CAPITOLO 51

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IL FATO CE L'HA
DECISAMENTE CON ME
➶☽ Samira ☾➴

Alzarsi all'alba non era un problema per me, ci ero abituata da mesi ma la differenza fu che non dormì quasi niente.
Avevo avuto una discussione con Annabeth e da allora mi ero torturata nel dubbio, nell'ansia e avevo letteralmente minacciato di morte le arpie, se non mi avessero lasciata sfogare.
Avevo corso, mi ero allenata con l'arco, avevo fatto un bagno rilassante e mi ero distratta leggendo, avevo tentato di tutto.
Finché all'alba, pronta per l'impresa, non mi ero sentita per niente pronta.
Avevo paura, non importa quanto mi fossi preparata ad essere più coraggiosa e forte, tutte le parole che mi ero detta erano cenere al vento.
Pochi erano svegli, ma sapevo che mi stavano aspettando al Pugno di Zeus.

<<Sei sicura, Ragazza Rossa?>> mi domandò Cassian. <<Conoscere il futuro, lo scorso inverno, non ti ha aiutata. Hai solo patito di più>>

<<Ora sono diversa>>

<<Una parte di te resta ancora umana. Non ti piacerà ciò che sentirai>>

Mi voltai verso il tronco del focolare <<Ma restai con me, non è vero?>>

<<Sei isterica, drammatica e permalosa>>

<<Io non sono drammatica!>>

<<No...per niente>> gracchiò sarcastico. <<Ma alla fine sono sceso con te agli Inferi, Ragazza Rosa, sono pronto a scendere in questo Labirinto e se me lo chiederai, ti seguirò anche nel Tartaro>>

Alzai gli occhi per la commozione, so che aveva ragione.
Luke era stato il mio migliore amico ma Cassian era parte di me, era un pezzo della mia anima, del mio sangue, del mio potere. Lui mi aveva cresciuta, mi aveva tenuta insieme, protetta e supportata. Sempre e comunque.
Lui era il più grande amico.

<<E ora chi è drammatico?>> ridacchiai, ma la mia voce si spezzò appena.

<<Entrambi, pare>>

Mi voltai e lì, seduta al focolare, c'era la mia divina madrina o come voleva farsi chiamare.
Estia, con la sua lunga veste umile.

<<Sai perché sono qui?>>

<<La figlia di Atena ti ha accennato che ci sono dei versi che ti riguardano>>

<<L'Oracolo le ha detto...di me?>> chiesi, stringendo le mani alle bretelle dello zaino.

<<Non può confessare profezie che non riguardano i suoi prescelti. Ha solo udito il penultimo verso, il quale sarà importante per la sua impresa>>

Annuì, rilassandomi. <<Dimmela>>

<<Devi essere certa di questo. Per molto tempo sei stata consapevole che la conoscenza non porta sempre saggezza, a volte è meglio non sapere, come hai appreso nell'ultima impresa>>

<<Sì, sì, lo sa. Ci muoviamo?>> sbottò Cassian.

<<Ma questa volta devo entrare nel Labirinto, starò a contatto con la mia più grande debolezza e...>>

<<Non farlo. Non pensare che la paura sia una debolezza, non lo è.>> mi interruppe. <<Una debolezza può essere una forza. È presto per svelare la tua.>>

<<Molto poetico, sul serio. Ma non è ciò che ho chiesto. So che ci saranno delle conseguenze e so che non si può vincere sul Fato. Però il Fato ha un debito con me, mi ha provocato più dolore che gloria, merito una risposta>>

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora