CAPITOLO 69

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SPOILER: NON FINISCE BENE NEMMENO STAVOLTA.
≈ ♆ Percy ♆ ≈


Stavamo volando in silenzio.
Ed era un sollievo.
Era quello che avevo voluto dal momento in cui ero uscito dalla casa a Montauk, perché l'idea che Rachel ci entrasse prima di Sam era sembrava completamente sbagliata.
Tutte quelle verità avevano fatto crollare i muri che avevo costruito con rancore e tradimento.
Riconoscevo di aver sbagliato, esattamente come lei.
Ma non sapevo se si potessero aggiustare più cose, a volte è semplicemente troppo tardi.

<<Hai detto che dobbiamo fare qualcosa prima del campo, qual è la missione?>>

<<Non è esattamente approvata. Siamo in due ma tu sei un semidio potente, quindi cercheremo di essere abbastanza.>>

<<Non è approvata?!>>

<< Chirone ha detto no. Ma non è un problema, l'ho già fatto con un autobus. Questa volta sarà una nave da crociera>>

La Principessa Andromeda.
Non dissi altro, ascoltai il suo piano e mi andava benissimo distruggere quel posto maledetto e il Titano che ci viveva. Finalmente sentivo di fare qualcosa.
Blackjack non parlò, sapevo che ce l'aveva con me ma era pessimo a portare rancore, quindi presto mi avrebbe perdonato.
Era quasi buio quando individuammo il nostro bersaglio.
Da lontano avresti potuto scambiarla con una qualsiasi nave da turismo, ma riconoscevo la prua.
Ero quasi morto due volte sulla Principessa Andromeda. Adesso puntava dritto su New York.

<<Sei pronto?! >> urlò Beckendorf per farsi sentire tra il vento.

Confermai con un cenno. L'anno prima avevamo fatto delle esercitazioni, usando navi abbandonate come bersaglio. Sapevo che avevamo poco tempo a disposizione. Ma sapevo anche che era la nostra migliore occasione per fermare l'invasione di Crono prima che ancora cominciasse.

<<Atterriamo>>

<<Agli ordini, Capo>> rispose lui. <<Cavolo, quanto odio quella nave.>>

Tre anni prima, Blackjack era stato tenuto schiavo al bordo della Principessa Andromeda, finché non era fuggito grazie a un piccolo aiuto da parte mia e dei miei amici. Capii che avrebbe preferito farsi intrecciare la criniera come un Pony piuttosto che tornare su quella nave.

<<Non ci aspettare>>

<<Ma...>>

<<Fidati di me.>>

<<Le ultime parole famose>> sbuffò.

Blackjack piegò le ali e si calò in picchiata come una cometa nera. Il vento mi fischiava nelle orecchie. Vidi dei mostri che pattugliavano i ponti superiori - draghi, segugi infernali, giganti e i demoni marini umanoidi noti come telchini - ma sfrecciavamo così in fretta che nessuno di loro dette l'allarme. Piombammo sul poppa della nave e Blackjack distese le ali, atterrando leggero sul ponte inferiore. Quando scesi, mi girava un po' la testa.
Il mio vecchio amico volò via nella notte. Io mi sfilai la penna in tasca, mi gettai il cappuccio e Vortice si distese in tutta la sua lunghezza: novanta centimetri di bronzo celeste micidiale che baluginavano nel buio.
Beckendorf invece tirò fuori un foglio di carta. La penna sembrò una mappa, poi mi accorsi che era una fotografia. La fissò nella luce fioca: era il volto sorridente di Silena e dal nulla abbassai gli occhi sulle mie scarpe.
Avevo le All Stars blu che Samira mi aveva regalato.
Non mi ero permesso di pensarci ma la verità era che le mettevo sempre.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora