CAPITOLO 77

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CERCO DI FARE COLPO SULLA MIA RAGAZZA
MA VADO A FUOCO
≈ ♆ Percy ♆ ≈

GENTE.
SAMIRA ARROW ERA LA MIA RAGAZZA.
Giusto per ricapitolare: eravamo negli Inferi, Nico ci aveva tradito e Aletto ci aveva liberati e io AVEVO UNA RAGAZZA.
Avevo baciato di brutto la mia migliore amica di cui ero cotto in modo ridicolo da...be', da sempre.
Una parte di me, mentre correvamo nel castello di Ade, voleva essere matura e affrontare la situazione terribile in cui eravamo. Ma sorridevo come un perfetto idiota, non riuscivo a smettere.
O almeno finché Sam non si fermò nel nulla, tirandomi indietro con sé, dato che eravamo mano nella mano.
E davanti a noi c'era un ragazzino pallido e asciutto, i capelli neri gli scoprivano la fronte e aveva le mani alzate come se ci stesse salutando, imbarazzato.
Nico.

<<Ciao>> tossì.

Alzai un sopracciglio, passai dall'essere felice a furioso. <<Ciao?!>>

<<Vi porto fuori di qui, so dove andare>>

Samira era fin troppo silenziosa ed era la parte peggiore. Perché quando urlava allora era solo arrabbiata ma se restava in silenzio...allora era ferita.
Quello stronzetto aveva ferito la mia ragazza.

<<Perché? C'è una nuova cella in cui tuo padre vuole metterci?>> ribattei.

Trasalii. <<Percy, lo giuro sullo Stige, non conoscevo i suoi piani.>>

<<Ma sai com'è fatto tuo padre!>>

<<Mi ha ingannato. Aveva promesso...ascoltate, in questo momento dobbiamo solo andarcene. Ho addormentato le guardie, ma non durerà e le Furie ci stanno coprendo, anche se non ho capito perché>>

Sam fece un passo in avanti. <<Non glielo hai chiesto tu?>>

<<No, non lo hanno fatto per me. Hanno parlato di....una questione di famiglia>>

Non avevo la minima idea di cosa significasse.
Poi lei sospirò e lo guardò diretta. <<Ne è valsa la pena?>>

<<Volevo solo riavere mia madre o una parte di lei.>> spiegò. <<E forse volevo solo che lui...>>

<<Ti scegliesse?>>

<<Sì. Mi spiace, ma dobbiamo andarcene>>

Avevo una nuova voglia di strangolarlo per quanto fosse stato ingenuo, ma purtroppo aveva ragione. Non avevamo tempo per litigare e quello era il suo castello, era una guida migliore per entrambi.
Non lasciai andare la mano di Sam, ma la strinsi e aspettai che fosse pronta. Poi la seguì mentre Nico ci faceva strada.
Avrei voluto avere il berretto dell'invisibilità di Annabeth, ma scoprii che non ce n'era bisogno. Ogni volta che ci imbattevamo in una guardia, Nico la indicava e gli occhi di fuoco dello scheletro si affievolivano. Sfortunatamente, però, anche il semidio sembrava fare lo stesso a sé stesso.
Attraversammo un labirinto di corridoi e quando entrammo in una cucina piena di cuochi e camerieri zombie, Sam si aggrappò al mio braccio.

<<Gli zombie no, dai>> sbuffò.

Risi lievemente e la strinsi a me, fu allora che Nico iniziò a barcollare e ad aggrapparsi a tutto quello che trovava. Riuscì ad addormentarli tutti, ma per poco non svenne.
Allora Sam fece qualcosa che di rado le avevo visto fare: mise da parte il suo orgoglio.
Mi lasciò andare, poi prese il figlio di Ade per un braccio e lo portò fuori passando per l'ingresso di servizio.
Mi avvicinai dall'altra parte, prendendo Nico e fu allora che vidi le Praterie degli Asfodeli.
Stavo quasi per sentirmi sollevato quando udii il suono di un gong di bronzo nel palazzo.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora