CAPITOLO 75

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HO GIÀ DETTO CHE ODIO LE IMPRESE?
➶☽ Samira ☾➴

Sbucammo a Central Park, a nord del lago. La signora O'Leary sembrava stanca e si allontanò zoppicando verso un cumulo di massi.
Si mise ad annusare tutto e sospettai che volesse marcare il territorio, ma Nico disse <<È tutto a posto. Sente solo l'odore di casa.>>

<<Dov'è questo secondo ingresso?>> chiese Percy.

Non volendo rispondergli direttamente fu sempre Nico a continuare, io mi guardai intorno.
Mi piaceva la foresta del campo, era sicura ma in generale i parchi mi infastidivano.

<<Gli Inferi hanno due ingressi principali, come ha detto Sam. Quello di Los Angeles lo conosci.>>

<< Il traghetto di Caronte.>>

<<La maggior parte delle anime passa di là, ma c'è un ingresso più piccolo, più difficile da trovare. La porta di Orfeo.>>

<<Il tizio con l'arpa>>

Sospirai <<Il tizio con la lira>>

<<Esatto. Si servì della sua musica per incantare la terra e aprire un nuovo ingresso per gli Inferi. Arrivò cantando fino al palazzo di Ade e riuscì quasi a svignarsela con l'anima della moglie.>>

<<Euridice>> puntualizzai di nuovo. <<Orfeo non avrebbe dovuto voltarsi mentre la riportava nel mondo, ma non fu abbastanza forte. Volontà e amore sono due cose diverse>>

Percy fece un passo verso di me, era imbarazzato <<E così questa è la porta di Orfeo. Come si apre?>>

<<Ci serve della musica. Sam...>>

<<Eh?!>> sbottai. <<La pianti di usarmi, ragazzino?>>

<<Sei la musa di Apollo, no?>>

<<Aspettate un attimo, in che senso? Non era un marchio da sacerdotessa quello?>> domandò Percy, indicandomi il polso nudo.

Alzai gli occhi al cielo <<Sono entrambe le cose. Non sono la musa di Apollo solo perché sono spaventosamente bella.>>

<<Spaventosamente bella>> sussurrò Percy.<<Non avrei saputo dirlo meglio>>

Sgranai gli occhi, aveva appena detto...

<<Modesta>> commentò Nico sarcastico.

<<La modestia è per i mortali. Una musa ispira con il suo volto e anche cantando>>

<<Bene. Canta>>

Alzai un sopracciglio <<Non esiste. Non canto mai e per una buona ragione, vuoi che faccia venire qui Apollo? O che lo distragga mentre lotta con Tifone?>>

<<Nel senso che la tua voce è una suoneria per lui?>> continuò Jackson a bocca aperta.

<<Sì e ho promesso di non farlo mai. Canticchiare è un conto ma cantare davvero è fuori questione>> ribattei. <<Canta tu, Peste>>

<<Io non so cantare! È il solo modo in cui si apre la porta>

Alzai le spalle <<Be', ci avete provato. Ora torniamo a casa>>

Nico stava per dare di matto, poco ma sicuro e al momento c'era qualcosa che non quadrava. Era strano, non strano come sempre. Mi nascondeva qualcosa e non mi piaceva.

<<Ho un'idea migliore.>>mormorò Percy, poi mise le mani intorno alla bocca e strillò: << GROVER!>>

Restammo in silenzio, ma non arrivò nessuno. Sospirai, tutta questa impresa era una follia. Non sarei dovuta uscire dal campo, avevo fatto una promessa che non avrei mai voluto fare e a causa di Percy Jackson. Ci cascavo ogni volta.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora