Levins, Daniel Levins.-
Levins... già sentito..
-Aspetta!- dico bloccandolo.
-Sì? Dimmi.-
-Tu hai una figlia, che si chiama Loura?!-
-Oh si.. Loura, è la mia seconda figlia. Ne ho una più grande, che però.. bhe è una storia complicata. Sta con sua madre ed è da ben dieci anni che non la vedo..- continua a fingere un sorriso.
-Come conosci Loura?-
-Ad una festa.. quella del compleanno..ti ricordi?-
-Bhe, non sapevo fosse uscita, vedi il mi sono separato due volte.. la prima non ero sposato ma ho avuto una figlia e la seconda volta, per l'unica volta che ero sicuro sul futuro della nostra famiglia, mi sono separato subito dopo che Loura ha compiuto un anno.-
-E lei vive con sua mamma?-
-Solo per queste due settimane.. poi è da me per un mese intero..per sua fortuna..-
-Mia madre lo sa?-
-Bhe si.. certo.-
-Sono felice che tu abbia conosciuto Loura..è una brava ragazza..- sorride per poi tornare serio e da li, i lineamenti della bocca si fecero sempre più tristi.
-Perché quella faccia?- chiedo subito dopo.
-Ehm. Sarà meglio tornare indietro no? La mamma ci starà aspettando..-
-Oh si certo.. meglio tornare..- dico sedendomi diritta, con un pensiero fisso nella mente.
Era martedì.
Me lo ricordo come se fosse ieri.
Il sole era alto nel cielo, e c'era un afa pazzesca. La campanella era suonata da minimo cinque minuti. Loura, era seduta fuori dal cortile, oltre le sbarre della scuola, e piangeva.
-Che hai?-gli chiesi.
-Niente..-
-Su..Loura.. dimmelo..- insistetti.
-Non ho niente!Fatti i cazzi tuoi.- disse allontanandomi con le braccia, con un leggera e veloce spinta.
La manica si fece su e le sue braccia si scoprirono alla luce del sole, che rifletteva quei tagli orizzontali sull'avambraccio. Alcuni sembravano li da giorni, altri erano freschi.
Rimasi zitta e mi allontanai.
Non diedi importanza alla gente che ci stava fissando.
Volevo aiutarla ma sarebbe stato impossibile con il suo carattere.
E se avesse scoperto di mia mamma e suo padre? Magari non vuole avere a che fare con me. Oppure, aveva litigato con Jack..
Nat. Perché non hai fatto niente allora? Cazzo, è sabato. Tu avresti potuto aiutarla ma non lo hai fatto. Lei adesso, sarà a casa di sua madre, che molto probabilmente vivrà con sette gatti e tu invece, ti stai divertendo con suo padre e la tua nuova famiglia.
Sei rimasta in silenzio quando potevi benissimo gridare aiuto. Potevi dirlo a Jack.
Non so se ho fatto bene.
Jack magari lo sa.
Da quel giorno non la vidi più. Chiesi a Jack e lui mi rispose che era malata e che sarebbe tornata a scuola il lunedì prossimo.
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Mental Movies
Teen Fiction//COMPLETATA// Film Mentali. Chi non ne ha mai sentito parlare? È semplicemente la nostra immaginazione legata a desideri e sogni o cose di questo genere. I film mentali sono una cosa innocua. Spesso vengono chiamati con sinonimi. Ma se proprio ques...
