CAPITOLO 56

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LA VACANZA CHE NON MI ASPETTAVO 
≈ ♆ Percy ♆ ≈

<<Perché siamo qui?>>

Mi voltai, probabilmente stavo sognando perché ricordavo quel momento. 
Ricordavo New York, l'inverno rigido e come Samira fosse accanto a me, tutta imbacuccata nel suo cappotto nero e mi stava guardando malissimo.
Eppure, io le sorrisi. Era bellissima con quel naso rosso, i pattini bianchi e il suo maglione rosa. 

<<Perché è assurdo che tu non abbia mai visto l'albero di Natale di Rockefeller Center e abbiamo qualche ora prima dell'arrivo di Annabeth e Talia.>>

<<Sono una ragazza di Washington, Jackson. Non essere sorpreso, io ho la Casa Bianca>>

<<Praticamente mi stai supplicando di essere salvata, vero? Okay, Sam, ti cambierò la vita e mi supplicherai di poter venire a vivere a NY>> 

La sua risata mi arrivò fino alla pancia <<Ti piacerebbe, vero?>>

<<Se mi piacerebbe essere minacciato di diventare un animale tutti i giorni dell'anno?>>  la feci passare per entrare in pista<<Non vedo l'ora>>

<<Non riusciresti a gestirmi tutti i mesi dell'anno, Jackson. Le persone possono prendermi solo a piccole dosi alla volta>>

Scossi il capo <<Non io, Sam. Io posso gestirti tutta quanta>>

Rise ancora mentre prendeva il largo. Era presto, non c'era tantissima gente ma anche se ci fosse stata, io vedevo solo Sam. 
Sapevo che amava l'hockey, eppure mi ritrovai sorpreso di vedere quanto brava fosse a pattinare. Io me la cavavo appena, ero terrorizzato di cadere e fare una figuraccia, ma lei...oh dei. Era così delicata, elegante, eterea. 
Era la cosa più bella che avessi mai visto. 

<<Potresti anche aspettarmi!>> le gridai.

<<Hai detto che sai gestirmi, no? Allora dovresti saper stare al passo, eroe>>

Fece una piroetta, i capelli castani volarono da tutte le parti e catturò l'attenzione di tutti i ragazzi in pista. Non fui sorpreso di quello, piuttosto della gelosia che mi colpì.
Non volevo che nessuno la guardasse come facevo io ma tutto cambiò quando mi accorsi che i suoi occhi blu non cercavano nessun altro a parte me.

<<Ora ti prendo, Samira!>> 

Lei lanciò un urletto quando partì all'inseguimento, scoppiando a ridere e di certo per prendermi in giro. Avevo le gambe aperte, ero rigido come lo stecco di un ghiacciolo e stavo morendo di caldo dalla paura. Volevo fare colpo, okay?
E invece caddi orribilmente all'indietro. 

<<Percy!>> la sentì urlare.

Ero così in imbarazzo che restai sul ghiaccio, disteso come qualcuno che sperava di farsi investire. Che figura di...
Sam pattinò fino a me, per un attimo sembrò spaventata ma un attimo dopo iniziò a ridere, piegandosi in due. <<Oh, ma che carina. Grazie>>

<<Menomale che sapevi gestirmi>>

Le afferrai la gamba, ricordando l'allenamento di Chirone e poi quando si chinò perdendo l'equilibrio, presi il suo braccio tenendola di fianco a me<<Ma ti ho preso alla fine, a modo mio, no?>>

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora