Capitolo Sessantuno

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Ciò che è morto non muoia mai》

Caro Steve, 

Ho trovato mio fratello, si chiama Peter ma io lo chiamo Pete, è come ce lo eravamo immaginato : E' ironico senza essere cattivo, è dolce, mi fa ridere, è intelligente, forte, sa ballare davvero bene anche se ascolta il tipo di musica che ascolti tu, quella vecchia. 
Ho pianto quando ho realizzato che i miei sogni erano veri, non erano frutto di ciò che desideravo ma erano realtà, il capitano di cui ti ho parlato si chiamava Yondu ed è morto, eppure di lui non riesco ancora a ricordare tutto. La verità è che ho pianto non solo perché non ero pazza ma perché l'unica cosa che volevo in quel momento eri tu. 
Con le tue frasi fatte, con un sorriso che nasconde mille emozioni, i capelli scompigliati sotto il casco, le tue mani strette alle mie, desideravo che fossi con me, non avevo ancora capito che per otto anni sei stato il mio mondo e ora per altri otto sarai solo qualcos'altro.
Qualcosa che non merito.
Insomma, come si fa a passare da amore a nemmeno parlarsi? Questo non l'ho mai compreso di voi umani.
L'ultimo volta che ti ho visto ho fatto del mio meglio per controllare le mie emozioni ma non ci sono riuscita, sei tu e quando si tratta di te non riesco a controllarmi. Hai detto che non sei un eroe, che non sai cosa è giusto, che dovrei stare con Thor, che mi stavi lasciando andare. Il problema è che io non mollavo la presa, che per quanto mi facesse male ne valeva la pena.
Ma c'è una cosa che non sono riuscita a dire a nessuno, ma lo sto per fare, lo sto per dire a te anche se non leggerai mai questa lettera.
Quando ho aperto quel maledetto portale sapevo dove stavo andando, ho pensato a Loki, lui era morto, così sapevo visto che ero è vivo. Se avessi cercato di andare dove era lui sarei stata intrappolata nell'oblio per sempre.
L'unico modo per tenermi lontana da te era tornare ad essere imprigionata in una gabbia diversa, non posso morire e lo sai, ma almeno tu avresti potuto vivere la tua vita con un altra, forse con Sharon.
Amarti mi ha complicato la vita, mentirti mi ha devastata, combatterti mi ha uccisa. Ma ora che sono con Thor devo cercare di ricordarmi cosa è meglio per te, quel meglio non sono io. 
Ti ho mai parlato di Heimdall? Era il guardiano di Asgard, può vedere una persona a migliaia di km di distanza, gli ho chiesto di te, ha detto che stai bene, che guardi il tuo tatuaggio prima di dormire, che ti senti vuoto ma che pensi con speranza.
Pensi che ce la farai.
Ce la farai, io lo so. Non perché sei Captain America ma perché sei il mio Steve Rogers, perché hai speranza nel momento sbagliato, perché ti imbarazzi, perché dici sempre la cosa giusta.
Nonostante la nostra promessa, fino alla fine, su quello mi hai deluso così tanto, credo ancora in te.
Ora è meglio che io la smetta di aspettare un miracolo, ti sto salvando da un destino che è peggio della morte, ho dovuto farti del male ma almeno avrai una famiglia.
Ed io avrò la mia.
Con amore.
Hope 

Hope sollevò la testa dal foglio, lo piegò e poi con dei gesti lo fece bruciare ma non stava per davvero diventando cenere, lo stava mandando sulla terra, nella vecchia stanza di Steve alla base Avengers, dove lui non sarebbe più entrato.
Poi si alzò e uscì dalla stanza di Bruce, fuori c'era una festa, sorrise e con uno schiocco delle dita creò un abito adatto, azzurro e tappezzato di diamanti.

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𝐔𝐍𝐈𝐕𝐄𝐑𝐒𝐄 - 𝐓𝐡𝐞 𝐀𝐯𝐞𝐧𝐠𝐞𝐫𝐬Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora