CAPITOLO 62

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IL SUONO DI UN CUORE SPEZZATO
≈ ♆ Percy ♆ ≈

Ho sempre odiato il silenzio.
Sin da bambino mi sembrava una tortura, mia madre diceva che ero un chiacchierone ma la verità era che mi imbarazzava non sapere cosa dire.
E da quando avevo scoperto di essere un semidio c'era sempre stato caos, le onde si infrangevano in continuazione sugli scogli.
Ma da quando questa impresa era iniziata, Samira era diventata sempre più silenziosa con me. Non lo sopportavo, stavo impazzendo.
Era a pochi passi da me, ma la sentivo distante chilometri e per un attimo, tenerla fra le braccia volando insieme, era stato come tornare a respirare.
Mi sentivo in colpa, perché in fondo sapevo che era ferita. Avevo visto i suoi occhi quando Kelli le aveva detto che era stata tradita da tutti noi, persino da suo padre, non era solo furia e dolore, era vera disperazione. L'avevo già vista nella bambina che teneva il cielo sulle spalle.
Non sarebbe dovuta tornare dentro quel Labirinto, avevo notato come aveva esitato.
Ma ormai era troppo tardi.
I tunnel di terra avevano ceduto il posto a quelli di pietra, giravano loro stessi e in poco iniziai di nuovo a perdere la cognizione del tempo ma Rachel sembrava piuttosto sicura.
Quando Annabeth parlò di architettura Rachel la assecondò e Sam alzò un sopracciglio, ma non le fermò.
Nico sembrava improvvisamente il suo migliore amico, non volevo provare gelosia ma il modo in cui si davano spallate e in cui la guardava mi innervosiva. Mi sentivo solo.

<<Dedalo dovrà morire>> le sussurrò.

<<Era il tuo scopo fin dall'inizio, non è vero?>> li interruppi. <<Volevi barattare l'anima di Dedalo con quella di tua sorella>>

Affiancai direttamente Samira, non ebbe alcuna reazione se non stringere lo zaino.
Nico annuì. <<Non è facile, sai? Avere solo i morti come compagnia. Sapere che non sarò mai accettato dai vivi, solo i morti mi rispettano e lo fanno perché mi temono>>

<<Benvenuto nel club, Peste>>

Il sarcasmo di Samira mi allarmò, era così si sentiva? No, mi rifiutavo di crederci. <<Ma tu potresti essere accettato, puoi avere degli amici al campo>>

<<Tu lo credi davvero?>>

<<Io..>> non lo sapevo.

<<Non farlo, Nico. Non sommergerti di speranza e aspettative. Al Campo Mezzosangue avrai sempre una casa e se...se vorrai sarai libero di entrare nella Cabina 0, e poi perché volere altri amici quando hai me?>>

Lui rise.
Non so per cosa fossi più sconvolto. Lui che rideva spensierato o sentirle dire di poter condividere la cabina. La stessa cabina dove non eravamo mai potuti entrare.
Non sapevo cosa dire, di nuovo e la voglia di dare un pugno al muro era così grande che mi feci distrarre e quando Rachel si fermò per poco non le caddi addosso.

<<Non possiamo andare da quella parte>>

<<Cosa? Perché?>> domandai.

Sam indietreggiò di fronte al tunnel oscuro. <<Eucalipto. Lì dentro c'è pura malvagità ed è potente>>

<<Sì, lo sento anch'io. C'è odore di morte>> annuì Nico.

<<È l'ingresso di Luke. Quello che dà sul Monte Otri, il palazzo dei Titani.>> mormorò la bionda.

L'idea migliore sarebbe stata quella di continuare, sperare di trovare Tyson e Grover e tornare al campo. Ma potevamo anche scoprire qualcosa là dentro, forse farci un'idea delle forze di Crono.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora