CAPITOLO 79

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INCONTRO UN SACCO DI GENTE CATTIVA
≈ ♆ Percy ♆ ≈

Avevo visto davvero tante cose impossibili in vita mia.
Nel senso, cose davvero impossibili. Ero un semidio iperattivo che poteva respirare sott'acqua e aveva lottato con un minotauro a dodici anni, capirete anche voi che la mia vita era tutt'altro che possibile.
Ma quel giorno capì di essermi sbagliato su due cose che reputavo impossibili.
Uno: a New York poteva esserci silenzio.
Due: la mia ragazza poteva sempre essere più bella.
Prima di scendere per controllare, Silena ci aveva dato dei vestiti puliti ma niente armatura per me, dopotutto non mi serviva.
Nessuno sembrava davvero pronto a quello scontro, gli altri erano tutti scioccati e spaventati.
Ma non lei. Non Samira Arrow.
Restai a bocca aperta quando scese gli scalini del palazzo. Silena si era data da fare per una buona causa.
Sam indossava la sua maglia arancione del campo ma sopra c'era un pettorale di bronzo femminile, molto femminile e probabilmente Tyson lo aveva fatto perché c'era una figura alata sulla scollatura.
Cassian.
Aveva anche dei bracciali e dei guanti senza dita, e poi...quelli.
Quei bellissimi maledettissimi shorts neri.
Erano illegali.
Le fasciavano le curve ed erano abbracciate da bretelle, ma non erano lì per bellezza. Aveva una serie di pugnali sottili.
Ma non era l'unica arma.
Sulle spalle aveva un arco dorato e un porta frecce.
Si era pulita via la sporcizia, truccandosi con la magia di nero e rosa, come le sue scarpe e i capelli stretti in una treccia.
Ve lo dico io, Sam si preparava a questo momento da un bel po'.

<<Lo fai apposta?>> domandai <<Vuoi uccidermi prima che inizi la guerra?>>

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<<Lo fai apposta?>> domandai <<Vuoi uccidermi prima che inizi la guerra?>>

Fu un miracolo vederle sollevare un angolo della bocca.
Ripensai ad Ermes, alla visione di Estia su Talia e Annabeth, così giovani, che vedevo Luke supplicare suo padre di aiutare May Castellan.
Non avevo mai pensato al fatto che forse lui le aveva provate tutte.
Avevo molte domande ma sapevo di non poterle porre a Sam.
Ogni volta che mi ero arrabbiato con lei per mantenere i segreti di un traditore, invece lei non aveva avuto scelta.
Mi sentivo un tantino in colpa.
Ma la sua minaccia sul tornare single non mi era piaciuta.

<<Sei invulnerabile, Jackson. Ricordi?>>

<<Non sono invulnerabile a te>>

Si fermò sul gradino davanti a me, era così bella che non volevo staccare gli occhi da lei. Da tutta lei.

<<Stiamo facendo pace?>> sussurrò.

<<Non stavamo litigando prima. Noi bisticciamo>>

Annuì con quello che sembrava un respiro di sollievo <<Bene.>>

<<Non sarai mai più single>> le dissi.

<<Neanche tu. O stai con me o sarai un porcellino d'india molto solo, di nuovo>>

Scoppiai a ridere.
La mia città stava per essere invasa e lei mi faceva ridere.
Le presi la mano e la feci scendere.
Non servì dire niente mentre raggiungevamo gli altri in ascensore, c'era molto da vedere.
E il mio buon umore sparì appena uscimmo dall'edificio.
Argo ci aspettava con i suoi cento occhi aperti.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora