72"It Was All A Sham"

26 4 0
                                        

Natalie.. Aspetta.
Controllati e non cadere nel tranello. Sei stressata magari. Questa è la tua immaginazione.
Non ci pensare.

-Natalie.. non dici niente?- mi chiede guardandomi.

Rimango a fissarla per poi cercare le parole giuste.

-Tu..- mormoro
-Sì.Natalie. Sono venuta a trovarti. O almeno, ci sono riuscita.-
-Tu sei solo la mia immaginazione.. tu sei solo la mia immaginazione..-Continuo a ripetermi questa frase cercando di rilassarmi.

Lei non può essere venuta qui.

-Nat. Ma cosa stai dicendo figlia mia, tu..-
-Sto dicendo che tu non sei qui! Tu sei la mia immaginazione.- continuo a ripeterelo sperando di aprire gli occhi e non vederla.
-Nat. Sono io.-dice cercando di prendermi la mano.
-No. Non mi toccare.-Mi allontano facendo un passo indietro.
-Natalie..sono qui.. sono io.- dice facendosi scendere una piccola lacrima.

Rimango a fissare quella lacrima che le contorna una guancia fino a finire su quelle labbra secche.

-Mamma..- mormoro continuando a osservarla
-Sì. Nat. Sono venuta qui perché mi manchi e...-
-Aspetta.-

Tu sarai pure venuta qui ma.. vi siete trasferiti senza dirmi niente, non rispondere al telefono, ne tu ne tuo marito.. poi vabbhe lasciare una lettera a una vecchia per poi darla me è stato il colmo..

-Cosa c'è?-
-Perché non mi avete mai detto niente. Perché tu e papà non mi rispondete mai al telefono. Ogni volta la stessa maledetta frase; cioè che il numero è inesistente.. perché? Non posso neanche chiamare un mio famigliare, dato che la mia famiglia è composta da voi, i genitori di papà e sua sorella, che sono chi sa dove a mandarci in rovina spendendo tutti i soldi che ti hanno lasciato i tuoi e che tu hai dato a lui! Adesso spiegami..hai voluto fare la grande eroina della famiglia quando mi hai sbattuta fuori di casa?! Ah e per la cronaca, questa adesso è casa mia..e comunque a me sembra che ne avessi già parlato più o meno..- dico senza sosta finché alla vista del viso cupo di mia madre, le parole non mi escono più, fino a farmi rimanere a bocca aperta.
-Nat. Ascolta non è solo colpa mia. Non avrei fatto tutta questa strada per venire fino qua. Tuo padre mi ha obbligato. Tu non puoi capire quanto ho pianto quando tuo padre per telefono mi ha dato ordine di buttarti fuori di casa! Quando ho visto il test, poi il tatuaggio..- dice guardandomi il polso. - Tu sei mia figlia e..-
-E perché con Ginger non hai fatto così? Perché non le hai fatto vivere la sua vita..-
-Perché con lei era un altro discorso. Frequentava un drogato e infatti non so se hai notato ma non ci sta più assieme. Ha imparato la lezione ma io non le ho mai vietato di tornare a casa mia e..-
-A me si.. però..- dico bloccandola.
-Nat, io e tuo padre eravamo sotto shock, non so perché certe cose mi sono uscite dalla bocca e poi per la storia dei telefoni... è stata idea di tuo padre.-

Viva la sincerità e il vittimismo..

-No ma fammi capire. Tu non c'entri niente? Da come ne parli sembra che lui sia il carnefice. Peccato che a me pare che tutte e due mi abbiate buttato fuori..- ribadisco.
-Natalie.. ti prego. Sono venuta qui per te. Mi ha vietato di venire qui.. perché lui non ha ancora cambiato idea sulla questione..-
-Neanche io. Io lo voglio fuori dalla mia vita. Non c'è mai stato e non ci sarà più.- Abbasso lo sguardo per poi guardare dietro le sue spalle.
-Aspetta. Non dire così...-
-Aspetta tu. Sei venuta qui solo per dire che è stata colpa di mio padre?-
-Perché..volevevo dirti che mi manchi e volevo sistemare le cose...non sono brava con le parole ma rimango sempre tua madre..poi sai che io non ho un lavoro e che tuo padre e io bhe.. -
-State per divorziare. Okai. Va bene.. vai avanti.-
-Ecco.. ho venduto la casa a quella vecchietta e i soldi che ho preso li ho divisi con tuo padre e poi gli ho usati per pagare l'affitto in un monolocale, le spese, l'avvocato, i biglietti per l'italia te li ho doviti ricomprare perche lui li ha usati per portarci tua zia..e adesso è andato a vivere in una villa di tuo nonno.. ma tanto è sempre in viaggio..è da un mese che gli chiedo i soldi e lui ogni volta risponde di si..-
-Mamma..potevi anche non comprarli.. comunque ho sempre saputo che loro non ci hanno mai voluto bene.. quindi la cosa non mi stupisce..-
-Non dire così..comunque io sto combattendo per avere la tua custodia..-

-Tranquilla. Considerati vittoriosa in questa cosa..-

Avrei voluto rispondergli in questo modo ma rimasi zitta.

-Natalie. Amore.. io ho bisogno del tuo aiuto.-
-tu sei venuta fino a qua, dopo avermi sbattuta fuori di casa, avermi dato della poco di buono, aver cambiato numero così che io non possa avere contatti con voi e tante altre cose che non sto ad elencare.. a chiedere l'elemosina..-
-Nat..ascolta.-
-No. Non ti voglio più ascoltare..-

Mi guarda, fa un piccolo cenno e si gira.
Passano pochi secondi ma presto si fa un silenzio si tomba.

-Allora. Vuoi entrare o vuoi un aiuto anche per questo..-
-Cosa..- si gira e mi guarda.
-Mamma... potresti entrare dato che sta per mettersi a piovere..- dico guardando in alto, girando gli occhi.

Mi sorride e mi abbraccia.
Un braccio lungo.
La stringo a me fino a sentire il suo battito accelerato, per colpa, o almeno credo, per l'emozione.
D'un tratto si sentono, provenienti dall'alto, delle goccioline che si attaccano alla mia pelle, fino a moltiplicarsi.

-Adesso, seriamente, entriamo.- dico facendomi sfuggire un sorriso.
-Gia..non voglio ammalarmi di nuovo..-Rimane con il braccio attorno alla mia vita ed entriamo.

Passano le ore e io e mia mamma rimaniamo sedute sul divano a parlare.

-Te lo giuro..- si ferma per mandare giù la saliva per colpa del troppo ridere, -È stata la scena più divertente di sempre..-
Ci guardiamo e continuamo a ridere come pazze.
Poi, cala il silenzio più totale

-Mi sbagliavo...- dice d'un tratto.
-mh?- chiedo mandando giù un sorso di tè.
-Mi sbagliavo, sul tuo conto e su quello di Austin. Credevo che non sareste durati per tanto. Che i suoi genitori non ti accettassero. Credevo che dopo quel giorno saresti tornata strisciando e invece sono io che venivo a chiederti perdono.. mi dispiace per quando papà ha detto che Austin non faceva parte della famiglia..-
-Non ti scusare tu per lui..- dico fredda.
-Lo so..-
-Quindi... a Natale.. era tutta un messa insciena.- dico guardando il vuoto.
-Cosa intendi?-
-Papà.. era buono e gentile, i biglietti, e poi il litigio. Tutto d'un tratto è cambiato. Ci hai invitato a cenare li? Perché? Io sono venuta solo perché io e Austin ci amavano certo, ma eravamo ancora all'inizio.. e niente..-
-alla cena papà non c'era..-
-Per questo ci hai invitato?-
-Bhe.. io volevo rivederti.. lo so, sembra strano ma mi mancavi e poi era la vigilia di Natale..-
-Papà! Non c'era. E quando è tornato ci ha dato i biglietti ed era tranquillo.. poi dopo esser andati al cimitero è scoppiato e li ho capito che è un emerito idiota..-
-Nat..-
-No. Ho ragione e tu lo sai.-
-Bhe all'inizio non sapeva che tu ci fossi.. ed era un po' contrario.. ha cercato di essere tranquillo.. con quel discorso..-
-Voleva allontanarmi sa lui..-
-Non..s..-
-Sì. Voleva allontanarmi da lui così che io tornassi strisciando a casa. Questo vuol dire che quando ha abbracciato Ginger..-
-Lei è tutta un altra storia. Se ne è andata maggiorenne e ha lasciato pure un biglietto. Lui ha detto che era la sua vita e non ha fatto niente.-
-Non ti senti più con lei?- chiedo d'un tratto.
-Ehm.. Credo che sia meglio così. A Natale mi ha abbracciato e ha abbracciato anche papà ma non era lei. Era diversa. Non solo esteticamente ma anche caratterialmente. Lo sentivo.- dice sorseggiando dal mio bicchiere il tè.
-Cosa hai pensato quando l'hai rivista?-

Un rumore proveniente dalle scale mi distrae.

-Natalie mi prestaresti il tuo telefono..- la voce di Gabriel rimbomba nella sala attirando la mia attenzione.
-Oh scusa..- dice fissando incredulo mia madre.
-Ma tu da dove salti fuori?- chiedo sorridendo.
-Da camera mia..-
-Ciao Gabriel..-
-Salve.. signora Handerson..- dice guardandomi storto.
-Chiamami Caren..- dice ridendo.
-Natalie.. posso parlarti un secondo..- dice fissando me è mia madre con due occhiatacce.
-Eh.. okai..- sospiro

Mi trascina vicino alla scala, nel piccolo corridoio d'entrata.

-Ma..lei? Tu?-
-È una storia lunga.-
-Sintesi?-
-Mio padre è un coglione, mia madre mi vuole bene.-
-Ah. Okai ho capito. Ma tu andrai a vivere con lei adesso?- dice rattristandosi cercando di non farsi vedere.
-Ehm..lei non ha la casa..-
-Quindi verrà a stare da noi?-
-Ehm..credo.-

Sbircio e la osservo mentre osserva la casa.

Mental Movies La tua prossima ossessione. Scoprilo ora