CAPITOLO 59

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GUARDO UN COMBATTIMENTO IN STILE GLADIATORI
➶☽ Samira ☾➴ 

Il primo giorno in cui incontrai Quintus, il nuovo allenatore degli spadaccini, pensai trasformarlo in un bruttissimo Chihuahua, tipo verde e con la rabbia.
Mi fece cadere nei primi dieci secondi, dicendo che nessuno era imbattibile. Fu una piccola lezione di umiltà e non la presi bene, dato che fui io a farlo cadere dopo.
Non ero mai stata il genere di persona a cui piaceva imparare attraverso l'umiliazione.
E mi sentivo umiliata mentre scendevamo nell'hotel di lusso e seguivamo quella mortale.
Non era solo perché era chiaramente interessata a Percy, era perché mi sentivo inutile e lo odiavo.
Avevo speso mesi a combattere, a farmi sbattere a terra per rialzarmi, a studiare e tentare di essere imbattile, essenziale e ora mi chiedevo, per gli dei, ci facessi lì. 
Annabeth era la mente di tutto, la Rossa la guida e Percy il figlio di un Pezzo Grosso. E io?
Non sarei dovuta ricadere nei vecchi pensieri, quando credevo che nessuno avesse bisogno di una strega arrabbiata e sola. Una strafatta di caffè. 
Mi accarezzai il braccialetto dove c'era Cassian.

<<Sam, fai tu?>>

Mi voltai <<Eh?>>

Erano tutti e tre davanti ad una porta di metallo seminascosta dietro a un cesto della biancheria pieno di asciugamani sporchi, ora d'oro dato che la mortale si era ripulita. 

<<Una volta ho cercato di aprirla ma non ci sono riuscita>> sbuffò la rossa.

Avanzai, ignorando lo sguardo di Percy e i suoi pensieri intensi.
Li percepivo <<Serve solo il tocco di un mezzosangue>>

Appena appoggiai la mano sul simbolo azzurro scolpito la porta si aprì con un cigolio, rivelando una scalinata nelle tenebre. C'era odore di terra, per poco non indietreggiai per la nausea.
Ma non potevo mostrarmi debole in quel momento.

<<Allora...dopo di voi?>> domandò Rachel.

<<Sei tu la guida, accomodati>> mormorò Annabeth con una finta cortesia.

Scossi la testa <<Dai, Annie, non esagerare. Ci serve e se va avanti verrà sbranata in dieci secondi>>

<<Cosa?!>>

Mi sollevò un po' lo spirito la sua faccia scioccata e in due secondi ero già scesa, stringendo i pugni e ricordando a me stessa che nessuno fermava Samira Arrow.
Quintus sarà stato un traditore, ma era riuscito ad insegnarmi molto ed era questo a ferirmi.
Quando arrivai giù tirai fuori subito una torcia dal mio zaino e improvvisamente la mortale strillò come se avesse visto il sedere di Cerbero.
Mi voltai lentamente a guardare nella luce  mentre fissava inorridita uno scheletro.

<<Tranquilla>> le mormorò Percy, accarezzandole un braccio.

Strinsi la mascella e feci un respiro. Non mi importava. Non doveva importarmi.
Annabeth dovette capirlo, mi fece un cenno mentre la mortale si teneva il petto <<Che cos'è quella cosa?>>

<<Quella cosa, Rossa, era un ciclope.>> risposi <<E' molto vecchio, non è di nessuno che conosciamo>>

<<Menomale>> fece Jackson.

<<Avete un amico ciclope?>> chiese ancora con voce stridula.

<<Tyson, il mio fratellastro>>

<<Il tuo fratellastro?!>>

<<Sì, è insieme a Grover, un satiro>>

<<Bene, se avete finito, spostatevi>> dissi, cercando di tenere la voce bassa e seria.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora