CAPITOLO 67

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REGALI INESPETTATI E TRAUMI RICICLATI
≈ ♆ Percy ♆ ≈

Il mio compleanno faceva schifo.
Be', negli ultimi diciotto giorni tutto faceva schifo.
Faceva schifo il mio skateboard da cui ero caduto, infatti lo avevo fatto a pezzi con la spada per il nervoso.
Faceva schifo il modo in cui il fidanzato di mia madre continuasse a dirmi che dovevo decidere se volessi tornare in quella scuola.
Faceva schifo rimanere a letto tutto il giorno, stare lontano da tutti e aspettare.
Non facevo altro che aspettare.
La prima settimana in cui ero andato via avevo pensato che avrei ricevuto un'e-mail, o un messaggio Iride, che Annabeth sarebbe sbucata dal nulla e mi avrebbe trascinato indietro dando la colpa a me.
Dei, speravo che almeno un mostro mi attaccasse per farmi sentire meglio.
Avevo aspettato di sognarla, di sentire quel filo che ci univa, che comparisse in una delle mie passeggiate.
C'era solo silenzio e indovinate? Faceva schifo.
Samira non c'era ma era anche ovunque.
Nelle scarpe rosa di ogni ragazza che incontravo, sulle pubblicità di Taylor Swift, davanti ad ogni biblioteca, nel reparto biscotti del supermercato e in ogni maledetta caffetteria.
Era per questo che avevo rinunciato ad uscire da una settimana.
C'eravamo io e i videogiochi.
A parte quel giorno: il mio quindicesimo compleanno.
Mamma organizzò una piccola festa nel nostro appartamento, aveva invitato Paul, Tyson e Grover. Non tanta gente, lo so.
In realtà non è che avessi mai avuto una festa di compleanno enorme, non avevo amici mortali e nessuno era mai potuto venire dal campo. Ma questa volta fu un tipo diverso di delusione. Perché per mesi avevo immaginato che avrei avuto tutto ciò che volevo a questo punto, avevo immaginato prima di dormire il momento in cui Samira e Annabeth avrebbero suonato alla porta, lo avevo fatto persino il giorno prima.
Ma non era successo.
E non mi ero mai sentito così solo in vita mia.
Mia madre mi trattava con i guanti, sentivo che era dispiaciuta ma anche delusa da me, così non riuscivo a parlarle di niente. Però aveva organizzato tutto per me, le dovevo un mezzo sorriso.

<<Stai aspettando qualcuno?>>

Mi voltai, ero seduto sulla scala antincendio e il sole stava calando. Paul uscì e si sedette sulla finestra, scossi la testa. <<No, ormai è tardi>>

<<Non è mai tardi, Percy. L'ho imparato incontrando tua madre. C'è qualcosa che non va, vero? Non ti ho visto molto di recente ma sembri stanco>>

Era un brav'uomo, aveva l'aura da insegnante in stile Chirone <<Ho avuto un'estate difficile.>>

<<C'entra una ragazza?>>

Mi sentì bruciare le guance. <<Be'...come fai a saperlo? Te lo ha detto la mamma?>>

<<Non esattamente. Ma ho visto che hai riempito una scatola piena di cose e c'erano delle foto di una ragazza, tua madre l'ha trovata sotto il tuo letto mentre passava la scopa.>>

Lo avevo fatto perché non sopportavo di vederla intorno, avere quelle foto di lei dimostrava solo che ero ossessionato. <<E' complicato. Credevo di avere finalmente un'opportunità con lei, ne sono stato innamorato dal momento in cui l'ho vista e avevo dodici anni>>

<<Wow, è...è tanto tempo! Cos'è successo?>>

<<Di tutto e di più. Io ho incontrato una ragazza e non le ho detto niente, dopo averla baciata e non pensavo fosse un problema, capisci? E poi cosa vedo? Lei che bacia il mio...bullo!>> cambiai un po' la versione.

<<Ahia>>

<<Lo so e poi io le ho nascosto qualcosa su sua madre, per proteggerla e lei ha mentito su una cosa che non avrebbe dovuto fare e...>> mi presi il viso tra le mani. <<E abbiamo litigato.>>

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora