CAPITOLO 49

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MAI STARE IN SQUADRA CON PERCY JACKSON
➶☽ Samira ☾➴

Era stata una giornata decente.
Cosa che la diceva lunga su come fossero le giornate al campo ultimamente, non che mi importasse. Tutti avevano i loro problemi, l'aria era tesa e sapevo che aveva a che fare con le voci che giravano su Crono.
A me, di nuovo, non interessava.
Volevo vincere Caccia alla Bandiera, godermi un banchetto con tanta ambrosia e poi andarmene a letto con un nuovo romance.
Non giudicatemi, avevo iniziato a leggerli solo qualche mese prima quando Silena me ne aveva regalato uno a San Valentino.
In ogni caso, quella caccia non prometteva niente di buono dato che Quintus aveva cambiato le carte del gioco.
Dopo cena, dove mi unì ad Annabeth invece che a Percy, venimmo chiamati per prepararci e io andai a cambiarmi.

<<Nuova armatura?>>

Mi voltai e Percy se ne stava appoggiato ad una trave, fissandomi e vi giuro che cercai di non pensare a quanto Poseidone avesse dei geni fantastici, ma fallì.
Era bello, tanto bello e io non volevo sentirmi così.
L'armatura che gli copriva il petto metteva in risalto il fisico slanciato, atletico e le gambe lunghe, odiavo che ora fosse più alto di me, perché...be', mi piaceva.
Si tirò indietro le ciocche nere con la mano libera, perché con l'altra teneva l'elmo blu.
Ma era la ciocca argento a far fare una capriola al mio stomaco. La stessa che avevo io e che nascondevo sempre.

<<Non la definirei un'armatura.>> risposi. <<L'ultima volta mi sono tagliata e Tyson ha strillato come una foca. Ha voluto farmi questo busto e i bracciali>>

I suoi occhi vagarono su di me e lottai contro il mio corpo per non arrossire, da quando mi faceva quell'effetto? Era stata tutta colpa della precedente impresa.
A dicembre lui era stato diverso e più...più vicino che mai. Mi ero seduta su di lui su un treno, avevamo dormito insieme in una macchina, aveva cavalcato per ore un pegaso.
Mi sarebbe passata, non importa cosa dicesse Afrodite.
Io non ero...non potevo...ah! Non andavo bene per Percy, non eravamo compatibili.
Il suo sguardo partì dalle mie All Star rosa, che contrastavano tutto il look da combattente tosta. Il busto era di cuoio e di bronzo rivestito, mi fasciava perfettamente la pelle, lasciandomi scoperta quella delle spalle e delle braccia. Le medesime erano semi coperte da dei bracciali greci, mi avrebbero aiutato a parare i colpi sugli avanbracci.
Avevo optato per un paio di shorts nuovi, avevano un taglio molto comodo ed elastico, con due lacci borchiati sulle cosce, perfetti per agganciarsi i miei due pugnali.
Sotto gli occhi di Percy, mi tirai avanti la lunga treccia rosa e tirai indietro la ciocca argento, quella non riuscivo mai a tingerla.

 Sotto gli occhi di Percy, mi tirai avanti la lunga treccia rosa e tirai indietro la ciocca argento, quella non riuscivo mai a tingerla

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<<Come strillano le foche?>> mi domandò, avvicinandosi.

<<Come Tyson>> alzai le spalle.

Lui ridacchiò, persino la sua risata era cambiata in sei mesi, sembrava più maschile, più roca...molto meno innocente e giovane.
Dovetti distogliere lo sguardo quando presi un arco, issandomelo sulla schiena.
Ma sentivo i suoi occhi bruciarmi la pelle.

𝐋'𝐄𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐮𝐧𝐚¹ - 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐲 𝐉𝐚𝐜𝐤𝐬𝐨𝐧Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora