CAPITOLO 80

388 28 63
                                        

A QUANTO PARE HO PROBLEMI
DI RABBIA
➶☽ Samira ☾➴

Lo sentì subito.
Avevo provato vari dolori nella mia vita, che fossero ferite sulla pelle o invisibili. In genere era quello che feriva la mia anima a preoccuparmi, non il mio corpo.
Ed era stato quello a portarmi ad essere accoltellata.
Ero sopravvissuta ad un sacco di mostri, avevo fatto il culo a strisce ad Atlante e ad Ade stesso. Eppure, quel maledetto figlio di Nemesi, mi aveva pugnalata e per qualche motivo mi sentivo quasi...sollevata.
Non potevo dirlo a nessuno.
Non potevo dire che per un attimo, mentre cadevo a terra, mi ero sentita sollevata che qualcuno mi avesse fermata.
Ero stata un vortice di furia e rabbia.
E poi avevo visto Ethan mirare a Percy, tutta la rabbia si era diradata. Ero tornata in me, il mio istinto era stato abbassarmi e fargli da scudo.
Avevo sentito quel dolore subito e aveva bruciato come l'inferno.
Essere portata via da Blackjack aveva ferito il mio orgoglio ma qualcos'altro mi tormentava, quel sollievo di essermi fatta male.
Ero sdraiata su uno sdraio su una terrazza che si affacciava su Central Park.
Sentivo mille cose in quel momento, irritazione, dolore, rabbia e Percy Jackson che strillava nell'atrio.

<<Non mi interessa!>> lo sentì urlare <<Dov'è Sam?! Sam!>>

Silena mi asciugò la fronte con un panno fresco e un attimo dopo Will corse verso di me, tutto isterico ma non ai livelli di Percy.
Spinse via alcuni semidei e si lanciò in ginocchio, afferrandomi una mano ma non parlò. Boccheggiò come un pesce.
Annabeth barcollò, sembrava pallida dall'ansia e capì che la tragedia non era neanche iniziata.

<<Fatemi vedere>> ordinò il figlio di Apollo.

Ero stata colpita sulla spalla, il che era già una fortuna da quello che sapevo.
Peccato che facesse male, stessi sudando e avessi la nausea.
La ferita non sanguinava più, ma lo squarcio era profondo. La pelle attorno al taglio era di un'orribile sfumatura verdastra.

<<Sam>> esclamò Percy con la voce strozzata, sembrava davvero scioccato.

<<E' avvelenato?>> domandò Annie.

Annuì. <<Non è grave>>

<<Come puoi dirlo?! Hai un buco nella spalla, ti vedo attraverso!>>

Will Solace sospirò di sollievo. <<Non va tanto male, Annabeth. Guarisce in fretta in genere e questo l'ha salvata>>

<<Guarisce in fretta?>> domandò Percy.

<<Sì, è una benedizione di mio padre col marchio. E poi con tutto il cibo degli dei che si...>>

Tossì per interromperlo. <<Will, che ne è stato del segreto professionale?>>

<<Di che sta parlando?>>

Restarono tutti in silenzio e io lasciai andare indietro la testa. <<Drogatemi e basta>>

I fratelli Stoll scoppiarono a ridere ma non servì sapere perché si fermarono all'improvviso.
Annabeth sembrava dal nulla diventata tutta rossa. <<Tu stai mangiando...Sei fuori come un balcone!>>

<<Will, fai ciò che devi>>

Lui annuì e Percy mi strinse più forte la mano <<Aspetta, cosa dev...>>

Solace versò un liquido dorato e d'istinto chiusi gli occhi.
Non era la mia prima volta ma dei, non potei evitare di inarcarmi e mordermi le labbra per non urlare. Mi sembrava di soffocare e quando una finestra si ruppe, al nostro stesso piano, dovettero capirlo anche gli altri.
Silena mormorò delle parole di incoraggiamento<<Sei stata bravissima>>

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora