FACCIO A PUGNI CON LA VERITÀ
➶☽ Samira ☾➴
Non ero sicura di quello che sentivo.
Ero intorpidita, c'era un silenzio dentro di me che si agitava, come una schiuma che copriva la sabbia, tutto quello avevo provato sotto il cielo.
Mi sentivo diversa, come se la porta fosse socchiusa e non più serrata.
Lo sentivo, quel potere, quel qualcosa, stava facendo le fusa, giocava con me, fiero.
Io non mi sentivo fiera di me stessa.
Atterrammo nel parco di Crissy Field dopo il crepuscolo e non appena il dottor Chase scese, Annabeth corse ad abbracciarlo.
Una nausea si impossessò di me e mi staccai da Percy, fissando il volto incosciente di mio padre.
<<Hai fatto ciò che dovevi, Ragazza Rosa>> mi parlò mentalmente Cassian, volava sopra di noi. <<Non c'è nulla di cui ti devi perdonare>>
Gli stavo facendo del male, ancora. Il dolore era una valanga e avevo paura di finirci sotto troppo presto.
Mi alzai, lasciandolo sul sedile ma solo perché sentì qualcuno annaspare.
Zoe. Artemide la stringeva.
Con le gambe tremanti le raggiunsi, erano scese, sdraiandosi sull'erba e fui la prima a finire al suo fianco, seguita dagli altri.
<<Non può curarla con la magia?>> chiese Jackson.<<Lei è una dea>>
Sembrava turbata <<La vita è una cosa fragile, Percy. Se le Parche decidono di tagliare il filo, non c'è con molto che io possa fare. Ma posso tentare>>
Fece per posare la mano su fianco di Zoe, ma lei la prese per il polso. Si guardarono negli occhi e io iniziai a sentire qualcosa oltre il torpore. Avevo capito.
<<Ti...ti ho servito bene, mia signora?>> sussurrò Zoe.
<<Con grande onore>> rispose la dea, piano <<La migliore delle mie attendenti. Riposo. Finalmente>>
<<Posso provare a guarirti dal veleno, mia prode>>
Ma, in quel momento, credo che tutti comprendemmo che non era soltanto il veleno a ucciderla. Era l'ultimo colpo di suo padre e compresi che Zoe era pronta, perché si era preparata.
Avevo la gola secca <<Lo hai sempre saputo. Hai sempre saputo di essere tu>>
<<Sì.>> ammise.
Non volevo che morisse.
E odiavo ancora di più il fatto che la capissi.
Aveva scelto di salvare tutti noi e la furia di Atlante le aveva spezzato qualcosa dentro.
Talia stava piangendo.
Zoe le sorrise <<Mi dispiace per le nostre liti, saremmo state buone amiche>>
<<È stata colpa mia. Avevi ragione su Luke, sugli eroi, sui maschi...su tutto.>>
Mandai già un groppo in gola nel sentire il suo nome.
Annabeth mi strinse la mano e fui così sollevata per un secondo, perché mi era mancata tanto da non respirare.
<<Forse non tutti gli eroi>> disse, voltandosi verso Percy <<Hai ancora la spada?>>
Lui tirò fuori Vortice e gliela mise in mano. <<Sì>>
<<Hai detto la verità, Percy Jackson. Tu non sei affatto come... Ercole. Sono onorata che tu abbia questa spada.>>
<<Grazie>> le disse, commosso.
Fu quando si voltò verso di me che sorrise e rise, allungò una mano, togliendola da quella di Talia, me la mise sul viso, pulendola dalle lacrime che non sapevo ci fossero.
<<Arrow>> gemette <<Ero arrabbiata con te, perché volevo che fossi una delle mie frecce, non la sua. Ma...ma ho capito. Tu non sei la freccia di nessuno, sei di te stessa>>
STAI LEGGENDO
𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧
أدب الهواةTutti vogliono essere speciali, finché non scoprono di esserlo. Io volevo esserlo, all'inizio, sognavo di entrare in un libro e vivere mille imprese ma quando è accaduto, tutto ciò che volevo era nascondermi. Non volevo essere Samira Arrow, mi anda...
