IN CASO DI EMERGENZA, PREMERE "VENDETTA"
➶☽ Samira ☾➴
Quando ero piccola, mio padre non mi leggeva favole.
Mi appisolavo sul suo petto ascoltando l'Iliade, l'Odissea, qualsiasi tipo di tragedia greca.
Nella mia infanzia, i finali felici non esistevano.
Esistevano giovani eroi che morivano, amanti sfortunati, dèi capricciosi e crudeli, donne vendicative e mostri.
A volte mostri dagli occhi umani.
Quelle storie erano diventate realtà, anno dopo anno ma mai mi ero ritrovata davanti ad una vera battaglia.
Questa non era la guerra di Troia e potete scommetterci le chiappe di Ade che non sarebbe finita nello stesso modo.
Ma i rumori erano gli stessi: il vento che sapeva di tempesta, le grida di chi non aveva mai visto uno scontro, e quella tensione che fa salire la nausea.
Dovetti sbattere gli occhi un paio di volte per vedere la differenza.
Troia era stata distrutta, abbattuta, cancellata. Una casa persa per sempre.
Erano stati avvisati da Cassandra, Principessa di Troia e anch'io, da Estia. Pensai ai versi della profezia, molti si erano già avverati.
Mancava solo un pezzo:
"Piume e amici cadranno, la sua angoscia atroce li annienteranno.
E infine il suo cuore si spezzerà, poiché più nulla avrà."
C'era qualcosa che avevo fatto prima di cambiarmi, avevo guardato i tarocchi. Le carte che mi erano uscite però non erano quelle speravo.
Il carro al rovescio, segno di perdita del controllo.
E la morte al rovescio, dolore e rottura.
Ma comunque, ero andata a combattere.
Ero qui, con i miei due pugnali che conoscevo meglio del mio stesso respiro e l'arco legato dietro la schiena.
Avevo preso una Lestrigone proprio in faccia col mio primo dardo.
Ma non era stato niente in confronto a quello che era arrivato subito dopo: una schiena di mostri di ogni genere.
Uno dei giganti mugghiò contro la falange di Ares, sferrò un colpo violentissimo con la sua mazza e l'intera casa di Ares fu spazzata via, vidi una dozzina di guerrieri scaraventati come bambole di pezza. Ma Clarisse si alzò subito dopo.
<<Fuoco!>> strillò Beckendorf.
Le catapulte scattarono e due massi piombarono sui giganti. Uno rimbalzo su uno scudo quasi senza scalfirlo, ma l'altro colpi un altro Lestrigone in pieno petto e lo abbatté.
Gli arcieri di Apollo fecero volare una raffica di frecce, che si conficcarono a dozzine nella spessa armatura dei giganti, come aculei di porcospino. Diverse trovarono delle fessure e alcuni dei Lestrigoni si disintegrarono al contatto col bronzo celeste.
Mi formicolavano le dita, dovevo fare qualcosa ma la mano di Chirone si appoggiò sulla mia spalla e fu allora che vidi una seconda ondata si riversò fuori dal Labirinto: trenta, forse quaranta dracene in armatura, con lance e reti, si sparpagliarono in tutte le direzioni.
Alcune caddero nelle trappole preparate dalla casa di Efesto. Una si impigliò sulle picche, diventando un bersaglio facile per gli arcieri.
Un'altra inciampò su un'esca, e i vasi di fuoco greco esplosero, inghiottendo diverse donne-serpente tra le fiamme verdi. Ma ne arrivavano altre, di continuo.
Non sapevo più dove guardare. Era un incubo, era la peggior cosa che avessi mai visto.
Argo e i guerrieri di Atena gli corsero incontro. Vidi Annabeth sguainare la spada e impegnarsi in un duello.
<<Cassian! Copri Annie!>>
<<Perché io?>>
<<Cassian!>>
<<Solo per questa volta però.>> sbuffò.
Poco lontano, Tyson stava cavalcando un gigante. In qualche modo, era riuscito ad arrampicarsi sulla sua schiena e lo colpiva in testa con uno scudo di bronzo. Bravo ragazzo.
Alla fine, un segugio infernale, e non era la signora O'Leary, balzò fuori dal tunnel e puntò dritto verso i satiri.
<<Tocca a me adesso!>> urlai.
Chirone annuì, anche lui afferrò il suo arco. <<Andate!>>
STAI LEGGENDO
𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧
FanfictionTutti vogliono essere speciali, finché non scoprono di esserlo. Io volevo esserlo, all'inizio, sognavo di entrare in un libro e vivere mille imprese ma quando è accaduto, tutto ciò che volevo era nascondermi. Non volevo essere Samira Arrow, mi anda...
