CAPITOLO 73

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FINISCO PER MANGIARE DEI BISCOTTI CARBONIZZATI
➶☽ Samira ☾➴

La sentì arrivare.
La signora O'Leary era molto veloce, mi raggiunse in pochi istanti.
Aveva tra le fauci il suo amato osso di bronzo, lo stava scuotendo il muso e questo faceva muovere rumorosamente il collare, con una faccina sorridente e una targa col nome a forma di teschi con le tibie incrociate. Dopo di me, Beckendorf era diventato il suo migliore amico ed era stato lui a forgiarlo per lei. 
Finalmente da sola mi concessi di piangerlo, solo qualche lacrima, forse mi ero trattenuta troppo a lungo per riuscire a sfogarmi. 
Facevo spesso queste passeggiate nel bosco da quando gli altri ragazzi del campo pensavano che non fosse molto divertente quando faceva i bisogni nell'arena. Aveva provocato più di uno scivolone ed era stato divertente. 
Ci stavamo allontanando quando proprio in mezzo al verde vidi due figure che più diverse non potevano essere. 
Jupiter, la ragazza di Grover e...

<<Nico?>>

Lui sobbalzò, voltandosi. 
Il mio sigillo su di lui funzionava abbastanza bene, sapevo sempre dov'era quando lo cercavo e non mi piaceva spesso saperlo. Era impulsivo e non sembrava più il ragazzino che avevo incontrato due anni prima, ora aveva dodici anni. 
Stessi capelli neri scompigliati, occhi scuri, pelle candida e vestiti più grandi di lui. 
Li raggiunsi, ma non prima del mio segugio infernale. Forse sentiva l'odore degli Inferi e le mancava casa, Nico fece uno dei suoi rari sorrisi. 
Era così che un tempo io guardavo Cassian. 
In un attimo afferrai per la giacca il ragazzino e me lo strinsi addosso. 

<<Così mi fai male!>>

<<Sta zitto, Peste>> sbuffai. <<Sei un po' più alto?>>

<<Sì, lasciami respirare!>>

Lo lasciai andare e lui si sistemò i vestiti e i capelli, mi fece sorridere appena. 
Poi Jupiter si schiarì la voce, le sue guance verdi arrossirono. 
Non eravamo amiche, avevo parlato con lei massimo tre volte ma solo perché tutto quello che urlava "natura" mi dava letteralmente la nausea. 
Ma sapevo quanto fosse in pensiero per la sparizione del suo ragazzo-capra. 
Mi ero tenuta lontano da lei e dai suoi pianti isterici perché la capivo. Eppure...

<<Sei venuto a trovare Juniper? Un albero e non me?>> 

Nico sgranò gli occhi. <<Ehm, no. Quello è successo per caso. Sono... be', diciamo che sono capitato nel bel mezzo di una conversazione tra lei e un satiro in sovrappeso>>

<< Ci ha spaventati a morte!>>

<<Oh>> mi premetti una mano sul petto. <<Inizi a spaventare la gente? Sono così fiera>>

<<La smetti, psicopatica di una strega?>>

<<Maga. Non strega, maga>> alzai gli occhi al cielo.

<<È sbucato fuori all'improvviso dal buio. Ma, Nico, tu sei il figlio di Ade... sei sicuro di non aver avuto notizie di Grover?>>

Lui si agitò un po'. <<Juniper, come ho già cercato di spiegarti... anche se Grover morisse, si reincarnerebbe in qualche altro elemento della natura. E queste cose io non riesco a vederle. Vedo solo le anime mortali.>>

<<Ma se dovessi sentire qualcosa? Qualunque cosa?>>

<<Ci puoi scommettere. Starò con le orecchie aperte.>> disse a disagio<<Forse ha un buon motivo per non averti contattato>>

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora