IL KARMA MI COLPISCE IN FACCIA
➶☽ Samira ☾➴
Ero agitata.
Più del solo, intendo. Mi sentivo un po' spaesata da quando eravamo arrivati a San Francisco, ero nervosa, stanchissima e affamata.
Mi sudavano le mani, avevo la gola secca e avevo un brutto mal di testa.
Pensavo che fosse perché stavo dormendo pochissimo, nel tentativo disperato di tenere Luke fuori dalla mia testa.
Ma più attraversavo la città e più sentivo la Foschia che mi impregnava la pelle, che mi chiamava.
Non volevo ma dovevo andare alla montagna della Disperazione, per Annabeth, però c'era qualcos'altro. Mi sembrava d'impazzire.
Alla fine, avevo deciso, odiavo San Francisco.
E odiavo dover conoscere per la prima volta il padre di Annabeth, mi aspettavo quasi che incarnasse il demonio, che avesse l'aspetto di un Dracula scadente.
Invece, portava un vecchio cappello da aviatore con tanto di occhialoni con degli occhialoni, gli faceva gli occhi deformati dalle lenti.
<<Salve, siete qui per consegnarmi gli aeroplani>>
Più lo guardavo e più volevo trasformarlo in un bruco, così quando sarebbe diventato una farfalla gli avrei tagliato le ali come aveva fatto con Annabeth.
Quante volte, negli anni, l'avevo abbracciata mentre piangeva per un padre che non era stato presente? Che aveva sempre dato più importanza alla sua nuova famiglia?
Forse non ero la persona più equilibrata, gentile e buona del mondo ma se qualcuno toccava una persona che amavo, che aveva imparato ad amarmi, allora volevo farla a pezzi.
Percy dovette capire cosa pensassi, perché mi diede una gomitata e si schiarì la voce <<Ehm, no, signore>>
<<Accidenti! Mi servono altri tre Sopwith Camel>>
<<Siamo amici di Annabeth>> sbottai. <<Sa, capelli biondi? È alta, occhi grigi, intelligentissima, leale e spesso invadente, indossa un cappellino di gusti discutibili e..oh! Dimenticavo! È sua figlia!>>
La mia sfuriata lasciò tutti in silenzio.
Talia si diede una botta in faccia, tirando le mani in basso come se avessi fatto qualcosa di male.
Lui mi fissò, interamente e io ricambiai l'occhiata.
<<Tu sei..Samira Arrow>> rifletté. <<E-entrate pure>>
Non mi aspettavo che Annabeth avesse parlato di me a suo padre, la cosa mi lasciò sorpresa.
Si erano persi di vista per anni e poi...non ero come Talia. Non pensavo di essere altrettanto importante da essere presentata.
Appena entrammo notai che non sembrava per niente una casa in cui si fossero appena trasferiti, c'erano un sacco di robot di Lego sulle scale e due gatti appisolati sul divano.
C'era un profumo di biscotti al cioccolato, stavo morendo di fame e quella era una tortura.
Sembrava una casa disordinata e felice, io non l'avevo mai avuta.
<<È successo qualcosa ad Annabeth?>>
Nessuno rispose di noi, stavamo attraversando il corridoio ma dall'occhiata che diede, capì la risposta. Fu allora che comparvero due bambini, si stavano distruggendo i giocattoli a vicenda.
Sapevo chi erano.
<<Bobby, non smontare i robot di tuo fratello>>
<<Bobby sono io! Lui è Matthew!>> protestò il bambino.
<<Matthew, non smontare i robot di tuo fratello!>>
<<Va bene, papà!>> sorrise l'altro.
Annabeth era stata gelosa dei gemelli, perché suo padre era sempre stato più vicino a loro, più dolce e comprensivo. Era perché erano i suoi figli in tutti i sensi?
La progenie di Atena nasceva da un'idea, per poi essere lasciata davanti alla porta di un uomo che lei reputava intelligente.
Non era intelligente se aveva ferito la mia Annie.
La figlia di Zeus mi afferrò un polso, aveva la mano bollente e mi lanciò uno sguardo serio.
Onestamente mi avrebbe spaventato di più vedere Cassian mangiarsi un gattino.
STAI LEGGENDO
𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧
Fiksi PenggemarTutti vogliono essere speciali, finché non scoprono di esserlo. Io volevo esserlo, all'inizio, sognavo di entrare in un libro e vivere mille imprese ma quando è accaduto, tutto ciò che volevo era nascondermi. Non volevo essere Samira Arrow, mi anda...
