IL DIO DELLE CAPRE MI FA LA PREDICA
➶☽ Samira ☾➴
Non riescivo a fermarmi.
Correvo e correvo e correvo ancora.
Sentivo dolore ovunque, nelle ossa, sulla pelle, alla testa, alle costole ma non stavo scappando da quello. No, stavo scappando dal vuoto nel mio petto, così scuro e disperato.
Sentivo il vento freddo strapparmi la carne, sentivo le urla dietro di me, sentivo Cassian pregarmi di fermarmi e sentivo le lacrime tagliarmi le guance.
E poi qualcuno mi afferrò.
Annabeth mi buttò a terra, mi strinse tra le braccia e mi tenne più ferma possibile mentre ancora muovevo le gambe.
<<F-ferma>> non aveva fiato. <<Ti prego, Sam. Fermati, li abbiamo seminati>>
Non so per quanto tempo avessi corso, non so neanche dove fossi arrivata, Rachel era indietro e non avevo dato molta importanza alle trappole.
Annie tentò di farmi girare verso di lei, continuava a ripetere che era finita, che eravamo al sicuro. Ma non era da Crono che stavo scappando.
Non avevo mai provato una cosa del genere.
Neanche quando mio padre aveva perso la memoria avevo sentito un senso d'orrore così sconvolgente. Forse perché ero piccola, forse perché non riuscivo a capire.
Ma ora sì.
Vedevo quegli occhi dorati indossati da un viso che amavo. E questo mi stava spezzando.
Avevo desiderato uccidere Crono, prima di aprire la bara, mi ero detta che avevo finalmente la possibilità di farla finita. Senza il Re, Luke sarebbe tornato a casa, Ecate sarebbe stata punita e Alabaster non si sarebbe più nascosto, come Ethan.
Avevo desiderato fare a pezzi quel mostro, perché sentivo che se lo meritava. Nel profondo lo avevo odiato con intensità che non avevo mai provato, era come se nel mio DNA ci fosse qualcosa che mi diceva di distruggerlo.
Ma quel momento era finito appena avevo riconosciuto Luke.
Il mio Luke.
Ricominciai a piangere, Annabeth mi tirò seduta e un attimo dopo eravamo strette nell'oscurità, entrambe in lacrime.
Lo avevamo perso di nuovo.
<<Ha fatto una scelta, tu non potevi saperlo>> mi disse Cassian. <<Le scelte degli altri non sono una tua responsabilità>>
No. Era colpa mia. Lo avevo abbandonato, mi ero così imputata ad odiarlo che non avevo ascoltato quando aveva detto di aver bisogno di me e lo aveva detto decine di volte, mi aveva pregato. Crono lo aveva ingannato.
Ero completamente sudata e la fitta alla testa era terribile, eppure sentì subito i passi che si avvicinarono, mi irrigidì proprio mentre Nico sbucava dal buio.
Non era solo, Rachel e Percy lo seguirono, fermandosi e piegandosi in due senza fiato.
Non avevo il coraggio di guardare Jackson negli occhi ma sentivo il suo sguardo, sentivo l'intensità dei suoi pensieri rivolti a me, sentivo il ponte del nostro legame telepatico tremare per la tensione.
Stava per esplodere.
<<Non ce la faccio più a correre>> ansimò Rachel, spezzando il silenzio.
Nico mi venne vicino appena Annabeth mi lasciò, probabilmente sapendo che odiavo mostrarmi vulnerabile. Il ragazzino si sedette di fianco a me, non sembrava preoccupato di essere stato scoperto come figlio di Ade.
<<Ci siamo allontanati dalla strada giusta?>> le domandò Annie.
La rossa scosse la testa <<Per niente, non so come...ma Samira ci stava portando nella direzione giusta>>
Non avevo guardato dove stavo andando, era troppo buio ed ero troppo scioccata.
Restammo di nuovo in silenzio e mi accorsi che non avevo il fiatone per la stanchezza ma per i singhiozzi che stavo mandando giù.
<<Sei ferita>> mi disse Nico. <<Sei sporca di sangue ovunque>>
Non abbassai lo sguardo sulle mie braccia come lui, non riuscì neanche a trovare una risposta. Non sapevo cosa dire, così annuì e mi allungai a prendere lo zaino.
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𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧
Fiksi PenggemarTutti vogliono essere speciali, finché non scoprono di esserlo. Io volevo esserlo, all'inizio, sognavo di entrare in un libro e vivere mille imprese ma quando è accaduto, tutto ciò che volevo era nascondermi. Non volevo essere Samira Arrow, mi anda...
