EPILOGO

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LE CHIAVI DEL COSMO
➶☽ Samira ☾➴

Erano passati sei mesi dalla guerra, gennaio era arrivato così rapido e freddo che ancora non ci credevo.
Forse il tempo aveva iniziato a scorrere diversamente, come se avesse perso importanza ogni momento e dovesse solo scorrere.
Non dicevo mai queste cose ad alta voce.
Percy avrebbe messo il broncio se avessi definito i nostri sei mesi di relazione e vacanza, come "non un granché importanti".
E avrebbe avuto ragione, avevo trovato la felicità nelle piccole cose e mi ero sentita normale, come se avessi una vita comune e non fossi sopravvissuta a malapena per la maggior parte della mia vita.
Era quello che Percy aveva proposto a fine agosto, prenderci un anno sabatico dai mostri.
Per qualche motivo aveva funzionato, almeno da sveglia. Sei mesi fatti di mare, passeggiate per New York, shopping natalizio e il bellissimo matrimonio di sua madre.
Era andato tutto bene, quello lo dicevo ad alta voce.
Ma non era vero.
Per quanti rimedi Percy e Annabeth cercassero, non duravano mai a lungo e tornavo sempre nel Tartaro. Ero rimasta nella Prigione dei Titani per bene cinque mesi, ne ero uscita solo per arrivare nel Pozzo dell'Oblio. Dove le anime e i mostri scomparivano una volta per tutte.
Ed ero peggiorata da allora.
Ecco perché eravamo tornati al Campo Mezzosangue, perché Percy era diventato iperprotettivo e piuttosto preoccupato. Lo trovavo spesso sveglio, pronto a prendersi cura di me e mi sorrideva, ma sentivo quello che provava ed era arrivato al limite della pazienza.
Voleva che ne parlassimo con Dioniso e Chirone, non mi aveva dato molta scelta.
Annabeth era rimasta al campo, dato che faceva avanti e indietro per l'Olimpo, ma quando eravamo arrivati...be', quello non era più il mio Campo Mezzosangue.
Non che fosse una cosa brutta, era nuovo, affollato e c'erano venti cabine.
Come una bambina, mi ero commossa perché era così che quel posto sarebbe dovuto essere: inclusivo, colorato, pieno di vita.
Era il posto in cui sarei dovuta crescere, dove tutti erano accettati ma non ero certa che ci fosse un posto lì per me. Non mi avvicinai alla cabina di Ecate, seppur da lontano sembrasse identica a sempre.
Percy mi tirò verso la spiaggia, faceva piuttosto freddo ma i nostri amici erano seduti lì, parlando e ridendo. Sembravamo tutti più grandi, cresciuti in un modo più intimo ed eravamo legati in modo indelebile.
Travis e Annie condividevano una coperta, vederla ridere mi riempì il cuore e persino Clarisse si stava facendo scaldare le mani da Chris. Nico sbuffava alle loro battute mentre Rachel disegnava qualcosa sul suo quaderno, tutto andava bene.
Quando ci notarono, Clarisse lanciò una specie di ruggito di guerra e gloria. Mi imbarazzò subito e mi strappò da Percy per sollevarmi in un abbraccio incasinato.
Annabeth fu la seconda, mi strinse per qualche momento di troppo e la sentì tirare su il naso per la commozione, io affondai il naso nel suo solito profumo.

<<Mi sei mancata!>>

<<Anche tu, Annie, anche tu. Scusa se l'altro giorno sono stata...non avrei dovuto riattaccarti in faccia>>

Si tirò indietro <<Lo capisco, tornare sull'Olimpo è difficile per te.>>

<<Magari più avanti, okay?>>

<<E se io, te e Percy ci andassimo insieme oggi pomeriggio?>> si schiarì la voce<<C'è una cosa che devi vedere e non può aspettare a lungo>>

Percy me ne aveva parlato qualche mese prima, a proposito di una specie di statua che aveva visto e ne aveva parlato con Annabeth, che invece di dirgli che si era immaginato tutto, era andata a cercarla. Erano entrambi fissati con quella storia, ma per qualche motivo non volevano spiegarmi cosa ci fosse di tanto speciale.
Non che me ne fregasse molto, ero troppo stanca e arrivavo a malapena a fine giornata alcune volte.

<<Io...ne parliamo dopo, prima devo vedere Chirone e Dioniso>>

Travis arrivò di lato <<Sei l'unica che non lo chiama Signor D, sai? Sono l'unico a trovarlo strano?>>

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora