CAPITOLO 61

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HO VOGLIA DI SUONARLE A QUALCUNO
➶☽ Samira ☾➴

La prima lezione che Quintus mi diede fu come restare in equilibrio.
Mi era sembrata la cosa più stupida di sempre, Chirone era rimasto a bordo campo nel tentativo di non ridere mentre imprecavo.
Perché non era stupido, era difficile. No, non difficile, devastante.
Mi aveva messo su una trave e quel figlio di Echidna mi aveva colpita ovunque con un bastone per farmi cadere, per iniziare ad allenarmi con le armi, prima avrei dovuto imparare a resistere a tutto.
Non era bastata una lezione, quel semidio non si era stancata per tre giorni di fila, notte e giorno mentre io ero piena di lividi e al limite della pazienza.
Avevo creduto che l'obbiettivo fosse rendermi meno impulsiva, insegnarmi a restare al mio posto e invece di pazientare, avevo afferrato il bastone e senza pensarci glielo avevo sbattuto in faccia.
Quintus non si era arrabbiato, aveva sorriso come psicopatico.
Chirone allora se n'era andato soddisfatto, lasciandomi nelle mani del suo spadaccino o meglio, lasciato lui a me dato che avevo intenzione di farlo a pezzi.
Tutti quei colpi erano stati tremendi ma l'umiliazione di non saper stare in equilibrio ogni volta mi aveva fatto capire il suo obiettivo.
Voleva insegnarmi a resistere, non a sopportare in eterno ma abbastanza da reagire.
La mattina dopo finalmente imparai ad attaccare, non solo a difendermi e fu la prima volta in vita mia in cui finalmente non mi sentì impotente.
Quindi immaginate la mia sorpresa quando compresi che Quintus, il mio maledetto allenatore, era in realtà Dedalo. Un tempo avrei perso l'equilibrio e l'avrei colpito in faccia, mi sarei sentita tradita.
Ma sapevo sopportare molto di più, forse era per quello che c'era un silenzio sordo dentro di me.

<<Ma lei non è un inventore, è uno spadaccino!>> urlò Percy.

<<Sono entrambe le cose, oltre che un architetto, uno studioso. Me la cavo bene anche con la pallacanestro, per uno che ha cominciato solo all'età di duemila anni. Un artista deve sapere fare molte cose>>

<<Ha ragione, io per esempio so dipingere anche con i piedi>>

Mi voltai verso la mortale, respirando piano. Dovevo restare calma, di certo non sarebbe servito a niente trasformarli entrambi in dei topi e poi lanciare delle trappole. Giusto?

<<Quella non è normale>> mi disse Cassian.

<<Il punto>>riprese Percy <<E' che non può essere Dedalo, non ci assomiglia! Io l'ho sognato e..>>

<<Tu lo hai sognato?>> domandai.

Arrossì, grattandosi la testa <<Sì, mi sono dimenticato di dirvelo. E quando l'ho visto in sogno non era..>>

<<Cosa?>> chiese Annabeth.

<<Hai capito, ragazzo>> mormorò Dedalo<<Finalmente.>>

<<Lei è un automa. Si è costruito un corpo nuovo>>

<<Non è possibile, quello non è mica un automa!>> inveì la bionda.

<<Sai cosa significa Quintus, mia cara?>>

<<Quinto in latino...>>

<<Questo è il mio quinto corpo>>

Appena lo disse si premette un punto sul gomito e il polso si spalancò, mostrando uno sportello rettangolare dove vi erano ingranaggi di bronzo. Ero sconvolta.
Avevamo combattuto centinaia di volte, lo avevo colpito e non mi ero mai soffermata sul fatto che non lo avevo mai visto sanguinare. Come avevo fatto ad essere così stupida?

<<Non me lo aspettavo>> la voce di Cassian mi riempì la mente.

<<Dì immortales>> gemetti.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora