CAPITOLO 43

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IL PESO DEL MONDO
≈ ♆ Percy ♆ ≈

È strana la percezione che si prova, si sente, per i propri genitori.
Da bambini, crediamo che siano indistruttibili, da adulti, speriamo di esserlo noi.
Mia madre mi aveva cresciuto da solo, con tutto il suo amore e il coraggio, aveva sacrificato tutto per me, non per aver amato un dio, ma per suo figlio.
Non conoscevo davvero Poseidone, mi aveva definito un errore e onestamente credevo che non fosse forte la metà di Sally Jackson.
Ma in quel momento, sulla cima più alta del Monte delle Disperazione, seppi che se c'era qualcuno che era forte come mia madre: Sam.
La prima volta che l'avevo vista mi era davvero sembrata indistruttibile e anche dopo tutto quello che avevamo passato insieme, non avevo cambiato idea.
Neanche dopo la baia delle sirene, lei aveva continuato a lottare, ad indossare quella maschera d'indifferenza che la proteggeva dall'universo.
Ma, adesso, quella si stava sgretolando.
Il signor Preston era davanti a noi, incatenato come un animale, accerchiato, con indosso ancora la sua divisa blu della Marina Americana, piena di onorificenze.
Lui era un'eroe, forse l'unico di Samira, ed era ridotto come uno schiavo.
Aveva dei lividi sul viso, i capelli grigi scompigliati e gli occhi azzurri carichi di confusione, preoccupazione.
Lui vedeva attraverso la Foschia, vedeva tutti noi, e questo lo stava scioccando.

<<Sammy!>>la chiamò di nuovo, cercando di lanciarsi in avanti.

<<Lasciatelo andare!>>

Samira era pallidissima, gli occhi spalancati in modo vitreo, stava sudando freddo e le mani le tremavano al punto che dovette stringerle in un pugno, dato che si era disarmata.
Era in un altro mondo.
Si era dimenticata di me, dei suoi alleati.
Credeva di essere sola, lo sentivo.

<<Non credo tu sia nella posizione di dare ordini, ragazza.>>

<<Ti farò soffrire per questo>>ringhiò.

E le credetti.
Avevo già visto quello sguardo, aveva quasi ammazzato Polifemo quando aveva ferito Annabeth. Ma suo padre? Non si sarebbe fermata facilmente.

<<E poi? Farai dimenticare a tuo padre tutto questo? Di nuovo?>>

Dimenticare?
Samira deglutì, ma non aprì bocca, non sembrava arrabbiata adesso ma solo sorpresa, come se lui sapesse qualcosa che...be', che di certo io non sapevo.
Però Samira alzò gli occhi, verso una sola persona: Luke.
Ancora una volta, sentì un sapore amaro in bocca, nel riconoscere lo sguardo tradito che ella aveva per lui.
Lo vedevo chiaramente. Luke non era d'accordo, era teso per l'idea del Generale ma allo stesso tempo, lui ci era dentro.

<<Sammy, che diavolo sta succedendo?!>>

Maledizione, capì.
L'estate prima mi aveva raccontato che Preston non sapeva niente, neanche di aver conosciuto una dea, non sapeva del nostro mondo, o cosa lei fosse.

<<Sì, che sta succedendo?>> continuò Atlante, compiaciuto.

<<Come hai potuto farmi questo?>> domandò.

Luke sbatté gli occhi, spaesato. <<Può aiutarlo, può ridargli i suoi ricordi se tu...>>

<<No!>> lo zittì.

<<Quali ricordi?>> domandò Preston. <<Sammy, che sta succedendo? Dove siamo? Chi sono queste persone? Che cosa sono questi... esseri?>>

Lanciai un'occhiata ad Annabeth, ma lei sembrava confusa proprio quanto me.
Sam boccheggiò, senza parole e Atlante parve in vena di rispondere:

<<Oh, questo è il punto in cui il cielo e la terra si incontrarono per la prima volta, il luogo in cui Urano e Gea diedero alla luce i loro possenti figli, i Titani. Il cielo brama ancora di abbracciare la terra. Qualcuno deve tenerlo a bada, altrimenti si schianterebbe qui, radendo al suolo la montagna all'istante e ogni altra cosa nel raggio di centinaia di leghe. Una volta che ci si è fatti carico di questo peso, non c'è scampo. Quando Luke mi ha raccontato la storia di tua figlia, Ammiraglio, ho capito che era la più grande minaccia per me, perché il suo potere qui si sente a suo agio. La Foschia, il cielo e la terra, sono un deterrente. Tu sei ciò che la terrà a bada per me>>

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora