LASCIO IN GIRO MUTANDE E UN CUORE INFRANTO
≈ ♆ Percy ♆ ≈
Se avessi potuto fare una top ten dei momenti peggiori di sempre, probabilmente il giorno prima sarebbe stato tra quelli.
Avevo aspettato per ore, prima di andare a dormire, pensando che prima poi Samira venisse da me per urlarmi contro o trasformarmi in Nemo.
Ma non era venuta affatto.
E mi sentì peggio quando sognai Rachel.
Mi sentivo in colpa da morire, per come l'avevo ferita e perché mi irritava il fatto di doverla sognare quando mi sentivo lontano dalla ragazza che volevo davvero sognare.
E da quello che avevo visto era arrivata a odiarmi se colpiva la mia faccia su un quadro con delle freccette, strano ma pensavo fosse più una cosa da Sam.
Nah, Sam avrebbe dato fuoco alle nostre foto, probabilmente lo aveva fatto con il mio medaglione.
Non riuscivo a smettere di pensare a quando i suoi occhi avevano incontrato i miei.
I fratelli Stoll avevano dato di matto e Annabeth era corsa indietro appena avevo tentato di aprire bocca, in effetti erano scappati tutti e tre.
Non avevo avuto fretta nel seguirli.
L'avevo sentita prima di vederla, ma vederla era stato come se qualcuno mi avesse svuotato i polmoni.
Avevo trattenuto il respiro così a lungo, mi resi conto. Lei era il mio ossigeno.
Aveva i capelli bagnati, il rosa era così scuro che mi ricordava il colore bruno di quando l'avevo conosciuta. Indossava la sua maglia del campo, era un po' vecchia e logora, larga e le copriva gli shorts.
Sembrava più magra, più asciutta, era pallida e sembrava molto stanca.
Ma questo non toglieva che era ancora la ragazza più bella al mondo.
<<Non aprire quella porta!>>
<<Sei un tantino drammatica ora>>
Eh?
Mi alzai dal letto, sporgendomi di fretta verso la finestra della mia cabina, la più vicina.
Vedevo con la cosa dell'occhio una chioma rosa e una mora.
Samira e Silena.
Stavano decisamente discutendo, così mi avvicinai di soppiatto all'entrata. Stavano parlando di me? E cosa ci facevano lì?
Appoggiai l'orecchio alla porta, col cuore a mille.
Mi era mancata la sua voce ed era stata l'ultima cosa a cui avevo pensato prima di addormentarmi, non avevo mai pensato a questo.
Avevo pensato a molte altre cose quando mi mancava: ai suoi capelli, al suo profumo di lavanda, ai suoi occhi blu, a come mi sentivo quando la toccavo. Però la sua voce... una voce che non voleva parlarmi.
La distanza che aveva messo tra di noi era logorante e solo in un giorno.
<<Non voglio entrare lì dentro>>
<<Sono le regole. Sei stata votata tu per le ispezioni delle capanne, ricordi?>>
Me n'ero completamente dimenticato.
Lanciai uno sguardo alla mia cabina, non era esattamente messa al meglio e una persona sveglia si sarebbe messa a sistemare di corsa.
Ma io volevo solo sentire la sua voce, ancora per un po'.
<<Mi avete votata solo perché avendo paura di me le cabine sarebbero in ordine>>
<<No, tesoro. È perché sei la migliore a giudicare>>
<<Non trasformarla in una roba da rappresentante di classe>>
<<Preferisci Capo del Campo?>>
<<Basta con questa storia. Non c'è un capo del campo>> sbuffò <<Fallo tu, via lì dentro e dagli zero. Io devo finire i rapporti per Chirone e tu non dovresti pensare a me>>
La sera prima avevo parlato Katie e chi era rimasto per cena, avevo scoperto che c'erano piccoli focolai di guerra ovunque. Il livello di reclutamento del campo era sotto lo zero.
I satiri faticavano molto a rintracciare i semidei e a portarli al Campo Mezzosangue per via di tutti i mostri a piede libero. La nostra amica Talia, a capo delle Cacciatrici di Artemide, non si faceva sentire da mesi, e se la dea sapeva qualcosa della loro sorte non condivideva l'informazione con nessuno.
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𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧
FanfictionTutti vogliono essere speciali, finché non scoprono di esserlo. Io volevo esserlo, all'inizio, sognavo di entrare in un libro e vivere mille imprese ma quando è accaduto, tutto ciò che volevo era nascondermi. Non volevo essere Samira Arrow, mi anda...
